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unità d'Italia

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L’unità d’Italia nella letteratura

Termina oggi la nostra Antologia della Letteratura Italiana dedicata al tema dell’unità. Scrivere anche solo una parola in più a proposito della ricorrenza dell’unità italiana, dopo la pletora di pubblicazioni occasionate dal centocinquantenario che, nel corso del 2011, ha gravato sugli scaffali dei lettori più tenaci, rischia di essere solamente superfluo, se non molesto.   Ma, a questo proposito, andrà detto che proporre su doppiozero una serie di testi letterari sull’Italia, lungo il corso dell’anno passato, covava anche l’intenzione di mantenere una qualche leggerezza (leggerazza calviniana, ça va sans dire), lasciando che i testi letterari funzionassero per conto loro, senza sovrabbondanti apparati interpretativi, conservando noi per l'appunto una fiducia forse sovrabbondante nella capacità della letteratura di farsi discorso da sé, pur contando naturalmente nella collaborazione irrinunciabile di chi la legge.   Tuttavia saremmo reticenti se non ammettessimo, rispetto al lavoro condotto, la persistenza di un’idea fondativa che lo ha tenuto insieme: il fatto che...

L’evoluzione linguistica dei discorsi di Napolitano

Il discorso di fine d’anno è l’unico momento rituale in cui la figura più autorevole del nostro ordinamento si rivolge direttamente a tutti i cittadini. Per questo ciascun Presidente si è posto il problema di come stabilire il contatto simbolico con gli italiani che lo ascoltano da casa. Sono rimasti famosi i riferimenti di Pertini a tutti coloro, adulti e bambini, che nell’anno in via di concludersi gli avevano fatto visita al Quirinale, così come è difficile dimenticare l’affettuosa trepidazione di Scalfaro, sempre preoccupato di apparire un intruso e attento a precisare che il proprio augurio si sarebbe fermato sulla porta di ciascuna famiglia nella speranza che poi qualcuno volesse accoglierlo tra le mura domestiche.   Giorgio Napolitano, al suo sesto discorso del 31 dicembre, ha deciso di cominciare questa volta con un ringraziamento per l’entusiasmo persino inatteso con cui uomini, donne e bambini di tutto il paese hanno preso parte alle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dall’Unità: una scelta insolita, perché i presidenti, conservano il proprio grazie semmai per...

Dinamica della solitudine

 Prospettiva, il progetto del Teatro Stabile di Torino curato da Mario Martone e Fabrizio Arcuri, è nel 150° dell’Unità d’Italia, e si è dato il tema “Stranieri in patria”. Ogni compagnia dice la sua, a richiesta, sul tema: i due veneziani Pathosformel, Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, dicono che essere stranieri in patria è “trovarsi di fronte a una serie di suoni a cui non abbiamo pieno accesso, e che ci rendono d’improvviso capaci – o forse ci costringono – ad inventare, più che capire, un senso ultimo contenuto nella parole altrui”.  Il loro dittico (prima parte An afternoon love, seconda parte Alcune primavere cadono d’inverno) parla di due corpi, senza parole e in mezzo ai suoni. Due atleti. Due corpi che danzano performance sportive, che Pathosformel smonta, per farne estetiche della solitudine. Il ragazzo di colore, Joseph Kundesila, palleggia in un allenamento di basket senza basket, ovvero senza senso, ovvero il senso di fare un canestro, un obbiettivo, un goal, dei punti; è tutto solo, palleggia, suda, si asciuga il sudore, si sdraia sulla schiena (la...

Nel corso del tempo, Piazza Garibaldi

“Scrivici qualcosa di accattivante per l’uscita del film”, questo in sintesi il messaggio di Marco Belpoliti dal Dodecaneso. Era agosto, anch’io ero in vacanza, impegnato a cucinare per gli amici, come spesso mi succede d’estate. Mai capito quelli che in vacanza si annoiano e faticano a riempire la giornata. Io cucino e il tempo non basta mai. E intanto riposo. Così, m’era venuto in mente di raccontare l’avventura di Piazza Garibaldi attraverso le variegate, spesso eccellenti, occasioni d’incontro con la cucina italiana, che hanno accompagnato i nostri viaggi attraverso la penisola sulle orme dei Mille. Ma poi ho pensato che forse i lettori di Doppiozero non sarebbero stati così interessati a leggere di gastronomia il giorno dell’uscita del film alla Mostra di Venezia. Un’altra volta, magari.   Bisognerebbe tornare a ragionare sull’anniversario dell’unità nazionale, di cui più nessuno parla o scrive dopo la sbornia dei mesi primaverili. E ti credo, con quello che sta succedendo e tutte quelle nubi cariche di pioggia all’orizzonte. Ma è anche vero che nel...

