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Roscigno

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Carmen Pellegrino. Cade la terra

'Mi ha ingannata l’amore'. Immagino Estella ripetere queste parole e mi stupisce che il passo dell’esile protagonista del primo romanzo di Carmen Pellegrino, Cade la terra, non si faccia incerto, mi sorprende che non si guardi i piedi, che non lasci ai lunghi capelli biondi il compito di coprirle il volto. Si muove lineare, invece, senza incertezze: 'Dovevo pensarci prima. Va bene, va bene, dovevo farlo'. Anche la prosa si muove come Estella, non ha le pause né gli inciampi e gli ingorghi di una punteggiatura complessa, quasi assenti i punti e virgola; i periodi, brevi, sembrano voler dire e basta, suggeriscono una continua contemporaneità, come un incalzare degli eventi che si sovrappongono in un narrare asincrono.   Che ne è del tempo? Quel tempo che tuttavia procede, perché la terra cade e il paese scivola a valle e il fango lo sommerge e gli abitanti devono abbandonarlo.   L’ha ingannata l’amore. E l’avrebbe ingannata anche il tempo se Estella non fosse rimasta indietro, in quel borgo abbandonato, in quel paese, Alento, raggiunto a diciotto anni bussando a casa de Paolis e diventando l...

Roscigno e Corleto / Paesi e città

Roscigno è uno di quei paesi che raggiungi in due ore e visiti in venti minuti. Ma anche uno di quelli in cui il tragitto è parte integrante della méta. Oggi, per esempio, ho osservato per la prima volta le ghiandaie, uccelli visti finora solo impagliati sulla libreria di mio padre.   La Salerno-Reggio Calabria è deserta. Così, in breve tempo raggiungo un paesaggio che si fa presto Lucania: silenzi, poiane, prati e grano, cieli alti davanti e, di lato, la maestà selvatica delle montagne. Ogni tanto vedi tesori non meno importanti di un museo o di un parco archeologico: casolari abbandonati, antichi rifugi di contadini e pastori, vuoti e come riassorbiti dalla vegetazione. Alla mia sinistra un pendio roccioso coperto d’ulivi. Qui le olive non si raccolgono perché non conviene. Se ti fermi a raccoglierle non viene nessuno a reclamarle. Nascono e muoiono, come gli insetti e le pietre, senza testimoni.   In cima alle montagne, piccoli paesi quasi del tutto disabitati. Le case restano raccolte nella pronuncia ferma di colori che sembrano sorti dalla pietra, fatti della stessa fibra dei tronchi, dello stesso incarnato della paglia e dell’argilla. Sono case in coro, in cui ogni...