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Joni Mitchell

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Buon compleanno! / Le armonie irrisolte di Joni Mitchell

Di colori e coloriture nelle sue canzoni   Una pittrice sviata dalle circostanze. È una frase di Joni Mitchell che viene spesso citata, una sorta di preambolo o di avvertenza rispetto a tutto quanto si potrà poi dire o scrivere sulle sue canzoni. Non fosse stato per i guai, spiegò anche la Mitchell, non avrei mai intrapreso la carriera musicale. Altrove sostenne che Both Sides Now, uno dei suoi brani più famosi, era nato dal trauma dell’essere stata costretta a dare in affido la figlia a metà anni ‘60. Diceva anche che per non farsi sviare del tutto s’era messa a disegnare le copertine dei suoi dischi: Song of seagulls, l’album d’esordio del 1968, e poi Clouds (1969), Ladies of the Canyon (1970), Court and Spark (1974), Mingus (1979), Wild Things Run Fast (1982), Turbulent Indigo (1994), Taming the Tiger (1998), Both Sides Now (2000), fino a Travelogue, pubblicato nel 2002.   Musica e pittura. Lo yin e lo yang di Joni Mitchell. Si ritiene fortunata perché è sempre riuscita ad alternare le due attività. Quando le canzoni si rifiutavano di prendere forma, si metteva a dipingere. La creatività a maggese. Lasciava riposare il terreno come i contadini, amava ripetere. Goethe...

Il prezzo della libertà / CSN&Y: la famiglia disfunzionale del rock

Nel marzo del 1970 Lanny Kaye, futuro chitarrista di Patti Smith, scrive un articolo per la rivista Circus dedicato al gruppo rock del momento: Crosby, Stills, Nash & Young. Il primo disco del quartetto, Déjà vu, è nei negozi da pochi giorni e si appresta a diventare uno dei manifesti di quegli anni. Dopo aver elogiato la band sul piano musicale, Kaye se ne esce con un’affermazione che è figlia dell’epoca: “il vero segreto del successo di CSN&Y, al di là dei dischi e dei concerti, al di là della musica stessa, è l’amore che provano l’uno per l’altro. Se il gruppo non esistesse, sarebbero comunque amici. Se non fossero amici, sarebbero fratelli”. E poi cita una frase di David Crosby: “siamo una famiglia, e il legame si sta irrobustendo di giorno in giorno”.   Tre mesi dopo, su Melody Maker, appare un’intervista di Vicki Wickham a Graham Nash intitolata We may fight, but the music wins (litighiamo, ma è la musica a vincere). Se ne deduce che il legame, pur se robusto, è conflittuale. Da allora in poi, e siamo a giugno 1970, non c’è articolo o intervista che non sottolinei le frizioni all’interno della band. Per usare un’espressione cara ai quattro, l’esistenza della...

Jimi Hendrix all'alba / L’odore del napalm a Woodstock

Stando a un sondaggio dell’American Film Institute, la frase “mi piace l’odore del napalm al mattino” (I love the smell of napalm in the morning), proferita dal tenente colonnello Bill Kilgore nel film Apocalypse Now! di Francis Ford Coppola, occupa il 12° posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema. A torso nudo ma col cappello del 9º Reggimento della Cavalleria Aerea ben piantato in testa mentre intorno ronzavano le pale degli elicotteri, il tenente colonnello Kilgore (interpretato da Robert Duvall) fungeva da coerente avamposto della follia che lo spettatore avrebbe poi incontrato nel colonnello Kurtz (Marlon Brando).   Un richiamo non olfattivo ma uditivo al napalm è quanto si sentì anche nell’aria di Woodstock il mattino del 18 agosto 1969 a conclusione del leggendario concertone rock. Iniziatosi il pomeriggio del 15 (venerdì), il festival avrebbe dovuto chiudersi domenica 17 con l’esibizione del chitarrista Jimi Hendrix. Ritardi di varia natura avevano però fatto slittare il programma fino al lunedì successivo, 18 agosto, e Hendrix fu chiamato a esibirsi intorno alle 9 del mattino (lo slogan del festival, a voler essere pignoli,...