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Silvia Sichel

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Clara Usón. La figlia

In una nota tradotta da Massimo Rizzante, Danilo Kiš rivendica la natura squisitamente letteraria dei personaggi di origine ebraica che abitano le sue opere, nel senso che essi “non sono che letterarietà, straniamento […] questo perché il mondo degli ebrei dell’Europa centrale è un mondo scomparso, un mondo di ieri, e come tale si trova nel campo di una realtà non-reale. Nel campo, quindi, della letteratura”. Continua, qualche riga più in là: “Se le mie origini non fossero immerse nella nebbia, mi domando quali ragioni avrei di fare letteratura”(L’ultimo bastione del buon senso, in Nuova Prosa, n° 40, giugno 2004, p. 27).   E’ proprio dalla rivendicazione di questa stessa illegittimità che muove la voce di Danilo, omonimo dell’autore jugoslavo. Appassionato di Joyce, Danilo vorrebbe scrivere un saggio su Leopold Bloom, ebreo poco convincente ai suoi occhi, così come lui stesso si è sempre considerato poco plausibile: alto, curvo, vistosamente pel di carota, con la testa che sotto il sole di mezzogiorno pare un incendio, non ha mai avuto...

Vásquez. Il rumore delle cose che cadono

Secondo Jean-Luc Nancy l’incontro amoroso possiede sempre un’importante dose di casualità, non tanto perché avviene normalmente per caso, piuttosto perché non è possibile “incontrare l’altro per pura e semplice necessità” (M’ama, non m’ama, UTET, 2009, p. 22). In effetti, Antonio Yammara, protagonista del romanzo Il rumore delle cose che cadono, (Ponte Alle Grazie, traduzione di Silvia Sichel), dell’autore colombiano Juan Gabriel Vásquez, tutto avrebbe potuto immaginare fuorché di vivere una vertiginosa serie di eventi che l’avrebbe portato a conoscere Maya Fritts, figlia di Elaine Fritts e Ricardo Laverde, e con lei dedicarsi al faticoso compito di frugare nei ricordi di una nazione, sentendo l’inaspettata impellenza di ascoltarla parlare. Ecco: di certo non rientrava nelle sue necessità conoscere la storia della famiglia Laverde e di dipendere febbrilmente dalla voce femminile che la narra, ma, da un certo punto in poi, non ne può più fare a meno.     Siamo agli inizi degli anni Novanta, a Bogotá (Colombia). La citt...