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Barbara Grespi

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Dal cinema all'arte / Harun Farocki. Pensare con gli occhi

Harun Farocki è un artista poco conosciuto in Italia, a parte l’omaggio dedicatogli un anno dopo la morte dalla Biennale di Venezia del 2015, intitolato Atlante di Harun Farocki, con rimando al grande tema dell’atlante, da Aby Warburg a Gerhard Richter e oltre, e poco dopo il seminario internazionale a lui dedicato allo Iuav. Figura singolare e al tempo stesso paradigmatica di un modo di fare cinema che è approdato nelle gallerie e nei musei d’arte, meritava uno sforzo ulteriore come quello che ha visto il convegno dedicatogli a Torino nel novembre del 2016 e ora il volume che ne riprende il titolo e lo amplia per ricchezza di materiali e di interventi, curato da Luisella Farinotti, Barbara Grespi e Federica Villa per i tipi di Mimesis: Harun Farocki. Pensare con gli occhi.   Nato nel 1944 in una cittadina allora tedesca oggi ceca, debutta nel cinema a metà degli anni ’60 con film di impostazione situazionista, di critica politica e della cultura: “cinema come forza antagonista e militante, strumento di lotta e di controinformazione, antidoto critico alla sua stessa fascinazione”, scrive Farinotti. Insegna, scrive, milita. Negli anni ’80 mette a punto il suo modo personale:...

Imm'

Imm’ è una collana che intende occuparsi di cultura dell’immagine perché si basa sull’assunto di partenza che l’immagine non è solo un oggetto di studio, ma influisce sugli strumenti e i modi con cui si fa cultura. Quando Lazslo Moholy-Nagy lanciò, ormai novant’anni fa, il famoso monito secondo cui l’analfabeta di domani – per noi dunque di oggi – non sarà chi non sa leggere la scrittura ma chi non sa decifrare le immagini, profetizzava la società dell’immagine, come oggi la chiamiamo abitualmente, ma anche la necessità di un’altra “lettura”. Da qualche parte la chiamano “svolta iconica”, da altre parti “cultura visuale”, secondo approcci e intenti diversi. Per noi è un modo di guardare, di vedere e di pensare.   L’immagine è infatti un fenomeno complesso, viene trattata come un documento, come se questo fosse un fatto scontato, ma al tempo stesso l’immagine non rappresenta, non sta al posto di altro, non testimonia, ma indica, lascia intravedere, deforma, porta al limite, introduce pensiero, svela lo...

Fuori quadro

“Parte di una più ampia ricerca in corso, questa pubblicazione e gli eventi che la accompagnano – mostra, proiezioni e incontri – nascono dal desiderio di condividere con un pubblico allargato temi e spunti che non meritano di rimanere, come normalmente accade, all’interno della cornice universitaria. È a questa scelta che allude innanzitutto il titolo Fuori quadro, la volontà di uscire, di mostrarsi al di fuori dei “riquadri” istituzionali della cultura.”   Giaconia   Così scrivono Elio Grazioli, Barbara Grespi e Sara Damiani, che curano il Catalogo della Mostra Fuori quadro. Follia e creatività fra arte, cinema e archivio. L'esibizione si terrà tra il 7 e il 19 dicembre prossimi presso la Porta di Sant'Agostino di Bergamo. Là dove la città alta scende per includere, tra le mura venete, un convento agostiniano che forse aveva, intorno alla fine del secolo Sedici, una certa importanza per la medesima. Che, con Napoleone, diventa arsenale e viene sconsacrato. Proprio dentro al passaggio della Porta, sulla destra, salendo, si apre una porta che conduce ai...

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