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Topolino

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L’invenzione del patrimonio culturale / Plotino e Topolino

“Il passato non è alle nostre spalle ma sotto i nostri piedi”, scrive Henry Corbin in Histoire de l’art islamique (Gallimard, Parigi 1986, p. 26) riferendosi a una concezione della storia per la quale le testimonianze del passato si stratificano nel presente come tappe di una progressiva conquista della verità religiosa. Simone Verde, autore del saggio Le belle arti e i selvaggi. La scoperta dell’altro, la storia dell’arte e l’invenzione del patrimonio culturale (Marsilio, Venezia 2019), utilizza la frase di Corbin per illustrare con una immagine la concezione medievale del patrimonio storico e artistico: “Il passato non era un insieme di episodi in sé conclusi che ci si poteva lasciare alle spalle […] ma una materia che tornava puntualmente a dettare precise indicazioni morali” (p. 31).    A partire dal Basso Medioevo, lo sviluppo di una società manifatturiera e commerciale contribuì alla nascita di una nuova concezione di tutela del patrimonio, finalizzata a proteggere le prove monumentali dell’ingegno umano, che giunse a maturazione in età rinascimentale. A riprova di ciò l’autore cita una legge promulgata a Firenze nel 1571 contro chi “rimovesse o violasse armi,...

Noi e il Topo / “Topolino”: 70 anni in formato tascabile

Perdigiorno, screanzato, manigoldo. Bottino, doblone, arraffare. Petulante, vezzoso, svenevole. Sono ragionevolmente certa di aver incontrato per la prima volta tutte queste parole, sonanti come decini, leggendo Topolino negli anni in cui quel giornalino mi stava così grande, tra le mani, da farmi ombra come un quotidiano. Se dovessi scrivere un pezzo sui 70 anni di quella testata (giornalino, appunto, dicevo in quegli anni Ottanta) potrei iniziare così, riportando un dato di fatto del tutto conclamato: la cura del linguaggio in quelle storie di paperi e topi. Parole alle quali non avremmo saputo subito attribuire un significato ma che ci rigiravamo in bocca come caramelle e che in fondo imparavamo a capire, tra quelle vignette che facevano loro da cornice. (E chiamerei a testimoniare la comunità di Ventenni Paperoni, che solo su Instagram conta più di 38 mila follower.)   Dall’account Instagram “Ventenni Paperoni”.   Un’impressione di ricchezza che noi lettori di allora (questo, però, lo avremmo scoperto solo da grandi) legavamo alla sontuosa loquela delle storie d’epoca di Carl Barks e degli altri grandi autori della scuola americana – e, occorre dirlo, soprattutto...

La filosofia di Topalbano

Ed eccoci alla nuova infornata della serie tv Il commissario Montalbano, in queste settimane di aprile e maggio immancabilmente su Rai Uno, con la consueta batteria di produttori, registi, location, attori e, naturalmente, trailer e spot a caccia grossa di audience. Esce in questi stessi giorni per Guanda La filosofia di Topolino, scritto da Giulio Giorello con Ilaria Cozzaglio (pp. 253, € 17), seriorissima indagine sui travagli concettuali (tanto etici quanto politici o metafisici) del celeberrimo eroe del fumetto più fumetto del mondo.   Che relazione fra i due eventi? Nessuna, a prima vista. Se non fosse che nel numero 2994 di Topolino, uscito a metà aprile in concomitanza col rilancio della serie televisiva, appare un nuovo personaggio che al fascinoso uomo d’ordine di Vigàta evidentemente si richiama, e che viene battezzato – con nome valigia tipicamente disneyano – Topalbano.   Dalla filosofia di Topolino, passando per quella Topalbano, arriveremo a quella di Montalbano? Vale la pena prendere sul serio l’oziosa questione. Non foss’altro perché il celebre commissario siciliano, continuando a...

Tropici, farfalle, immigrati e clandestini

Fantastiche, le farfalle tropicali sono davvero fantastiche! Questo pensavo quando, da ragazzino, consultavo le pagine del piccolo manuale sulle farfalle che noi chiamavamo, affettuosamente, “il Martello”. Insetti enormi, coloratissimi, iridescenti, impensabili. C’erano le fotografie degli stupendi Morpho dell’Amazzonia – farfallone blu come il cielo e lucide come specchi – e delle ornitottere delle Molucche e della Nuova Guinea – insetti giganti, dai colori verdi, blu, arancio brillanti con bande nere opache: le più prestigiose tra tutte le farfalle, pagate a peso d’oro dai collezionisti e protette, oggi, dal commercio folle da parte dei Paesi che le ospitano. E ancora le eliconidi della foresta pluviale amazzonica – farfalle colorate di rosso-nero e bianco, che volano lievi come libellule; e le danaidi arancioni, quelle della stessa famiglia delle monarca, le farfalle notissime a tutti, che migrano dal Messico al Canada seguendo un istinto, che non si comprende appieno, da migliaia di anni. Vedendo quelle immagini, un po’ si soffriva pensando ai nostri praterelli collinari ove ci si imbatteva sempre e solo...