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terra promessa

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Sergio Luzzatto / I bambini di Moshe

Secondo una leggenda il re David non sarebbe morto, ma solo addormentato in una caverna il cui ingresso è però segreto. Attende che qualcuno lo svegli per tornare sulla scena e salvare il Popolo eletto. Due ragazzi si mettono a cercare la grotta e dopo varie peripezie la trovano. Entrano e vedono re David sdraiato su un letto d’oro. Sono però abbacinati da tutte le cose che scorgono lì intorno. Il re allunga le braccia verso i due affinché gli versino l’acqua raccolta nei giardini dell’Eden contenuta in una bottiglia; questo potrebbe finalmente svegliarlo. I due imbambolati da quello che hanno visto non reagiscono in tempo; re David si stringe le spalle e non succede niente. Scoppia improvvisa una tempesta e i due sono costretti a uscire dalla caverna. Si trovano proiettati in un luogo sconosciuto e per quanto facciano molti tentativi, non trovano più la caverna.   Intorno al 1939 Adele Liberman deve aver ascoltato questa storia alla scuola ebraica di Rovno in Polonia. La raccontavano i sionisti e il suo significato simbolico sta proprio nell’Estote parati, il “siate pronti” predicato dal movimento: il viaggio verso la Terra promessa. Tocca a voi. A chi? Ai giovani, agli...

Da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini / Scrittori italiani a Gerusalemme

«All’alba del XX secolo Mosè si ferma in Alessandria d’Egitto, come Cristo ad Eboli». Invero un po’ poco, in un’età che invece vede diffondersi e confermarsi il viaggio sia in quanto catarsi, o esperienza iniziatica, sia come percorso di conoscenza e condivisione. L’oggetto manifesto del volume al quale stiamo dedicando la nostra attenzione è dichiarato fin dalle primissime pagine, trattandosi del tema del viaggio a Gerusalemme nella cultura letteraria italiana a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi sessant’anni del secolo successivo. La data limite è il 1967, con la Guerra dei sei giorni, quando l’intero scenario regionale sarebbe mutato, da subito con gli effetti della vittoria militare d’Israele ma anche sul lungo periodo, con processi in atto i cui risultati dobbiamo ancora verificare ai giorni nostri. Non di meno, poiché l’autore è uno spigolatore di professione, uso a ripassare, con arguzia e metodo, quanto da altri parrebbe già essere stato fatto oggetto di una più che soddisfacente pulitura e mondatura, quel che dal suo fare ne deriva sono ricostruzioni di quadro dai tratti inediti.   L’acribia premia, a tale riguardo. Alberto Cavaglion con il suo...