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Paul GInsborg

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Dopo l'Italia niente

L’Italia dopo L’Italia di Perry Anderson (Castelvecchi 2014) è un libro sulla recente storia politica del nostro paese, in particolare sulle vicende che hanno decretato la fine della seconda Repubblica e preparato l’avvento dell’epoca renziana. Più che su una struttura sequenziale, l’autore gioca su flashback e approfondimenti tematici che spostano l’obiettivo dalla storia dell’ultimo ventennio a un passato ormai remoto che va dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni ottanta, oppure come movimento inverso dagli anni novanta verso il nostro presente. Tale effetto di dislocazione temporale è dovuto anche al fatto che alcuni capitoli che lo compongono, pubblicati precedentemente in varie riviste internazionali, sono saggi autonomi che approfondiscono alcuni aspetti tematici come: le vicissitudini della Seconda Repubblica, la fine dell’epoca berlusconiana, il rapporto tra PCI e intellettuali, la Terza Repubblica e l’epoca renziana. Il fatto che tutto il discorso prenda luogo dalla Seconda Repubblica, ovvero da un’epoca di mezzo in cui tutto ancora può succedere, supporta la doppia...

Fatte la vespa!

La vedi venire verso di te, tranquillamente contromano, l’aria sdegnata di chi si sente nel giusto, piena di disprezzo per noi motorizzati, il suo bravo cestino davanti al manubrio a stanga della sua  bicicletta vintage nera che peserà 15 chili (come quelle prodotte nel 1914 dalla Bianchi ad uso militare), priva di cambio o al massimo con tre rapporti, altrimenti c’è troppa tecnologia e la tecnologia, benché lei come noi tutti ci viva immersa fino al collo, è male. Probabilmente ha passato i cinquanta, porta non dico un gonnone Anni Settanta, ma qualcosa che ricorda i gonnoni Anni Settanta, i capelli grigio naturale, oppure fiammeggianti di henné, ma per il resto è sobria, senza fronzoli, anzi con qualche capo costoso, forse una sciarpa multicolore in maglina di cotone, la borsa a tracolla, oppure accroccata nella cesta, in testa talvolta un cappellino, talvolta di paglia, talvolta a larghe tese. Lei è puro ceto medio riflessivo: a vederla farebbe la gioia di Paul Ginsborg e di quelli di Libertà & Giustizia.   È probabile che faccia la traduttrice, oppure che insegni a scuola o all’...