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Soho

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Mostre in corso / C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile

“C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile”: lo sosteneva Simone de Beauvoir molti anni fa e possiamo confermarlo noi nel presente, soprattutto per quanto riguarda l’attività newyorkese dedicata all’arte contemporanea. “Yes We Can” non è solo lo slogan coniato da Barak Obama a seguito delle primarie in New Hampshire, né soltanto la traduzione inglese del motto “Si Se Puede” della lotta degli anni Settanta condotta dal sindacato dei braccianti United Farm Worker. Sembra piuttosto la convinzione o la forza motrice di ogni attività di ambito culturale che nasce e trova sviluppo a New York. Musei dalle enormi dimensioni con collezioni vaste e diversificate, nonché con una programmazione di mostre temporanee e di eventi ricchissima; ma anche fondazioni private volte alla conservazione dell’opera dei grandi maestri del contemporaneo, così come centri per il supporto dei talenti emergenti provenienti da tutto il mondo; infine molteplici gallerie d’arte private, spazi no profit, centri culturali, lofts destinati a residenze d’artista; biblioteche specializzate; graffiti e installazioni urbane site-specific: questa e molto di più è l’arte contemporanea nella città di...

"La nostra attitudine era: fanculo" / È morto Alan Vega

All'inizio c'è il ritornello di 96 Tears (? And The Mysterians, 1966), una delle canzoni rock definitive: un infinito bordone di organo suonato con un solo tasto e un solo dito – ricorda Lester Bangs. A pensarci bene non è un caso se nel 1977, Martin Rev e Alan Vega aprano un loro show al CBGB's con quel pezzo, totalmente trasfigurato. 96 Tears viene sezionata, decostruita. Ne resta solo un brandello: alla solarità dell'originale si sostituisce una specie di trance psicotica. Alan di cognome fa in realtà Bermowitz, Martin invece per l'anagrafe è Reverby, ma che importa quando battezzi la tua band ispirandoti a Satan Suicide, titolo di un'edizione del tuo fumetto preferito, Ghost Rider? I Suicide bazzicano per le strade di New York dai primi anni '70. Quando si sono incontrati, al Project Of Living Artists, un laboratorio-spazio per artisti di SoHo, Vega lavorava a sculture, Rev era assorbito dalla scena avant-jazz. Da allora si sono intrufolati nelle gallerie d'arte e nelle poche sale da concerto aperte, seminando guai.   Frequentano il Mercer Art Center insieme alle New York Dolls. Che li temono. A vederli, sembrano due teppisti arrivati da un altro pianeta. Tutti ne sono...

Daniel Farson / Francis Bacon. Una vita dorata nei bassifondi

Vedere le mani di Francis Bacon, vederne gli occhi. Ripercorrere attraverso gli scatti di John Edwards, suo ultimo compagno, i dettagli del viso e ritrovarne “la violenta realtà”. Francis Bacon è da poco morto e gli amici rimasti lo ricordano sorseggiando del Mouton Rothschild. Tra di loro Daniel Farson, l’autore della biografia Francis Bacon. Una vita dorata nei bassifondi (Traduzione di Costanza Rodotà, Johan & Levi Editore, Milano 2011). Le fotografie di John Edwards non definiscono un ricordo, ma piuttosto una verità: non è possibile rinchiudere l’esperienza esistenziale di Bacon in una memoria compatta e definita. Bacon non ha memoria e non ha somiglianze, ha solo una realtà, percepibile attraverso dettagli di assoluta verità; per qualcuno è la forza dell’aura per altri, per l’autore di questo libro, è “violenta realtà”.   Daniel Farson, al pari delle fotografie di John Edwards, illumina i dettagli e compone un vero e proprio coro di voci, spesso sovrapposte, alcune volte volutamente stonate, che hanno tutte insieme la capacità di...