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Miniature campianesi

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Teatro delle Albe / Fedeli d’amore

“Non lo vedete Amore? Ma come non lo vedete?”   Ermanna Montanari racconta in Miniature campianesi, libro autobiografico d’infanzia e di età matura, di un sogno ricorrente che l’ha accompagnata per anni: un sontuoso cancello, due ante enormi di ferro battuto disegnate con ornamenti in forma di fiori, pennacchi a fulmine e un grosso chiavistello. Nel sogno non vi è nebbia: un forte vento, un urlo che attraversa il suo corpo di bambina, il vestito bagnato, la voce che non esce. Un urlo inghiottito. Dall’altra parte dell’aia l’ombra di un animale pauroso. Il cancello, racconta, è inciampo: Campiano.   Enrico Fedrigoli, Fedeli d'amore, 2018. Qui, è invece la nebbia: Ravenna. È la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321. La tomba, il Sommo Poeta esule, profugo, sul letto di morte vinto dalla malaria, un reticolo di luci imprigiona e nasconde i corpi in scena.   Fedeli d’Amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri – ideazione e regia di Marco Martinelli e Ermanna Montanari – parla una lingua che non può essere decifrata: le musiche di Luigi Ceccherelli, melodia e rumore assordante; le ombre di Anusc Castiglioni. Il bellissimo testo è di Marco Martinelli: dentro...

Teatro delle Albe / Le miniature di Ermanna

Un anno fa usciva Miniature Campianesi, primo libro scritto da Ermanna Montanari, di recente vincitrice del premio della Associazione nazionale critici di teatro come migliore attrice dell'anno. Piergiorgio Giacchè racconta l’importanza di questo libro.   Ermanna Montanari e Marco Martinelli li conosco e riconosco dal tempo del teatro di gruppo, come la sola coppia che ha fatto gruppo senza mai divenire “aperta”: anzi, ermannamarco lo scrivono e lo vivono tuttattaccato… E l’amico spettatore non osi dividere quel che il teatro ha unito… Ma in realtà il teatro è venuto dopo una storia d’amore che era ora di ricordare e rivendicare. Ed è questo che hanno fatto, sia Ermanna che Marco, in due diversi libri che mi sono arrivati insieme e che mi sono letto “all’unisono”, alternando l’uno all’altro.. O l’Uno all’Altra?  Il fatto è che i due libri si dividono subito, e non soltanto per il senso ma piuttosto per il sesso che caratterizza i due mestieri del teatro. Perché diciamolo: a dispetto delle loro desinenze, Attore è sostantivo femminile e Regista è aggettivo maschile, chiunque sia a indossarne gli habitus. Così il libro di Marco (Aristofane a Scampia) si spende e si spiega...