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Fabio Viola

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Conversazione con Fabio Viola / Coinvolti e creativi

Fabio Viola è una figura di rilevanza nella sfera dell’industria culturale e creativa, operando nell’intersezione tra questi due mondi, con progetti come Father and Son per il Museo Archeologico di Napoli. È tra i fondatori di alcune imprese creative quali TuoMuseo, DigitalFun e Mobile Idea, autore dei libri Gamification. I videogiochi nella vita quotidiana e L’arte del coinvolgimento. Emozioni e stimoli per cambiare il mondo.   P.D. Ciao Fabio, grazie per aver accettato l’intervista. Raccontaci chi sei. F.V. Sono una delle tante persone vissute negli anni ‘80 con due passioni: i videogiochi, che divennero il mio lavoro, e la storia che divenne il mio percorso di studio. Fondai la mia prima start up a 22 anni e a 25 iniziai a lavorare per aziende come Electronic Arts Mobile e Vivendi Games, dalle quali acquistavo giochi fino a pochi mesi prima. Il caso ha voluto che queste due distanti passioni, recentemente, si siano ricongiunte grazie a TuoMuseo, che mi permette di lavorare entro le sfere della creatività e della cultura. Inoltre coordino un master allo IED in Gamification ed engagement design. Attraverso altre start-up che ho fondato, mi occupo di videogiochi e dell’...

Fabio Viola. Sparire

Sparire, di Fabio Viola, è un libro inospitale, faticoso, che fa sentire in trappola. Ci riguarda, e non lo vorremmo. Non è sparita solo Elisa, che Ennio, il protagonista, va in Giappone a cercare. Ma è sparita, o sul punto di sparire, ogni cosa: la storia d’amore che forse non è mai stata tale, per quanto muova Ennio da un capo all’altro del mondo, il Giappone così come si è disegnato nel nostro immaginario; nemmeno il desiderio ha consistenza, né Ennio stesso, né la realtà tutta intera; ogni senso.     Non è la trama, il dipanarsi dei fatti, il cuore del romanzo. L’organizzazione logica è spezzata, e il tempo sembra un tempo sospeso, che concorre a suggerire l’irrealtà, nonostante vi siano eventi, ricordi, e anche il terremoto del 2011. È piuttosto proprio lo sparire, il centro: progressivo. O forse, a essere progressiva, è solo la coscienza, e il dissolversi operante sin dalle prime pagine. Le atmosfere si fanno via via più rarefatte, scenari di desolazione, complice la devastazione naturale, e personaggi che si sfilacciano...