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Bataclan

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Convivere con il terrore

Lutti politicamente corretti     Il giorno dopo l’11 settembre 2001, una mia amica docente universitaria, comunista da sempre, mi dice con una certa spavalderia che per lei tre ragazzi palestinesi morti in uno scontro con la polizia israeliana proprio quel giorno la avevano impressionata molto di più delle migliaia di morti sulle Twin Towers a New York. È quel che si dice “avere due pesi, due misure”. Si ripete questa accusa dei due pesi e delle due misure ogni volta che qualche massacro in Occidente impressiona profondamente la nostra opinione pubblica. La si è tirata fuori, ovviamente, anche a seguito dell’eccidio del 13 novembre a Parigi. Si è detto: “Perché piangiamo tanto i 130 morti di Parigi e non gli oltre 40 morti di Hezbollah ammazzati qualche giorno prima a Beirut? Perché non siamo ugualmente scossi dai 224 passeggeri russi uccisi nell’esplosione dell’aereo sul Sinai l’8 novembre scorso? Eppure gli assassini sono più o meno gli stessi. I morti non sono tutti eguali?”   No, i morti non sono mai tutti eguali. La morte non ha lo stesso significato...

Parigi batte più forte

Domenica 15 novembre, mattina   Finalmente domenica, stamattina il silenzio e le saracinesche abbassate si notano meno. È spuntato anche il sole e la grisaille è andata via, il cielo è addirittura azzurro. A non sapere niente forse gli unici segni di quanto è successo sarebbero le sirene, lievemente più rade, e le prime pagine nere o tricolori dei giornali, che ci ricordano la terreur e ci invitano a “resistere” (ma a cosa? come? mettendosi addosso il bersaglio “je suis Charlie”, tenendo aperti i negozi, sedendosi ai caffè? che senso ha questa guerra di simboli ad armi impari?).     Avevo intenzione di andare alla fiera dell’antiquariato di place de la Bastille e al mercato di boulevard Richard Lenoir, ma se anche non dovessero essere stati annullati per lo stato d’emergenza non ci andrei, la folla mi inquieta, e le veglie, i fiori, le candele, i biglietti che cominciano a spuntare sui luoghi degli attentati mi imbarazzano, non riesco ad aderire autenticamente al lutto collettivo, resto in albergo a scrivere.         Venerdì 13 novembre, rue Richard Lenoir   Venerdì sera ho svoltato nella via dell’hôtel Richard, da dove scrivo, venendo da...