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James Westcott

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Palazzo Strozzi / Marina Abramovic. The cleaner

Nelle sale della Strozzina campeggia un curioso macchinario dall’aspetto antidiluviano: è The Cleaner, un vetusto modello di lavatrice acquistato dai genitori di una Marina Abramović ancora bambina, quando ben poche famiglie potevano permetterselo. Spinta dalla curiosità, la bambina mise una mano nella macchina, schiacciandosi prima un dito e poi l’intero braccio, in una prolessi che anticipò il suo futuro, costante sfidare i limiti fisici per comprendere le cose. L’oggetto si intitola The Cleaner, titolo della retrospettiva che Palazzo Strozzi dedica alla “nonna della performance” (come si è autodefinita Abramović) e che attesta la necessità di fare un bilancio di mezzo secolo di produzione, mettendo da parte ciò che non è più utile per fare spazio al nuovo. Un repulisti che si colloca tra il buonsenso della massaia e l’essenzialità buddista, in quell’equilibrio tra vocazione popolare e tensione trascendente che caratterizza tutto il suo lavoro. Marina Abramović è la prima donna a cui viene dedicata una retrospettiva a Palazzo Strozzi. L’istituzione punta ai grandi numeri con una mostra blockbuster da oltre cento opere, curata da Arturo Galansino e Lena Essling, con la...

James Westcott. Quando Marina Abramović morirà

Questa biografia (autorizzata) di James Westcott (Johan & Levi editore, Milano 2011) recita un titolo che incuriosisce ma allo stesso tempo inquieta. Un libro affascinante che mi ha riportato alla mente lo spettacolare The Life and Death of Marina Abramović, alla cui première ho avuto la fortuna di assistere nello scorso luglio al MIT Festival di Manchester. Entrambi condividono lo stesso incipit che chiarifica questa scelta: il funerale di Marina e il complesso rituale ad esso connesso, preventivamente comunicato ai posteri tramite pubblicazione del proprio testamento. Tre bare, di cui solo una (ma non sapremo mai quale!) contenente il proprio corpo, spedite in tre continenti diversi, il lutto abolito, gli ex allievi chiamati a creare un progetto per l’occasione, Antony di Antony and the Johnsons canta My Way di Frank Sinatra. In sostanza “la cerimonia sarà insieme una celebrazione della vita e della morte. Al termine seguirà una festa con una grande torta di marzapane che avrà la forma e le sembianze del mio corpo. Voglio che la torta sia distribuita tra tutti i presenti”. Un estremo hic est enim corpus meum, l’ultima...