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Leo Lionni

(5 risultati)

Lo scandalo della scuola / Topo Federico, gli insegnanti e il cuore

Una favola di Leo Lionni, Federico, racconta di un topo guardato con biasimo dagli altri topi perché manca di fare il proprio dovere mentre tutti si adoperano nel raccogliere frutta e legna per la stagione fredda alle porte. Federico guarda fiori e colori, contempla le nuvole; appare assorto, svagato, non porta nessun seme al rifugio. L’inverno arriva e le provviste finiscono. I topi, stretti l’uno all’altro, non immaginano come attraversare, senza più cibo né legna, i mesi rigidi ancora a venire. Federico si fa un poco più in alto di loro, e, da un immaginario pulpito di un immaginario rifugio di sassi, inizia a raccontare le storie e le immagini di cui ha fatto scorta, mentre non si avevano per lui che sguardi di rimprovero. Le parole di Federico scaldano, sfamano e portano luce. Ai topi non resta che ringraziarlo in coro, ringraziare quel suo tempo sottratto all’utile. “Non voglio applausi, non merito alloro, ognuno in fondo fa il proprio lavoro”, risponde Federico arrossendo.    Avremmo poi ritrovato qualcosa dello spirito di questo libretto d’infanzia in una frase di Don Milani: “sortirne tutti insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.    C’è...

Leo Lionni. L'illustratore di molti mondi

Il racconto autobiografico della vita di Leo Lionni, pubblicata nel 1997 per Knopf e finalmente anche in italiano per i tipi di Donzelli, inizia sin dal titolo: Tra i miei mondi. Anzi, il titolo la racchiude in pieno, la vita ricca e sfaccettata del padre di Piccolo blu e piccolo giallo – e artista, e scultore, e art director, e direttore di riviste, e infine, nella sua identità più nota, scrittore per l’infanzia. Una vita tra, sulla soglia, affacciato sul confine di mondi tra i quali non poteva fare a meno di creare connessioni e che alla fine sentiva come suoi, pur con la certezza di non appartenere davvero a nessuno: mondi geografici – la Amsterdam della borghesia ebrea, l’Italia fascista e resistente, l’America di Madison Avenue – e mondi di immaginazione – la pittura, la grafica, il design, l’illustrazione, l’editoria.     Lionni nasce nel 1910 ad Amsterdam da un tagliatore di diamanti e da una cantante d’opera, con un cognome spagnolo, o forse portoghese, che in Italia suonava facilmente italiano: il primo, involontario, dei suoi travestimenti. La famiglia è una di quelle della...

Bambini e pubblicità

Poeta, scrittore, Roberto Piumini è il più amato tra gli autori per l'infanzia. Forse perché non scrive solo per l'infanzia, e il suo sguardo, emotivo, civile, mai prescrittivo, realizza con naturalezza dei purissimi incontri culturali tra i piccoli lettori e i suoi testi. Su Bill 12 abbiamo ragionato insieme a lui su un possibile incontro tra il linguaggio della pubblicità e i bambini. Eccone una versione accorciata. Segue un'appendice su una campagna meravigliosa e su due idee per un nuovo rapporto tra il pubblico dei piccoli e la pubblicità.     Un suo verso recita: «Quando ride un bambino / Il mondo prende un punto». E quando un bambino guarda la pubblicità, invece, cosa succede?   Certo qualcosa di diverso da quel che succede all’adulto. L’adulto, se addirittura non rifiuta il messaggio o gli dedica solo un’attenzione secondaria depotenziandone il “senso-verità”, aggiunge le informazioni pubblicitarie “sul mondo” a quello che sa, colloca la scena pubblicitaria in un teatro vasto e vario. Per il bambino, per la seduttività narrativa e...

La Emme delle meraviglie

Anche se nel febbraio 1972 non ero alla Rotonda della Besana per seguire “Milano dagli 8 ai 12”, una manifestazione dove l'arte era spiegata ai bambini da Giuliano Briganti – d'altronde avevo solo 7 anni – crescere in quella Milano è stato bellissimo. Non credo sia solo nostalgia, è anzi un sentimento condiviso da molti coetanei e il ricordo è diventato un incitamento ai tempi della riforma Gelmini, per chi tra noi era genitore, a non mostrarsi troppo passivi, a dimostrare perché non si perdessero diritti così faticosamente acquisiti.   Ci siamo allora ricordati che negli anni Settanta i nostri genitori – nati negli anni del fascismo, cresciuti nei tempi bacchettoni della chiesa di Pio XII – si erano riconosciuti ribellandosi a molte istituzioni che avevano ereditato fino a quel momento senza troppe discussioni. A scuola era il tempo dei decreti delegati e dell'introduzione del tempo pieno, in casa c'era spesso baruffa, ma per noi figli era una pacchia: gli ordini non erano più perentori, le nonne erano finalmente un po' in disparte, anche se al momento giusto non rinunciavano...

Quelli della Libreria dei Ragazzi

Parlare di Roberto Denti, a pochi giorni dalla sua scomparsa è un'impresa ardua, praticamente impossibile. La quantità di riflessioni, scritti, pensieri, ricerche, studi, letture, interventi, polemiche, articoli, dibattiti dedicati alla letteratura e ai libri per ragazzi, alla lettura e a tutti i temi connessi (educazione, biblioteche, scuola, gioco, librerie, famiglia, crescita, salute, sviluppo eccetera) nel corso della sua vita di libraio, autore, studioso, giornalista, esperto, è sterminata. Solo uno studio accurato potrà rendere ragione dello spessore e della complessità della sua figura e dell'importanza del suo operato. Nei giorni scorsi, sui quotidiani e i media nazionali, notoriamente indifferenti a ciò a cui Roberto Denti ha dedicato la sua esistenza – i bambini e i libri a loro dedicati – sono usciti numerosi articoli a informare della sua scomparsa e descriverne la figura. Il che, al di là della passione dei media per cattive notizie, coccodrilli e necrologi, segnala chiaramente una cosa: che Roberto Denti è stata una delle poche figure nel nostro Paese che sono riuscite a traghettare ci...