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Ricomincia il campionato di calcio / Cristiano Ronaldo: umano e inumano

Se penso a Cristiano Ronaldo mi vengono in mente due cose: il ghigno beffardo e gli orecchini di diamanti, grazie a lui assurti a must have per ogni calciatore, anche se nessuno ancora è sceso in campo con gioielli di simile caratura e purezza, ammirabili anche dagli spalti.  Ricordo bene quel paio di orecchini perché, quando l'ho visto giocare al San Paolo di Napoli, il loro bagliore, quasi accecante, sembrava contrastare l’illuminazione dello stadio, ricreando un effetto da scontro epico tra supereroi, al cui termine c’è il contrasto tra due fasci di luce di diversa consistenza e diverso colore, per un po' in equilibrio tra loro finché uno dei due soccombe, decretando il dominio del vincitore con la completa sovrapposizione della sua energia, visibile e palpabile.  Al suo ingresso in campo, Cristiano Ronaldo ha illuminato di luce riflessa 60mila persone, accedendosi di fuoco freddo, l’unico elemento glaciale in campo, perché lo sfottò della vulcanica tifoseria napoletana, nota per essere il dodicesimo uomo in campo, lo aveva irritato a tal punto da fargli sbagliare i tiri più facili, costringendolo a gesti di stizza seguiti da una mediocre performance in campo, una...

Firmato S. B.

Le date, 20 Febbraio 1986 - 20 Febbraio 2011, sono ricamate in oro, così come la firma in corsivo. Da meno di vent’anni le squadre di calcio hanno il nome dello sponsor stampato sulla maglia ma non era mai accaduto che qualcuno vi apponesse il suo nome e cognome alla maniera di una griffe: invece il Milan sceso in campo contro il Chievo (maglia bianca e banda verticale rossonera) brandiva sul petto la prova che da venticinque anni esso è una privata e anzi personale proprietà di colui che, da altrettanti, è signore e padrone del nostro paese. Si dice lo abbia fatto per mettere le maglie all’asta e versarne i proventi a Alice for Children (un progetto per i bambini di Nairobi) pure se le Carte federali (all’art.72) fanno espresso divieto di esibire distintivi o scritte di segno politico e confessionale. Quella firma è però di tutt’altra natura, perché è segno non soltanto di una metafisica proprietaria quanto di un dominio biopolitico cui non possono scampare, oramai, né l’immaginario degli appassionati né gli stessi calciatori in carne e ossa. Molto meno vistosa, eppure rilevante...