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Mike Bongiorno

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Fenomeni italiani / Silvio e Matteo, Umberto e Mike

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sono stati i due presidenti del Consiglio dei ministri più rilevanti della vicenda politica italiana dell’ultimo quarto di secolo, a prescindere da qualsiasi giudizio di merito sulle loro figure e sul loro operato. Del resto, la loro salienza si è probabilmente determinata per critiche, biasimi e contestazioni più che per appoggi, lodi e celebrazioni e a renderli notevoli ha forse potuto l’odio più dell’amore. Dei due si è anche detto che siano stati sostanzialmente simili. Uno sguardo attento ma spassionato mostra erronea tale affermazione. Consente tuttavia di cogliere al tempo stesso la loro comparabilità, nella salienza percettiva. Fuori del politicamente opinabile, un confronto tra Berlusconi e Renzi è infatti possibile per opposizioni di valori marcati e non-marcati. È il metodo della linguistica migliore. Come si sa, lo si può estendere, con cautela e consapevolezza, a osservazioni sperimentali in altri domini dell’umano, dove mette ordine e consente di vedere più chiaro. Tutti sono infatti forme di espressione e, conseguentemente, di comunicazione. Nel caso specifico, inoltre, a chiamare in causa un confronto del genere sono proprio i modi...

“Una nota di mestizia” / Luigi Tenco 50 anni dopo

"Signore e signori, buona sera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera, per presentare le canzoni, è con me Renata Mauro. Allora, Renata, chi è il primo cantante di questa sera?"  28 gennaio 1967, ore 21. Me lo ricordo bene (avevo 17 anni) Mike Bongiorno che introduce la seconda serata del Festival. La notte prima, Luigi Tenco si era ucciso. La sua morte aveva colpito tutti, naturalmente, e ancora oggi il fatto che la manifestazione abbia fatto il suo corso dopo tre parole di circostanza continua a sembrarci un’enormità; ma in quegli anni – diciamolo – quasi nessun italiano si aspettava che la festa si interrompesse. Fermare Sanremo? Sarebbe come spianare il Monte Bianco. Siamo davanti alla tele (primo canale RAI, bianco e nero, cassone RadioMarelli, finto legno e bachelite) e seguiamo la gara.  A distanza di mezzo secolo, quegli eventi hanno assunto – com’era forse inevitabile – un’aura di leggenda: da una parte la canzonetta sdolcinata e retriva, dall’altra la canzone “d’autore”, intransigente e pura, col suo primo martire.    Sfatare...

Renzi, l'uomo in Smart

L’uomo smart in Smart. Così si è presentato l’altro giorno all’uscita da Palazzo Chigi Matteo Renzi, prossimo Presidente del Consiglio, arrivato a questo incarico senza passare per il bagno delle urne, ma conquistando la segreteria del PD attraverso le primarie. In realtà, la macchina che guidava, la piccola city car, non è sua, bensì di un deputato del suo cerchio. Però a tutti è apparso evidente che quel mezzo di trasporto, agile, piccolo, veloce, malandrino, era l’abito perfetto con cui Renzi si mostrava nel momento del passaggio da leader di un partito a capo del governo nazionale.   Smart è una parola inglese la cui traduzione non è molto facile. Vuol dire: intelligente, abile, brillante, alla moda, ma anche furbo e insieme veloce. Non è più un termine, piuttosto un vero e proprio campo semantico, che copre di sé una vasta gamma di significati, tutti connessi alla novità, alla velocità, alla bravura. Le Smart City sono le città intelligenti, che secondo gli urbanisti crescono senza ledere il territorio circostante, che smaltiscono bene i...