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Tomaso Montanari

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Montanari e Trione: Contro le mostre / Mostrare l’arte

Anime. Di luogo in luogo, l’importante mostra antologica sugli ultimi trent’anni di lavoro di Christian Boltanski che è stata di recente curata da Danilo Eccher al MAMbo di Bologna, riusciva a emozionare in profondità i suoi visitatori. Boltanski da sempre si è posto l’obiettivo di portarci a riflettere sulla fragilità della condizione umana, costretta a confrontarsi con la potenza della sua memoria ed esposta all’inesorabile incedere del tempo. E nella mostra del MAMbo, strutturata secondo l’affascinante modello architettonico delle cattedrali, il visitatore era spinto a diventare un soggetto attivo, che vaga in un tempo sospeso, immerso uno spazio di non vita e di non morte. Uno spazio che si concludeva con la magia dell’assordante installazione Amimitas (blanc), incentrata su un lungo video di 11 ore, secondo episodio del ciclo Amimitas dedicato da Boltanski alle quattro stagioni in quattro diversi luoghi del Pianeta. Un’installazione dove le anime sembravano quasi prendere vita e apparivano come se volessero interpellarci direttamente. Non è probabilmente a mostre come questa che pensavano Tomaso Montanari e Vincenzo Trione quando hanno scritto a quattro mani il loro polemico...

Tomaso Montanari. Privati del patrimonio

Tengo un taccuino rosso sul tavolo della cucina e tre libri sdraiati sul dorso. Primo dei tre libri: Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano di Ezra Bayda (Ubaldini Editore). Sopra questo, alla mia destra, ci sta La bambina fulminante di Paolo Nori, romanzo per ragazzi uscito da poco per Rizzoli che racconta la storia di Ada, una bambina che «quando tira degli accidenti a qualcuno (in rima), quegli accidenti lì poi arrivano» per davvero. Leggendo il libro che tengo sul tavolo alla mia sinistra, non so cosa potrebbe accadere a voi semmai lo leggerete, ma a me sono partiti molti accidenti. Forse perché non erano in rima? Non hanno sortito alcun effetto. Eppure. Ad ogni modo, insomma al netto dei brancolamenti introduttivi, il libro in questione si intitola Privati del patrimonio, è edito da Einaudi e lo ha scritto Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università Federico II di Napoli.   Nota al testo, l’autore scrive: «Questo libro è un tentativo di rispondere alla domanda – retorica e disimpegnata – che mette invariabilmente fine a ogni...

Teatro Valle: il bacio di Giuda?

Proviamo a vedere la questione del Teatro Valle da lontano. Da una città del Nord. O forse, meglio, da Marte. Una sala storica, che faticosamente si affranca dal teatro di tradizione e cerca nuove strade di sperimentazione, improvvisamente si vede privata di proprietà e di direzione.   Gli umani usano strane sigle seppellite dalla polvere dei secoli per narrare questi fatti: Eti, Comune (chi si ricorda più chi, quando: balugina solo un vago nome famoso per aver rinverdito i fasti del basso impero: Almanno, o qualcosa del genere). Insomma un bel giorno un gruppo di attori, lavoratori dello spettacolo, gente che qualcuno definisce precari senza arte né parte, dimenticando come si tratti di loro creature, forgiate da una cultura che esaltava la terziarizzazione, i lavori creativi, che ha fondato una decina e più di Dams sparsi per l’Italia, che ha moltiplicato scuole e scuolette di teatro: questo gruppo occupa il teatro che voci incontrollate dichiaravano destinato a essere abbandonato o trasformato in qualcosa di indicibile.   La faccio breve: molti dubbi all’inizio. La casta dei teatranti sembra insorgere: lo spazio...

L’affaire Sidereus Nuncius

Nella primavera del 2012 arrivò sulle pagine dei giornali la notizia di un clamoroso saccheggio: da mesi il direttore della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli stava sistematicamente appropriandosi di centinaia di volumi conservati nell’istituto. Tomaso Montanari ne scrisse per primo su Il Fatto Quotidiano descrivendo una scena che ricorda Curzio Malaparte: Vico, il pastore tedesco del direttore, razzolava nella sala centrale della biblioteca, “con un immenso osso di prosciutto tra le fauci” tra cinquecentine ammucchiate sul pavimento e lattine di Coca Cola abbandonate sui banconi seicenteschi (Tomaso Montanari ricostruisce la vicenda in Le pietre e il popolo, Roma, 2013, pp. 46 – 59). Grazie alla testimonianza di Maria Rosaria e Piergianni Berardi, due bibliotecari che avevano assistito sbigottiti a ripetuti saccheggi notturni, i Carabinieri misero la Biblioteca sotto sequestro e nel maggio 2012 la Procura di Napoli arrestò il direttore, Marino Massimo De Caro. De Caro ha confessato il furto dei Girolamini e altri compiuti in diverse biblioteche italiane, ed è stato condannato a sette anni. Attualmente è in attesa di un...

Tomaso Montanari. Le pietre e il popolo

Un tempo i nemici erano solo, si fa per dire, i tombaroli, i ladri, i trafficanti, la speculazione edilizia. Questi nemici ci sono ancora, ma adesso il patrimonio storico e artistico ne deve affrontare di nuovi e non meno minacciosi, con forme di aggressione in grande misura inedite.         L’attacco non è più diretto, come nei decenni scorsi, al solo profilo materiale, ma alla ragion d’essere del patrimonio, al suo stesso senso. Sono comparsi infatti i “vampiri del patrimonio” e gli “sciacalli” del passato di cui parla ora Tomaso Montanari in Le pietre e il popolo (Minimum fax); il titolo – tratto da un verso di Franco Fortini (da La città nemica, 1939) – vuole richiamare il “nesso tra patrimonio e cittadinanza, tra il passato e il futuro, tra le pietre e il popolo”.     In una sequenza incalzante e appassionata, Montanari entra nel vivo di una serie di casi recenti e recentissimi: le vicende dell'Opera della Metropolitana di Siena, il progetto di sostanziale privatizzazione della Pinacoteca di Brera a Milano, le disavventure (e i risvolti...