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Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo

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Emozioni di un colore e storia di una pietra / Il turchese di Ellen Meloy

Il color turchese è una tonalità pastello che sta tra l’azzurro e il verde; viene anche chiamato color uovo di pettirosso blu, un uccello americano molto diverso dal nostro pettirosso, classificato come Turdus migratorius. È il colore scelto da Tiffany & Co. per le scatoline e i sacchetti dei preziosi gioielli, una tinta con il codice Pantone 1837 che però – ci spiega Riccardo Falcinelli – non compare nella mazzetta dei colori dell’azienda di grafica: 1837 è l’anno di fondazione di Tiffany e il colore 1837 è il suo marchio registrato, «racconta il suo prestigio per assenza; qualcosa di esclusivo, che di certo esiste, ma che non è possibile comprare o usare. Non da tutti, perlomeno» (Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo, Einaudi, Torino 2017, pp. 349-350). Per il momento ci possiamo accontentare di sbucciare un piccolo uovo sodo di quaglia per vedere un color turchese nostrano.   L’etimo di ‘turchese’ rimanda però alla turchese, alla pietra turchese, e non è un termine antico, risale al Medioevo: deriva dall’antico francese turqueise o turquoise (sottinteso pierre, pietra), ‘pietra turca’, originaria delle terre dei Turchi, portata in Europa attraverso...

Cromorama / Il cielo non è blu e il mare è di molti colori

Questa affermazione, apparentemente paradossale, la potete leggere nel libro di Riccardo Falcinelli Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo, appena pubblicato, in settembre, da Einaudi. Certo, il cielo non è blu, il cielo non ha un colore preciso – blu pennarello, intende: può essere bianco, grigio, grigio scuro e minaccioso, celeste chiaro, screziato di rosa e di rosso; i pittori lo hanno dipinto di volta in volta con un colore diverso, anche rosso, nero e colore dell'oro. Lo stesso per il mare: lo sapeva anche Omero che parlava del mare colore del vino, mentre noi, suggestionati dall'accentuata propensione delle pellicole Ektachrome per i toni azzurri, siamo abituati a identificare i mari esotici con l'azzurro profondo e brillante. Lo scopo del libro sta proprio in questo richiamo alla consapevolezza dello sguardo: Falcinelli ci dice che il suo non è un saggio, ma un racconto; in effetti l'analisi percorre innumerevoli esempi in cui il commercio e la tecnologia hanno modificato il nostro sguardo sulle cose – nella pittura, nel cinema, nei fumetti, nella letteratura, nel design degli oggetti quotidiani – e individua le tappe attraverso le quali scienza, filosofia...