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Kurt Waldheim

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Ritratto 14 / Levi e i sommersi

Nel mese di maggio del 1986 Levi pubblica il suo l’ultimo libro: I sommersi e i salvati. L’ha pensato a metà degli anni Settanta e si è messo a scriverlo tra il 1977 e il 1978. Sono quasi dieci anni prima dell’uscita. Ha proceduto con lentezza e per accumulo, scrivendo e riscrivendo, anche se nella sua idea generale il tema gli era ben chiaro sin dall’inizio: un libro in cui ripensava a quarant’anni di distanza l’esperienza del Lager, arricchito dalle riflessioni sue e di altri ex deportati, dai libri letti e chiosati nel corso di quei decenni. Perché, nonostante tutto, Levi non si era mai staccato dal Lager. Il 12 giugno lo presenta a Milano, presso la Libreria Einaudi diretta da Vando Aldrovandi. Hanno disposto delle sedie nella piazzetta dietro la libreria, che si apre verso via Bompresso. Lo introducono Oreste Del Buono e Aldrovandi stesso. Arriva parecchia gente ad ascoltarlo, parecchi giovani, ma anche reduci dai Lager; tanti in piedi.   Il libro ha subito sollevato una discussione per via del suo capitolo centrale, La zona grigia. Giorgio Bocca ha usato l’espressione “zona grigia” in un suo articolo su “La Repubblica” dedicato a Kurt Waldheim, il presidente austriaco,...

Mauthausen. I conti con il passato, nel presente

«In un paese, riluttante per decenni a riconoscere le proprie responsabilità per i crimini nazisti, la coscienza pubblica della responsabilità nel presente è simbolicamente alta, ma non nei fatti. Questo vale per l'Austria in quanto paese e in particolare per il suo punto focale per quanto riguarda la memoria e la didattica: l'ex campo di concentramento di Mauthausen».   Inizia così l'articolo in inglese, che pubblichiamo qui in anteprima, con il quale l'austriaco Wolfgang Schmutz – che fino all'anno scorso dirigeva de facto il dipartimento pedagogico (l'educational team) del Mauthausen Memorial – scaglia il suo atto d'accusa contro le politiche della memoria austriache degli ultimi anni. Il testo è scritto per essere diffuso a livello internazionale, e penso che sia importante che veda la luce inizialmente in Italia, dal momento che il memoriale, che ospita «oltre 3000 gruppi di visitatori all'anno», vede gli italiani in seconda posizione, in quanto «il più consistente gruppo di visitatori non germanofoni».   Questo dovrebbe rendere l'...