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Teatro Valle

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Una sinfonia per una capitale

L’aria unica, favolosa di Roma negli anni cinquanta e sessanta, quando esplodevano il cinema, la vita dolce e quella intellettuale, secondo Franca Valeri. Perché Roma, l’eterna, non sarà mai un capitale, come sostiene Corrado Augias. Le periferie di Giancarlo De Cataldo e di altri, il dolore degli ospedali narrati da Valerio Magrelli e da Christian Raimo, storie di margini, storie di nuovi italiani, storie di morte o di sogni. Le memorie di San Lorenzo (Eleonora Danco), del ghetto (Anna Foa), di una gioventù a Borgo Pio (Giuseppe Manfridi), il ricordo di quel poeta del teatro che fu Victor Cavallo (Elena Stancanelli).   La generosità, il desiderio di cambiare le cose, nonostante tutto. Si svolgono in ventiquattro luoghi diversi di Roma, dal “Sacro Gra” al Trastevere di Lidia Ravera, da incroci anonimi dove è facile fare crash dopo uno sballo (come racconta Fausto Paravidino), alla lotta per la dignità, per il diritto alla vita e all’immaginazione di una donna immigrata tra la movida del Pigneto in uno squarcio poetico di Igiaba Scego, alle rive del Tevere di un espressionistico brano di Francesco...

Kyla Davis: To walk is easy

La incontro proprio a Nosadelladue, l'accogliente spazio che ospita artisti in residenza in un bell’appartamento all'angolo della suggestiva Piazza Malpighi, nel centro storico Bologna. Kyla Davis, performer e regista sudafricana, fondatrice della Well Worn Theatre Company, a quel punto è in Italia già da tre mesi, infatti ha ormai fatto sue le abitudini di baciare sulle guance per salutare e sorseggiare vino mentre si chiacchiera.   Per quel che riguarda il suo lavoro in residenza, invece, quando la incontro ha terminato una lunga serie di laboratori teatrali realizzati in diversi paesi della provincia felsinea, e non si è fatta mancare due incursioni nelle realtà occupate delle principali città italiane: il Teatro Valle a Roma e il Macao a Milano, in cui ha tenuto dei laboratori immergendosi completamente nelle dinamiche e nelle tematiche delle due autogestioni e dei rispettivi promotori.   Ph. Laura Molinaro   In maniera estremamente low-profile, tipica degli artisti formatisi nella cultura anglosassone, mi ha raccontato di cosa l'appassiona e di come cerchi di convogliare nei suoi lavori, i suoi...

Verso una riforma del teatro?

Era il 9 febbraio 2013 e mancavano poche settimane alle elezioni politiche. In occasione dell’edizione fiorentina delle Buone Pratiche – curata, come di consueto, da Oliviero Ponte di Pino e Mimma Gallina – il mondo del teatro aveva avuto la possibilità di un confronto diretto con Salvatore Nastasi, direttore generale per lo Spettacolo dal vivo. Si era parlato di tagli al FUS, di accesso ai finanziamenti ministeriali, di metodi di selezione: “i criteri storicistici e quantitativi si sono dimostrati, a mio avviso, fallimentari; ma bisognerà confrontarsi con le linee dettate del governo entrante”, dichiarava Nastasi.   19 ottobre, edizione straordinaria delle Buone Pratiche presso il centro congressi di Fondazione Cariplo di Milano, organizzata come sempre dalla webzine ateatro: accanto a Nastasi oggi siede il ministro Massimo Bray e all’ordine del giorno c’è un approfondimento sul decreto Valore Cultura, licenziato dal governo ai primi di agosto e approvato il 3 di ottobre. Non sono pochi gli aspetti che hanno destato preoccupazione, e forti segnali d’allarme sono stati lanciati fin da subito dalla...

Il Valle e gli altri: una rivolta culturale

Roma è una città in cui tutto sembra immutabile. Anche per questa ragione, nel corso dei secoli, uomini di passaggio e intellettuali girovaghi sono rimasti affascinati da quel senso di antico, massiccio e immobile ancora oggi testimoniato  da una giungla di chiese, palazzi, vecchi edifici, fontane e obelischi, viuzze e viali che stanno lì a osservare l’affollato viavai di persone. Un senso di antico permea i tanti elementi che compongono la città e sembra difficile riuscire a creare una formula in grado di conciliare antico e contemporaneo, passato e presente, stasi e movimento. Camminando per le strade di questa città da oltre due milioni e mezzo di abitanti capita raramente di sentirsi in una capitale europea. Manca quell’ampiezza di respiro che sa regalare una camminata a Madrid o a Parigi; non si riesce a percepire una modernità che passi per la bellezza dei luoghi, la loro pulizia, la vivacità degli angoli del centro, la multiculturalità: si è di continuo messi all’angolo dal traffico, dall’inquinamento, dalla congestione e dai rumori. Gli immensi monumenti che costellano la citt...