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Giuseppe Fioroni

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Le verità perse di Monsignor Mennini

Nella tarda mattinata di lunedì 9 marzo monsignor Antonio Mennini, arcivescovo e nunzio apostolico in Gran Bretagna, ha varcato la soglia del palazzo di San Macuto, l’antica sede delle carceri del Sant’Uffizio ove fu processato Galileo Galilei, per essere ascoltato dai parlamentari della Commissione di inchiesta che indaga sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni.   Nel 1978 Mennini aveva 31 anni ed era un semplice viceparroco della Chiesa di Santa Lucia a Roma. Proveniva da una numerosa e influente famiglia legata a doppio filo alla Santa Sede (suo padre Luigi era vicepresidente dello Ior, presieduto da mons. Paul Marcinkus, suo fratello Alessandro un alto dirigente del Banco Ambrosiano, diretto da Roberto Calvi) ed era avviato alla carriera diplomatica, quando, suo malgrado, fu coinvolto nella tempesta dell’affaire Moro, che riuscì ad attraversare senza farsi travolgere, prima che le gerarchie romane, nel 1981, decidessero di allontanarlo dall’Italia, inviandolo in Uganda, prima tappa di una fortunata carriera ecclesiastica.   Monsignor Mennini aveva già deposto davanti alla Commissione...

Bersani, mi ricordo di te

“Pensa:/ cangiare in inno l’elegia, rifarsi;/ non mancar più.”, scrive Eugenio Montale in Riviere (1920). Trasformare l’elegia in un inno: cosa significa? Che cos’è, un’elegia? E in che senso l’inno dovrebbe esserne l’auspicabile superamento?   Detto molto semplicemente, l’elegia è un genere poetico associato in origine a riti funebri, poi comunque a temi malinconici, nostalgici; il suo carattere è quello della dolente riflessione, del ripiegamento su se stessi. L’inno, all’opposto, è un’aperta celebrazione, un pubblico appello (“Fratelli d’Italia…”; “Debout, les damnés de la terre…”); anche musicalmente ha di solito un carattere corale, esortativo, ottimistico; suona come una chiamata all’azione, una marcia verso il futuro.   La canzone di Gianna Nannini (con la collaborazione di Isabella Santacroce) scelta da Pierluigi Bersani come “bandiera” musicale del Pd per la campagna elettorale del 2013 si intitola, appunto, Inno. Saputo il titolo, uno va ad ascoltare il pezzo...

L'ardesia e la rete

A circa 200 anni dall’introduzione della lavagna di ardesia, usata per la prima volta a West Point nel 1809, nel 2006 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni annunciava l’introduzione della LIM (Lavagna interattiva multimediale) nelle scuole italiane attraverso un piano, poi rilanciato nel 2008, che prevedeva 10.000 esemplari. Il comunicato stampa annunciava un investimento da 20 milioni di euro, che sarebbe entrato a regime per l’anno scolastico 2008/2009: i ministri Gelmini e Brunetta, per l’occasione insieme al premier Berlusconi promettevano che nel mese di dicembre 2009 il progetto avrebbe riguardato circa 4000 scuole, “il 40% degli istituti scolastici principali”, contestualmente a un piano di formazione per 24.000 docenti: “le scuole potranno così sviluppare contenuti didattici digitali, fruirne in rete e utilizzare strumenti di collaborazione come blog, wiki e videoconferenze”.     Anche per l’assenza di dati disponibili e a fronte di numeri vaghi e approssimativi, non è mia intenzione fare il punto della situazione sull’attuazione del piano e sulla retorica della...