Milano / Paesi e città

Attraversata piazza Tricolore, a Milano si entra nel Risorgimento. No, non sta risorgendo niente: in corso Concordia, davanti all’Opera di San Francesco, la fila di chi va a mangiare un pasto caldo continua ad allungarsi (ormai si sfiorano i duemilacinquecento pasti al giorno), e non solo di extracomunitari, mentre qualche metro più in là, nella piazza che al Risorgimento è dedicata, si sono aperti gli ombrelloni neri di un ristorante che, indifferente alla crisi e alla storia, inneggia all’oro. In mezzo alla piazza la statua del santo di Assisi svetta con le mani alzate (per paura?), cinque dita che benedicono a destra e tre a sinistra, “cinque e tre otto” l’avevano ribattezzata i milanesi quando ai monumenti di strada facevano ancora attenzione.   No, non pare che stia risorgendo qualcosa, ma i nomi delle vie, e i personaggi che richiamano, in questo angolo di città – la piazza vicina è intitolata alle Cinque Giornate – sono Unità d’Italia che avanza. Carlo Poerio, napoletano, famiglia liberale, condannato a trent’anni di carcere dalla restaurata autorità borbonica...

Intervista video a Fabrizio Gifuni

Abbiamo incontrato Fabrizio Gifuni, attore, nel corso della rappresentazione di due spettacoli da lui ideati e dedicati a Carlo Emilio Gadda (L'ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro) e a Pier Paolo Pasolini ('Na specie di cadavere lunghissimo) per parlare di questi due grandi italiani e dell'attuale situazione del nostro paese a cui i due lavori teatrali sono strettamente legati.   Un disperato amore per l'Italia     Vecchio e nuovo fascismo     Gadda     Pasolini e Gadda    

L’Italia è divisa tra Est e Ovest

Anni fa, quando il problema della comunicazione tra nord e sud del paese era all’ordine del giorno, e ancora non si parlava di Grandi opere, si era aperta una discussione sulla "variante di valico" dell’Autostrada del Sole tra Bologna e Firenze. Negli stessi mesi veniva pubblicato un libro in due volumi in cui erano raccolti gli studi sul mutamento del territorio italiano: Le forme del territorio italiano, curato da Alberto Clementi, Giuseppe Dematteis e Pier Carlo Palermo, promosso dal Ministero dei Lavori pubblici e edito da Laterza (Temi e immagini del mutamento, vol. I; Ambienti insediativi e contesti locali, vol. II). La prima cosa che colpiva in questa ricerca era una considerazione sull’aspetto fisico del nostro Paese. Per quanto l’immagine dell’Italia domini nelle aule scolastiche, e quella dello stivale sia la figura più impressa nella memoria collettiva degli italiani, gran parte della stampa continuava allora a parlare di strozzatura tra Nord e Sud, e altre cose del genere, ignorando una fondamentale questione, quella, per dirla con il titolo dello scritto di Franco Purini, architetto romano e saggista, compreso nel...

Unità e disunità d'Italia

Arrivata a 150 l’Italia s’interroga su se stessa e sulla sua identità. Era meglio prima, quando era disunita, o è meglio adesso che ha superato il secolo e mezzo di unione? La risposta è, non troppo ovviamente: sì, è meglio unita.   Ma detto questo si pongono mille problemi e interrogativi, domande e dibattiti. Il Dossier che stiamo costruendo nelle pagine del sito di doppiozero vuole formulare queste domande, ma cercare anche delle risposte, per capire, e aiutare a capire, quante e quali sono le Italie che costituiscono l’identità complessa e articolata del nostro Paese, quali e quante cose si sono stratificate nella storia ultra millenaria della Penisola, attraverso gli ultimi 150-200 anni della sua storia.   Cominciamo a domandarci quale sia la geografia che occorre seguire per capire chi siamo, chi eravamo, chi saremo. Un’identità non fissa, ma in movimento, che tuttavia non può ignorare la Storia. Cominciamo perciò pubblicando un’antologia commentata dell’identità degli italiani, del loro carattere, se ne esiste uno – o tanti, più...