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Carmine Maringola

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Doni / Emma Dante: lessico dei giorni di crisi

Emma Dante è regista molto amata e apprezzata in Italia e all’estero. Nei suoi spettacoli, come Misericordia che ha debuttato in gennaio al Piccolo Teatro di Milano, è capace come pochi di scavare nella marginalità e nel dolore, nell’oppressione e nella voglia di alzare il capo:  – Proviamo, Emma, a raccontare questi giorni con un lessico, dall’A alla Z? – Proviamo.   Cenerentola, di Gioachino Rossini, Teatro dell’Opera di Roma (2016), ph. Yasuko Kageyama. A come #acasa A casa adesso per me significa il mondo. La mia casa diventa piena di vie, di piazze, di vicoli, di incroci; mi sposto nelle stanze con l’illusione di camminare, di continuare a girare all’aperto, nelle città. A casa significa nel mondo: è un modo per salvaguardare il mondo. Non è una prigione: è uno stare chiusi per il bene di tutti.   B come Brescia Mio fratello sta a Brescia. È preoccupazione. Ansia. Brescia è una città che sta nei miei pensieri, per quello che sta succedendo là, per mio fratello. Ha scelto di non tornare a casa, in Sicilia, perché abbiamo un padre anziano. È solo, non ha famiglia. Se gli succede qualcosa non c’è neppure chi gli va a fare la spesa.   C come corona Corona...

Emma Dante a Siracusa / La ridicola caduta di Eracle

All’inizio del secolo scorso, fu Duilio Cambellotti a inaugurare con le sue scene le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa. Da allora, la rassegna dell’INDA dedica una specifica attenzione alla scenografia (su questo argomento si veda il recente Le città del Teatro Greco di Vittorio Fiore e Vito Martelliano), sollecitando nomi del calibro di Massimiliano Fuksas e Arnaldo Pomodoro a ripensare lo spazio antico. Emma Dante, chiamata a dirigere l’Eracle di Euripide nella stagione 2018, arriva alla prova siracusana con le idee chiare anche su questo aspetto. Affida la scenografia a un architetto di formazione, ma attore di professione: Carmine Maringola, presenza irrinunciabile negli spettacoli della Dante degli ultimi anni. Il risultato è un impianto scenico di forte impatto visivo ma –contrariamente a quello che spesso accade in contesti orientati alla spettacolarizzazione – in stretto rapporto funzionale alla visione della regia. A chiudere idealmente il semicerchio delle gradinate è un enorme cimitero marmoreo, con una moltitudine di ritratti appesi sui loculi tombali e croci di legno: è il palazzo regale di Eracle, e diverrà il luogo deputato a raccogliere le...

Emma Dante, Ulisse e Polifemo

È pieno il Teatro Franco Parenti per la prima di Io, Nessuno e Polifemo di Emma Dante: è pieno di un pubblico ben disposto, curioso, pronto ad applaudire un altro trionfo della regista considerata una delle voci più talentuose del nostro teatro. Eppure chi ha ancora negli occhi la bella prova de Le sorelle Macaluso non può che rimanere spiazzato.   Nell’ironica conversazione che la Dante intreccia con Odisseo e il Ciclope e che ha aperto, al Teatro Olimpico di Vicenza, il nuovo ciclo di spettacoli classici diretto dalla regista palermitana, ci sono almeno due anomalie. La prima: diversamente dalle precedenti partiture drammaturgiche asciutte, dove ogni parola pareva scaturire da un’urgenza sotterranea e non razionale, con Io, Nessuno e Polifemo ci troviamo invece di fronte a un testo straordinariamente verboso, al limite del didascalico (“La tua maschera semantica con me non funziona”, esclama, per esempio, l’intervistatrice dell’eroe omerico).     Le riflessioni sulla permanenza del mito, sul rapporto tra durata della vicenda e persistenza nella storia non sono certo inedite; e non sorprende...