festival scarabocchi 2020

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Gesù Cristo

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San Luigi dei Francesi / Caravaggio, La conversione di Matteo

“Ma questa è una stamberga!”. Quello si credeva a teatro allo spettacolo: I quadri viventi, e invece era, a San Luigi dei Francesi, bellissima chiesa di Roma, davanti a uno dei più famosi quadri del Caravaggio. Tre metri per tre, quadrato come i palcoscenici da marionette. “Vivente” è dire poco, come poi si vedrà, dato che si vede subito l’agitarsi di sette omaccioni (così appaiono per le dimensioni del quadro, la corporeità muscolosa e l’animosità caravaggesca): affannosi, affannati, sbigottiti, allertati o incaponiti. Cinque son vestiti alla romanesca del fastoso ‘600 e siedono scomposti attorno a un tavolo; invece due levantini sono all’in piedi, scalzi, coperti di stracci, impolverati e sudaticci, alla moda del 32 post Christum natum.   Ma, sbucati da dove? Il quadro è atemporale, intertemporale, astorico e i suoi personaggi si muovono nella dimensione narrativa, il cui misuratore minimo non è il minuto secondo, il millimetro o il secolo, ma il brivido. La luce che trapela dalla finestrina incastrata in un muro muffito serve a connotare la categoria “Stamberghe luride”, luce fioca ancor prima di arrivare ai vetri lerci che, però riuscirebbe a trapassare se non fosse per...

Giovanni Columbu. Su Re

Nel 2003 Giovanni Columbu partecipa all’estiva e ludica rassegna morettiana dedicata alle opere prime. Nell’arena all’aperto del cinema Nuovo Sacher il suo Arcipelaghi, film del 2001, viene decretato miglior film dei Bimbi Belli di quell’anno. Un’opera dura, rigorosamente in lingua sarda - il lavoro di Columbu è anche e soprattutto un lavoro antropologico - che racconta una parabola di giustizia in una terra arida e faticosa.     A quasi dieci anni di distanza da quell’opera prima tanto sconosciuta quanto notevole, Columbu decide di tornare dietro la macchina da presa per raccontare il calvario di Cristo, l’ascesa al monte e la crocefissione, ispirandosi ai vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni dai quali trae differenti episodi del martirio, messi in scena senza un ordine cronologico, come flash-back di Maria mentre veglia il corpo del figlio.   Columbu sceglie Supramonte, un complesso montuoso di altopiani carbonatici che occupano la parte centro-orientale della Sardegna, dove già fu il celeberrimo Hotel di De André, per ambientare la storia di tutte le storie. A parte Pietrina Mennas...