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Immaginario e politica / Potere

Lo sviluppo di un potente processo di mediatizzazione all’interno delle società contemporanee sembra trasformare radicalmente la natura del potere. Già lo storico canadese Harold Adams Innis aveva messo in luce negli anni Cinquanta, nel fondamentale volume recentemente rieditato Impero e comunicazioni (Meltemi), come la stabilità temporale delle diverse forme di civiltà dipendesse dalla capacità di queste di utilizzare gli strumenti di comunicazione allo scopo di mantenere il proprio potere di controllo sulle tecnologie del tempo, che garantiscono la continuità, e su quelle dello spazio, che consentono di ottenere un’occupazione del territorio. La crescente importanza assunta oggi socialmente dal mondo mediatico rende però ancora più intense le conseguenze determinate dall’azione dei processi comunicativi sul funzionamento del potere politico. Cerca di ragionare su questi fenomeni il recente volume di Guerino Nuccio Bovalino Imagocrazia. Miti, immaginari e politiche del tempo presente (Meltemi), che prova a tracciare un approfondito scenario in relazione a come si è modificato l’immaginario di cui il potere politico si serve. L’analisi di Bovalino è tesa a dimostrare che oggi non...

Domani alle OGR, Torino / Iphone. Due o tre cose che non sapete di avere nelle tasche

La macchina che portate a spasso nelle vostre tasche è una tecnologia che ha sintetizzato in un unico apparecchio media e tecnologie precedenti. È una delle più potenti macchine a nostra disposizione, peccato che sia a disposizione anche di chi raccoglie dati per fini commerciali e politici.  Proverò a fornire, per questa occasione, una lettura provocatoria sulle potenzialità e i rischi più invisibili che il vostro smartphone si porta con sé, dallo zapping pseudo-televisivo delle app, alla slot-machine delle notifiche, all'inferno delle chat per genitori.   Alan Key è un programmatore americano e computer scientist tra i più importanti del novecento. È uno dei padri della programmazione orientata agli oggetti, ha concepito i laptop, ha inventato, insieme a Douglas Engelbart le interfacce grafiche moderne, tra le altre cose. Nel 1984 ha lavorato per la Apple, e successivamente per la Walt Disney e molti altri.  Prima ancora che esistessero i telefoni cellulari, Key scrisse in un saggio del 1984: «Il computer è un medium che può simulare dinamicamente le caratteristiche di altri mezzi di comunicazione» 34 anni dopo quella sua definizione, oggi...

Fate ogni giorno una ricerca con parole casuali su Google / Disobbedienza digitale

Su Topolino n. 1106 del ‘77 Paperone ordina ad Archimede di produrre in serie sosia-robot per le attività più incresciose (“accompagnare vostra moglie nelle massacranti spese estive, insomma per vivere meglio”), ma gli automi si sostituiscono completamente ai loro padroni: è arduo distinguere la macchina dal papero. L’unica soluzione è comportarsi irrazionalmente. I robot si ingegneranno così in cerca di impossibili soluzioni logiche, ma lo sforzo manderà in fumo i transistor, decretando la vittoria dei costruttori sulle macchine. La storia a fumetti Disney somiglia ai racconti di Asimov e ricorda l’ammonimento del filosofo tedesco Hans Jonas riportato nell’intervento di Longo su Hawking di qualche giorno fa: «La Natura non poteva correre rischio maggiore di quello di far nascere l’uomo. Nell’uomo la Natura ha distrutto se stessa». È la “singolarità”, termine con cui Raymond Kurzweil, futurologo del MIT, descrive il momento del sorpasso dell’intelligenza artificiale sulla umana. Non dovrebbe mancare molto, se è vero quanto rivela George Dyson in La cattedrale di Turing: Google Books non avrebbe scansionato tutti i libri del pianeta per l’umanità, ma «per farli leggere a un’...

In soccorso dei più forti / Salviamo la comunicazione sul web

Salvare il digitale da se stesso. Può sembrare un proposito paradossale, nell'epoca della sua massima espansione economica. Proprio mentre scrivo, intellettuali e politici di tutto il mondo costatano ancora una volta l'enormità del potere accumulato dai colossi del web. Messi insieme, è stato calcolato, i soli Google Amazon Facebook Apple e Microsoft adesso valgono il quinto stato più ricco del pianeta, peraltro privo dei debiti delle nazioni. Anche il Financial Times si chiede se questo schieramento non sia ormai too big per accettare regole. Senza contare il gigantesco influsso, non solo economico, che l'online ha raggiunto nella vita di ognuno di noi. Di quale aiuto dunque può mai aver bisogno il web?   E di quali consigli per di più potrà aver bisogno la pubblicità digital, da anni proclamata in costante incremento di fatturato? Attenti innanzitutto a considerarlo un tema specialistico. Nascoste sotto le mentite spoglie di argomento tecnico, le inserzioni su internet sono al momento l'unico motore economico non solo dell'intrattenimento ma anche della libera informazione online. Quanto basta per considerarlo un tema persino politico, d'importanza collettiva. Altro che...