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Todd Phillips

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Il cervello post-umano / Slavoj Žižek: da Hegel a Elon Musk

Un nuovo libro di Slavoj Žižek è un caleidoscopio di immagini e di nomi in cui è facile perdersi, disorientati dalla sua tipica bulimia argomentativa. Ma un filo conduttore c’è e ci tocca da vicino. Il libro, appena tradotto e pubblicato in italiano con un titolo che tradisce l’originale, Hegel e il cervello postumano (Ponte alle grazie, 2021), affronta il tema della attesa singolarità tecnologica in chiave hegeliano-lacaniana. Il titolo, dicevo, è fuorviante perché non ha senso parlare di cervello postumano e infatti mai ne parla Žižek che invece affronta il tema della singolarità in chiave dialettico-psicoanalitica. Correggiamo subito il tiro. Non si parla di cervello postumano, come erroneamente promesso dal titolo, ma di “wired brain”, ovvero il cervello connesso e cioè la possibilità che un domani, nemmeno tanto lontano, i nostri cervelli, con buona pace di John Donne, non saranno più essere isole di soggettività, ma un’unica realtà iper-connessa senza soluzione di continuità.   Per gli amanti degli anime dirò subito che il libro di Žižek è una specie di Evangelion tradotto in parole. Non a caso nell’ultima fatica di Hideaki Anno, il deus ex machina è lo Strumentality...

Perché ne stiamo parlando? / Cinque idee su “Joker”

Uno dei trailer del Joker interpretato da Joaquin Phoenix e diretto da Todd Phillips presenta il film come un classico già consacrato: un instant classic. Molti dei trailer riempiono lo schermo con le cinque stelle e giudizi sfolgoranti assegnati dalle tante, entusiastiche recensioni ottenute. In realtà, la ricezione complessiva del film è stata più contraddittoria. Alle entusiastiche anticipazioni e recensioni degli invitati al Festival di Venezia, dove Joker ha vinto un Leone d’Oro, sono seguiti giudizi più critici e non poche stroncature, raccolte intorno a una duplice tesi di fondo: che il film fosse un vacuo esercizio di marketing e, implicitamente, che i primi giudizi entusiastici fossero l’esito di un abbaglio.  Joker è diventato un “caso” ancora prima ancora che spettatori e critici l’avessero visto. Sin dai primi trailer, il film è riuscito a dividerli in due fazioni significativamente polarizzate. La prima rimarcava le promesse artisticamente esaltanti dell’opera e la sua riflessione sui nessi tra alienazione, disagio sociale e rivoluzione. La seconda poneva enfasi sui possibili rischi di un’estetizzazione della violenza e di un messaggio dal potenziale...