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Stefano Graziani

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Reggio Emilia, Fotografia Europea / Via Emilia. 2016

      Un lungo tavolo attraversa la sala, al primo piano dei Chiostri di San Pietro. L’infografica che lo riveste interamente mostra gli elementi che sono le ragioni stesse non solo e non tanto delle esposizioni di queste sale, ma dell’intera edizione 2016 di Fotografia Europea. Il percorso in essa ricostruito esordisce dal 1980, anche se le date chiave su cui occorrerà porre subito l’attenzione sono il 1984, l’anno di pubblicazione di quel Viaggio in Italia che avrebbe cambiato il modo di guardare il nostro Paese nei decenni seguenti, e il 1986 delle Esplorazioni sulla Via Emilia, anch’esse, come il primo progetto, fortemente volute e ispirate da Luigi Ghirri e da Gianni Celati. Qual era la storia di quei territori, di quei paesaggi? Quanto poteva avvicinarsi a essi la lente d’ingrandimento dello straordinario gruppo di artisti che hanno fatto parte del progetto e fino a che punto costoro avrebbero saputo affondare il loro scandaglio in quel magmatico e sotto molti aspetti inedito pan orama? La risposta più efficace, nei trent’anni che sono seguiti, la dà il fatto che non solo le immagini, le mostre e i libri che sono nati da quelle esplorazioni, ma lo stesso...

Cuore di tenebra

Mettiamo che abbiate un libro fotografico che si presenta in questo modo: in copertina un’immagine di una forma su fondo nero che potrebbe essere un fuoco d’artificio o un’esplosione nella notte, troppo filamentosa per far pensare a un’ameba e a molte altre cose in realtà, a me fa pensare anche a un occhio, a quello con lunghe ciglia di Man Ray, a quello tagliato da Buñuel nel Chien andalou con la nuvola che contemporaneamente attraversa la luna. Autore e titolo lo trovate solo sulla costa. L’autore facciamo che non lo conosciate, il titolo è It Seemed As Though the Mist Itself Had Screamed (Sembrò che la foschia stessa si fosse messa a urlare). Ha tutta l’aria di essere una citazione e infatti trovate facilmente che viene da Cuore di tenebra. Quindi non è un occhio, casomai un cuore – anche se la metafora si arricchirebbe dal mantenere tutt’e due i termini – e l’esplosione è un urlo.     Dico subito che la drammaticità della metafora conradiana è completamente opposta alla tonalità del libro che aprirete. Dentro vi troverete fotografie che sono...

Speciale Jeff Wall | Reportage Readymade

Photo/Pictures   E’ solo da una decina d’anni che le retrospettive sui fotografi contemporanei vengono finalmente ospitate nei musei d’arte contemporanea, accanto alle monografie sugli artisti visivi. Uno dei casi più celebri è quello del fotografo canadese Jeff Wall, esposto alla Tate Modern e al MoMA tra il 2006 e il 2007 (e oggi al PAC di Milano con una selezione circoscritta di opere).            I lettori italiani dispongono ora di un’ottima antologia degli scritti più importanti di Wall (cui avrei personalmente aggiunto “Depiction, Object, Event”, pubblicato su Afterall nel 2007), curata da Stefano Graziani (Gestus. Scritti sull’arte e la fotografia, Quodlibet). Vi si leggono alcuni tra i testi più incisivi scritti sulla fotografia contemporanea negli ultimi trent’anni, quali “Il Kammerspiel di Dan Graham” (1982) e “Segni di ‘indifferenza’: aspetti della fotografia nella (o come) arte concettuale” (1995). In quest’ultimo Wall – assieme fotografo e critico della fotografia – offre un’interpretazione...