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Emilio Prini

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Franco Toselli, gallerista re

Franco Toselli dal 1967 organizza mostre d’arte nella sua galleria a Milano, attraverso la quale sono passati i nomi più importanti dell’intero panorama dell’arte contemporanea. Solo per aver lavorato con gli artisti più rappresentativi della storia dell’arte recente, aver organizzato mostre memorabili e prodotto libri d’artista leggendari, Franco Toselli già merita di sedersi tra le prima fila nell’olimpo dei galleristi. La sua avventura nell’arte dura da 45 anni. È iniziata con Gio Ponti passando per l’arte concettuale (Vincenzo Agnetti, Michael Asher, John Baldessari, Mel Bochner, Gino De Dominicis, Jan Dibbets, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, On Kawara, Lawrence Weiner), l’arte povera (Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Gilberto Zorio), la “transavanguardia” (Francesco Clemente, Nicola De Maria, Mimmo Paladino), artisti come Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Dan Graham, Joan Jonas, Jan Knap, Gordon Matta Clark, Luigi Ontani, Charlemagne Palestine, Gianni Piacentino, Salvo, Richard Serra,...

Le affinità elettive: Lisa Ponti

Incontrare e scrivere di persone come Lisa Ponti è un privilegio che va di pari passo alla difficoltà di sottrarsi a un’ovvia ma meritata celebrazione, soprattutto quando si ha a che fare con chi la rifugge con sincera modestia. Figlia di un gigante dal nome pigmeo, la vita di Lisa è inscindibile da quella del padre Gio, grazie al quale intraprende una lunga avventura scandita da tanti incontri e affinità, le due parole chiave per riassumere la sua esistenza. Dagli anni ‘40 ad oggi, da Stile a Domus, Lisa è stata una compagna di viaggio per gli artisti di almeno quattro generazioni. I suoi modi, la sua eleganza e il suo umorismo sono tipici di quella borghesia milanese illuminata oggi svanita. Gli scritti di Lisa sono il ritratto dei suoi incontri, irradiati dalla luce della poesia e dell’arte e imbevuti del linguaggio degli artisti, non della critica.La sua modestia l’ha portata a fare la sua prima mostra come artista a soli settanta anni. Ancora oggi, la novantenne Lisa disegna scrivendo e scrive disegnando su fogli A4 con risultati mirabili. La brillantezza del suo pensiero e la sua generosità intellettuale...

Francis Picabia

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     Famoso come campione del dadaismo e inventore del “macchinismo”, Francis Picabia è abbastanza ignorato nel dettaglio e per tutto il resto della sua carriera artistica e importanza storica. Eppure alcuni gli attribuiscono anche l’invenzione dell’astrattismo ei suoi Mostri e le sue Trasparenze hanno avuto un periodo di grande rivalutazione grazie alla cosiddetta pittura postmoderna.   Il fatto è che il personaggio Picabia è ampiamente discusso, sfuggente e imprendibile. Non si riesce a racchiuderlo in una formula, come hanno tentato coloro che lo ritengono tutto “dadaista”, anzi dadaista anche contro il dadaismo,...