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Gianni Motta

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Tavoli | Piergiorgio Paterlini

Il cotto a terra è bellissimo. Antico, spazzolato dai passi. La scrivania è un cervello all’opera.   L’emisfero destro è razionale, tecnologico – modem, stampante, hard disk, mouse. Fili. Fili. Led. L’emisfero sinistro è emotivo. Una Olivetti Lexikon 80 da collezione, sdegnosa, di spalle, risponde allo schermo muto del computer spento. Pile di fogli, post-it, agende, cartelline, scatole, fermacarte, una giostrina: l’ordine, chiaramente, è apparente. Per questo nel descrivere non può valere che la congerie. A poco servono gli ausilii meccanici disseminati qua e là: lente, forbici, scotch, righello, pinzatrice, inerti in un’onda di carte. La falange della cancelleria, schierata stretta al centro, dice di una resa. Non c’è penna o matita, gomma, pennarello, non c’è graffetta, temperino, elastico che tenga. La falange della cancelleria è un feroce esercito di soldatini di stagno, un ponte interrotto verso la disciplina, il cassetto dei giocattoli.   I libri sono altrove, perché qui non si legge: si scrive. Si può scrivere con un...

Polidori sull'Anticavallo alla scoperta del mare verde

Le Fiandre e la Romagna, terre di ciclisti, sono piatte, viceversa le Marche hanno appena il tre per cento di pianura mentre il resto è collina. Qui, dalla balconata di Cupramontana, pochi chilometri da Jesi, nell’epicentro della produzione del verdicchio, è un mare verde a saliscendi, dense macchie di olmi, castagni, e di viti a filari scoscesi da cui si profila in lontananza il mare vero, appena uno spicchio sullo sfondo, cioè la chiazza slavata dell’Adriatico che si apre tra Senigallia e Falconara. Nella Marca profonda, la celebre tesi di Brera che vedeva nella bicicletta un Anticavallo non ha senso perché nella terra dei piccoli borghi e della mezzadria diffusa che tuttora disegna il paesaggio l’Anticavallo è stata la moto o l’automobile, semmai, due alternative modernizzatrici che hanno affiancato la bici o paradossalmente l’hanno preceduta, tant’è che nel secondo dopoguerra si è passati dal «biroccio», il tradizionale carro agricolo, alla Guzzi o all’utilitaria Fiat lasciando magari la Graziella alle donne di casa: che di bici brulicasse da sempre la costa, specie tra...