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Negli occhi di chi guarda. Leonardo e gli “errori della vista

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Lo sguardo infinito / Lo sguardo fenomenologico di Leonardo

L’occhio nelle debite distanzie e debiti mezzi meno s’inganna nel suo uffizio che nessun altro senso.   Non avrebbe nessun senso commisurare l’eccezionalità dello sguardo di Leonardo alla giustezza delle sue descrizioni del funzionamento dell’occhio e alla precisione delle sue componenti anatomiche: queste mancanze, come abbiamo già accennato in precedenza, sono da ascrivere allo stato delle conoscenze scientifiche del momento e ai limiti degli strumenti d’indagine di cui si poteva disporre all’epoca. Nonostante queste oggettive difficoltà il Vinciano ha comunque tentato, con ammirevole ostinazione, di elaborare una spiegazione coerente del funzionamento dell’occhio, seppure basata su inesattezze anatomiche relative alla forma e alla posizione effettiva del cristallino. La fisiologia, in quanto scienza indipendente dall’anatomia, non era ancora nata. Al tempo di Leonardo non esisteva nemmeno il vocabolo, nato poi nel XVIII secolo con Albrecht von Haller (1708-77), autore degli Elementa Physiologiae, e con Lazzaro Spallanzani (1729-99) e le sue opere sul cuore e sulla circolazione. Leonardo ha dato un rilevante contributo alla conoscenza dei meccanismi visivi e delle strutture...

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