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L’affaire Moro

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Sciascia Trenta / L’affaire Moro

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto. La letteratura come fonte di conoscenza del mondo intorno a noi e di noi stessi. De te fabula narratur.   Non è facile rileggere oggi L’affaire Moro di Sciascia, il più cupo, il più terribile (e forse il più bello) dei suoi libri, quello che ad ogni rilettura ci fa toccare un nervo scoperto della nostra storia, in cui ritroviamo intatto il peso dell’aria che abbiamo respirato nella nostra...

9 maggio 1978 - 9 maggio 2018 / Ossessione Aldo Moro

Gli anniversari sembrano avere il potere di annullare il tempo. Passa un anno o ne passano dieci e paiono non esser passati affatto. Siamo sempre allo stesso punto. Ritorniamo esattamente là da dove eravamo partiti. O da dove pensavamo di esser partiti, perché con ogni evidenza siamo sempre stati fermi, o quasi. Di decennale in decennale si celebra il cosiddetto caso Moro. E non sappiamo se siamo nel 1988 o nel 1998 o nel 2008 oppure qui, adesso, nella primavera dell’anno duemila e diciotto, a rievocare ancora una volta quei fatti passati che evidentemente non passano mai, sono sempre presenti. Incombenti.   Tornano, associati in un nodo inestricabile alla vicenda Moro, quelli che alcuni chiamano “misteri” e altri “punti oscuri” o “non chiariti”. Citiamoli alla rinfusa anche noi, in un elenco caotico e sommario che persiste attraverso i lustri, aderendo in modo tenace alla memoria: il motociclista cowboy di via Fani, l’agente del SISMI invitato a pranzo da un suo collega che passava di lì, in via Fani anche lui, alle ore nove e zero due o alle nove e trenta, le borse di Moro che non si trovano, il super-killer che balzava indietro per allargare l’angolo di tiro, e la prigione...