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Hamish Fulton

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Progetto Jazzi / Intervista a Claudia Losi

  L’associazione con questa intervista vorrebbe raccontare a tutti coloro che non saranno presenti all’inaugurazione di Voce a vento il senso del progetto, che rimarrà visibile fino al 24 settembre 2018 sul versante di Monte Bulgheria verso Licusati (Camerota).   Katia Anguelova: L’associazione Jazzi si occupa di studiare un nuovo modo di vivere la natura e del recupero dei percorsi lenti. In che modo ti ha influenzato la prima visita in Cilento, qual è stato l’impatto iniziale? Claudia Losi: Sono arrivata in una giornata di sole splendido, verso marzo 2017. I sopralluoghi sono iniziati dal mare, per poi salire in esplorazione sul versante del Monte Bulgheria verso Licusati, tra le sue rocce carsiche di un bianco accecante. Era primavera solo da pochi giorni ma già molta vegetazione era in fiore. Piante pioniere rigogliose e pronte a colonizzare nuovi siti. Poco alla volta ho raccolto informazioni ascoltando chi vive questi territori, amandoli e conoscendone le difficoltà, e da chi ne è ospite temporaneo ma legato a essi attraverso uno stretto giro d’affetti. Quello che più mi ha colpito per prima cosa è stata la pluralità di livelli di lettura possibili di questi...

Francesco Tedeschi. Il mondo ridisegnato

Credo sia noto a tutti che in Italia la geografia sia una tra le materie più maltrattate e meno studiate, assieme alla storia dell’arte. Dato che viviamo in un paese ricco di opere d’arte, oltre che geograficamente e geologicamente complesso (basti pensare al problema pressoché costante dei terremoti, delle frane e delle esondazioni di fiumi e torrenti), ai nostri sagaci politici è sempre parsa un’ottima idea evitare con cura che gli italiani acquisissero una qualche consapevolezza sia del territorio su cui poggiano i piedi (se non gli cade addosso travolgendoli) sia del patrimonio storico e artistico che gli si para innanzi quasi a ogni passo. Ebbene queste due reiette (la geografia e l’arte), senza che molti ci facessero caso, da tempo hanno istituito tra loro un rapporto intenso e proficuo. A raccontarci i complessi intrecci tra arte e territorio è il denso e documentato libro di Francesco Tedeschi, Il mondo ridisegnato. Arte e geografia nella contemporaneità (Vita e Pensiero, Milano, 2011, pagg. 429, € 25).   Partendo, capitolo dopo capitolo, da opere simbolo del passato (da Il geografo di Vermeer a La...

Camminare come scultura

Il camminare è una pratica quotidiana che ognuno di noi affronta, sia che si trovi in casa per spostarsi da una stanza all’altra, sia che esca per le faccende di tutti i giorni attraversando spazi aperti o chiusi a secondo dell’occasione. Camminare non è correre perché uno dei due piedi è sempre in contatto col suolo e come dice la metafora “avere i piedi per terra” ciò implica una relazione più rilassata nei confronti dello spazio circostante che ci ospita. Camminando si ha il tempo di osservare quello che ci circonda e a secondo della nostra formazione culturale, attenzione e curiosità possiamo valutare i dettagli del paesaggio che attraversiamo. Qui non vorremmo scomodare letterati come Balzac, Thoreau o Walser, ci basta ricordare quanto è stata importante questa pratica nelle loro riflessioni che hanno insegnato a generazioni successive il significato del camminare.   Liberi tutti! (Basilea), 1996, itinerario nei luoghi del pensiero libertario, bandiera cm 180x130, courtesy L. Vitone   Ma l’oggetto della scultura col susseguirsi dei decenni si è...