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José Revueltas

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José Revueltas. Le scimmie

Nel 1791, Jeremy Bentham immagina e progetta il panopticon, versatile struttura disciplinare di correzione a visibilità totale in cui alloggiare i reprobi, i corrigendi o gli agitati lungo il perimetro di un cerchio fatto di celle soggette al vigile sguardo di un gabbiotto posto invece al centro del cerchio stesso, là dove un’occulta e forse illusoria sentinella, per mandato del potere anonimo e onnipresente che la dirige, agisce una continua opera di controllo tramite uno sguardo evanescente che vede ma non è visto. Come noto, il panopticon venne poi discusso nelle sue ragioni, in tempi più recenti, da Michel Foucault. Questi, in Sorvegliare e punire (trad. it. di Alcesti Tarchetti, Einaudi 1993), ne parla come un luogo ideale in cui si condensano i mutamenti nelle teorie dell’amministrazione punitiva dell’Europa sette-ottocentesca: "Tante gabbie, altrettanti piccoli teatri, in cui ogni attore è solo, perfettamente individualizzato e costantemente visibile. Il dispositivo panoptico predispone unità spaziali che permettono di vedere senza interruzione e di riconoscere immediatamente. Insomma, il [vecchio] principio...

Carlos Fuentes, pensatore del boom latinoamericano

Il Messico è stato a lungo e per molti di noi la terra dei sogni della prima infanzia. Fino a mezzo secolo fa, era famoso non tanto per i suoi poeti quanto per la sua cinematografia e la sua musica. Chi, da ragazzino, non si vedeva attraversare deserti e praterie a fianco di Pedro Infante, diventare uno dei giustizieri impersonati da Jorge Negrete o essere fortunato con le ragazze come Miguel Aceves Mejía? Chi non desiderava svegliarsi tra le braccia sensuali della stupenda María Félix o ascoltare solo per sé le parole sussurrate da Agustín Lara o Toña la Negra quando interpretavano Solamente una vez, Vereda tropical e i migliori boleros della storia?   Fortunatamente per la mia generazione il cinema e la musica messicani si trascinarono appresso bravi scrittori. E tra questi uno giovane e assai dotato che sembrava uscito dalla macchina dei sogni. Di primo acchito la sua immagine non corrispondeva a quella di un poeta. Assomigliava più agli eroi dei nostri nonni, anche se presto avrebbe fatto parlare e discutere di sé e della sua opera in aule e salotti, bar e bettole frequentate da persone di ogni et...