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La Model: memoria necessaria / Barcellona. La chiusura del carcere

Barcellona, Lunedí 3 Luglio 2017, ore 10.00 Fa caldo, ma La Model è così alta che riusciamo a trovare dei tagli d'ombra dove ripararci e respirare.  È il primo turno di visita per il pubblico, il primo in assoluto in 113 anni di vita.  Siamo in 15 e tra 15 minuti ne entreranno altri 15 e avanti così fino a novembre, quando La Model, il centro penitenziario di Barcellona, verrà chiusa per l'impossibilità economica di restaurarla e riconvertirla. Per il momento sono 30.000 le persone che come noi hanno prenotato il loro turno per entrare nel carcere di Barcellona e visitare la mostra "La Model ci parla", curata da Ignasi Cristiá.     Decidere di chiudere La Model è stato un processo lungo voluto da Ada Colau che il 2 settembre dello scorso anno ha fatto pressione sul governo catalano ottenendo 123 voti a favore della chiusura e 9 astensioni. Mentre le porte del carcere si aprono alla cittadinanza, il Parlamento catalano dichiara nulli i giudizi di colpevolezza emessi dai consigli di guerra franchisti di 63961 persone. Alcune passarono molti anni in prigione per essere in seguito stigmatizzate ed emarginate e 3358 ebbero un destino decisamente peggiore: vennero...

Spazi fisici e mentali / Il carcere femminile della Giudecca

  25 gennaio 2016, Venezia. Via Sant’Eufemia, Calle delle Convertite, mi ha accolto con le lapidarie parole di un murales, tracciate, poco elegantemente, dallo spruzzo rosso di una bomboletta sul compensato di alcuni pannelli posti a recintare un’area di lavori-in-corso. “Il carcere è una merda”.      Poco distante da lì, al numero 712, il penitenziario – ex-convento del Milleduecento, segnato dal tempo e dall'umidità – stava lì ad affacciarsi silenzioso sul canaletto antistante, deputato alla sosta di piccole imbarcazioni che, specchiandosi in quell'acqua torbida e verdastra, sembravano del tutto ignorare l’ingresso verdone, che, aprendosi e chiudendosi, assolveva la propria funzione di soglia. Gabbiani gracchianti lo tenevano d’occhio in attesa che dalla piccola rampa, appena dopo il portone, scendessero enormi sacchi della spazzatura: il loro banchetto. Una scena dimessa, quindi, quella offerta, quel giorno d’inverno, dalle mura della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca.   Stavo per entrare nuovamente in carcere, dopo parecchie visite come volontaria, con il permesso di consegnare alle detenute alcuni questionari, utili al mio lavoro di tesi....