Categorie

Elenco articoli con tag:

Marcello Marchesi

(4 risultati)

Il senso del ridicolo 2018 / Riso alla milanese

  Quest'anno l'attenzione de Il Senso del ridicolo è rivolta alla comicità milanese, attraverso proiezioni e incontri. Sabato 29 settembre, alle 17.15, il festival ospiterà una conversazione fra il direttore artistico Stefano Bartezzaghi, Sandro Paté (studioso di Enzo Jannacci e biografo di Guido Nicheli, il «Dogui» delle commedie milanesi), Marco Ardemagni e altri ospiti, per ripercorrere storia e caratteri di un umorismo che, soprattutto a cavallo fra gli anni '60 e i '70, ha fatto scuola nel cabaret, nella televisione e al cinema. È difficile (o facilissimo) ricostruire un albero genealogico della comicità milanese, quella che, per semplicità, porta l’etichetta del Derby Club (una palazzina liberty in via Monte Rosa 84, tra corso Sempione e San Siro, per chi non è pratico).    Delio Tessa. Il lievito dell’umorismo impasta la letteratura milanese. Per tacere dell’ironia manzoniana, bisogna almeno ricordare i due grandi poeti che scrivono in dialetto: la commedia umana di Carlo Porta e quella, più in minore, di Delio Tessa. È però una ricerca che ha il rischio di sortire gli stessi risultati di chi si rivolge a un esperto di araldica: un antenato che ha...

Su Piero Manzoni / L’artista? Il brand che crea un’atmosfera

Cosa succede se si consacra un grande dissacratore? La recente retrospettiva milanese per i cinquant'anni dalla morte di Piero Manzoni ha dimostrato che da un paradosso non possono che seguire paradossi. Se era giusto far scoprire anche al grande pubblico che l'artista “milanese, ma geniale” (copyright Skiantos) non era solo “quello della merda d'artista”, le celebrazioni fin troppo ufficiali e il contorno di pubblicazioni uscite per l'occasione (come Piero Manzoni. Vita d'artista e Breve storia della merda d'artista di Flaminio Gualdoni; Diario (1954-1955), di Piero Manzoni a cura di Gaspare Luigi Marcone; Piero Manzoni e Albisola. Una visione internazionale di Francesca Pola; Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni di Dario Biagi e Su Piero Manzoni di Germano Celant) hanno finito per imbalsamarne l'immagine e seppellirla nell'archivio dei classici dell'avanguardia italiana.   È insomma successo a lui quello che è successo a una delle sue opere meno commentate e meno glamour, la Base magica, posta al centro di un'aulica sala di Palazzo Reale. Manzoni la chiamò così perché “qualunque persona, qualunque oggetto vi fosse sopra era, finché vi restava, un’...

Pallavicini. Una commedia italiana

“Beviamoci un vero Martini” dice. “Una delle tre cose da fare prima di morire. La seconda è provare il risotto alla milanese, come lo faceva Marchesi. Quello vero. Marcello, non Gualtiero.” (a pag. 185) Soltanto a quel gran signore del Piersandro Pallavicini, Una commedia italiana (Feltrinelli), professore associato di chimica supramolecolare nell’università di Pavia, romanziere feltrinelliano da 12 anni, poteva venire in mente una scena del genere. Il preparatore di Martini è Alfredo Pampaloni, 82 anni suonati, già industriale caseario e sedicente inventore del claim “Galbani vuol dire fiducia”.   L'azione si svolge in gran parte nell'agosto 2012, a Solària, immaginario paesino dolomitico tra la Val di Cielo e la Val di Non, dove il Pampaloni ha riunito una famiglia variegatisssima. Ci sono infatti da vendere la villa di Milano, dove la famiglia è cresciuta e si è arricchita, e questa di montagna. La famiglia in causa è molto articolata, come piace al Pallavicini narratore. C'è Carla, che insegna Chimica in Statale, a Milano, e somiglia ad Ave Ninchi (Ave...

Movimento per la presa del potere

Siamo sconvolti da una raffica di episodi che stanno mettendo a soqquadro le buone vecchie abitudini europee. Eppure un caso è un caso. Ma quando un po’ di casi si concentrano in un medesimo momento si pensa a un nesso. Si tratta della vecchia storia dell’aumento della concomitanza tra le nascite e l’aumento dei voli delle cicogne in certe zone del nord Europa. Tuttavia se è assodato che i bambini non li portano le cicogne, pureil ritiro del Papa, la malattia della Regina, che è anche il capo dell’altra grande chiesa cristiana, quella anglicana, e altri eventi concomitanti, danno da parlare, più che da pensare.   Si crea un immaginario collettivo che proclama l’imminente morte di Elisabetta e questo rimane il dato, quello che permette alle riviste inglesi di fantasticare sulle lotte monofamiliari per la successione, mentre il fatto che la Regina esca a piedi dall’ospedale salutando il pubblico viene quasi ignorato. È poco rilevante, ci rovina l’immaginario pettegolo. Se fosse tutto qui sarebbe ancora relativamente semplice: una parte apocalittica scorgerebbe questi due eventi come sconvolgenti...