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Gabriela Carrizo

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Rovistando nella cassetta degli attrezzi

Cosa si portano a casa, dunque, i giovani attori e performer, drammaturghi e registi, dai laboratori di queste Biennali Teatro? Quali strumenti utili possono aggiungere alla propria “cassetta degli attrezzi”? Quali metodi giocarsi nei loro prossimi spettacoli? E se un’attenzione doverosa va alla concentrazione sulle singole individualità degli allievi – visibili, come racconta Elena Conti, nelle diverse modalità di riscaldamento e training, un panorama curioso e variopinto che inaugura ogni mattina i laboratori veneziani e che può raccontare delle storie e culture, idee di teatro e di vita completamente diverse che si incontrano in questi giorni in laguna – è interessante anche andare a rovistare fra gli strumenti e i metodi che i cinque maestri della Biennale 2012 stanno offrendo a questi giovani aspiranti artisti. Nelle edizioni passate, si può dire, i laboratori, pur nelle specificità dei singoli maestri, conversero – oltre che per il dato generazionale, capace di riunire a Venezia le nuove spinte della regia europea – in una dimensione della ricerca dal carattere autoriale, in cui gli...

Gabriela Carrizo

  Scenari intimi, concentrazioni sulle dinamiche che presiedono i rapporti interpersonali, un vertiginoso iperrealismo che si sgretola in uno spiccato gusto per l’onirico e il surreale, i lavori di Peeping Tom da qualche anno stanno battendo i palcoscenici di mezzo mondo con una forma di teatro-danza capace di porre in dialogo diverse discipline – dalla dimensione quasi circense alla prospettiva cinematografica – in un equilibrio fra le arti di difficile catalogazione. È la stessa Gabriela Carrizo (coreografa d’origine argentina e co-fondatrice del gruppo con Franck Chartier) a segnare i fondamenti di questa prospettiva, direttamente dal laboratorio che sta tenendo in questi giorni per la Biennale Teatro in quell’isola nell’isola che è la Fondazione Cini di San Giorgio: «We are not here to make theatre or dance or something like this: we are here to show our ideas», non siamo qui per fare danza o teatro o qualcosa del genere, ma per mostrare le nostre idee – poco importa che poi esse siano afferibili alla prosa o alla recitazione, che pertengano al fare coreutico o al mondo del cinema.   Una...