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DSM

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La scomparsa dell'infanzia

Un breve articolo di Paolo Mastrolilli sulla Stampa del 17 dicembre scorso – Usa:“Basta psicofarmaci ai bambini” Triplicato il loro uso in quindici anni – sollecita una riflessione più ampia. Qualche giorno prima, il 15 dicembre, appare sul New York Times un articolo di Alan Schwarz intitolato The Selling of Attention Deficit Disorder (La vendita del disturbo da deficit di attenzione), un atto di accusa alle case farmaceutiche che dal 2002 al 2012 hanno quadruplicato le vendite di psicostimolanti, quei farmaci che negli USA vengono venduti per“curare” o “guarire” questo disturbo nei bambini. Il fatto che appaia un simile articolo sul giornale più importante del mondo è confortante, vuol dire che qualcosa si muove. Neil Postman (1931-2003) scrisse nel 1982 The Disappearence of Childhood. In quel libro si sosteneva che l'apparizione della cultura dei computer avrebbe tolto di mezzo l'asimmetria nella relazione adulto/bambino e avrebbe rivoluzionato il sistema scolastico. La maggiore facilità da parte dei bambini nell'acquisire la tecnologia elettronica li avrebbe messi, almeno per alcuni...

Fermare l'inflazione diagnostica

E' uscito presso Bollati Boringhieri Non curare chi è normale. Contro l'invenzione delle malattie, di Allen Frances. Si tratta di una critica severa alla nuova edizione del DSM (il Manuale Diagnostico Psichiatrico). Un libro che, fino a qualche anno fa, era oggetto di discussione per specialisti e che oggi è più noto di Topolino. La nuova edizione è la numero 5 (DSM-5) appena uscita in inglese, ancora in fase di traduzione in lingua italiana.   Particolarità interessante: Frances non è uno dei sostenitori dell'antipsichiatria, al contrario, è colui che ha diretto l'estensione dell'edizione antecedente del DSM, il DSM-IV. Frances non è il primo ad avere diretto e poi criticato un processo che si è rivelato dannoso e improduttivo nel mondo della salute mentale. Ricordiamo Starke R. Hathaway, che nel 1937 inventò un test diagnostico noto come Minnesota Multiphasic Personality Inventory (o meglio come MMPI) e nel 1972 scrisse il noto articolo Where have we gone wrong (Dove abbiamo sbagliato), in cui critica radicalmente la sua creatura, ritenendola del tutto inadeguata alla clinica. L...