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Vinicio Capossela

(5 risultati)

Echi dall'origine e memoria del futuro / La teoria delle balene

Il fascino che l'arcaico esercita su di noi potrebbe essere collegato all'archeologia della nostra mente, laddove risiedono le condizioni originarie dei nostri processi emozionali. Il canto delle balene è un’esperienza originaria, per molti aspetti inenarrabile nei suoi effetti nelle nostre sensazioni. Forse Claudia Losi nel concepire il suo progetto artistico di lunga durata ha voluto ascoltare l'arcaico che risuona in noi e tradurlo in un progetto durato venti anni. Il suo lavoro, tra le altre originalità, si caratterizza come un’isteresi: ci racconta che nel nostro presente non agiscono solo le cose di oggi, ma sono attive e importanti le cose di sempre, sulla cui accumulazione noi costruiamo, più o meno consapevolmente quello che siamo e facciamo oggi. Come lo definisce lei, quel progetto è un arcipelago che si compone di isole, stretti e continenti in movimento, come le correnti che lo attraversano, dai tempi e dalle voci differenti. È la mia balena, scrive Claudia Losi. Ognuno di noi ha, per certi aspetti, la propria balena, e tutti abbiamo i nostri antenati, come proprio a proposito di delfini e balene ha mostrato Marco Belpoliti con I nostri antenati: delfini e balene. Un...

Modigliani, uomo dell'altrove

Livorno ha ospitato la mostra “Modigliani e l'avventura di Montparnasse”, dedicata al “suo” artista più famoso. Nonostante il successo, non si è trattato però della fine di un lungo esilio (lo slogan sottinteso era quello del “ritorno del figliol prodigo”), perché certi esili non possono mai finire. Ed è bene sia così.    Un tempo, trent'anni fa, era possibile salire su un treno a Livorno (verso le sette, o le nove di sera, non ricordo bene) e si arrivava la mattina dopo alla Gare de Lyon. Oggi non si può più fare. Bisogna andare prima a Firenze, poi a Milano, e da Milano raggiungere Parigi attraversando la notte. Persino cento anni fa il collegamento tra Livorno e Parigi era più diretto, non solo in senso ferroviario. Chi conosce bene la piccola città toscana sa che un po' di Parigi aleggiava anche lì, magari cogliendo un riflesso dello stile liberty nella decorazione di un lampione, in una prospettiva di palazzi affacciati sul mare con un gesto che sa (sapeva) di belle époque.   Modigliani, ph Claudia Cei. A Livorno neppure le bombe sono riuscite a spazzare via quel gesto, a cancellarlo completamente. Chi volesse trovare ancora un'aria di Parigi può per esempio...

Vinicio Capossela / Ballata per uomini e bestie

Un suono cupo, vibrante, profondo che sembra davvero arrivare dall’inizio del mondo ci introduce subito in una grotta antica, forse siamo a Lescaux e forse anche noi guardiamo ammirati quei disegni sulla roccia, fatti da un nostro lontano antenato. Perché? Perché disegnare quegli animali, grandi bovini? Per auspicarne la cattura? Per chiedere scusa alla loro anima dopo averli uccisi? Il suono ci avvolge sempre di più e poi arriva dritto al cuore quella sorta di grido: “Uro!”. Inizia così Ballate per uomini e bestie, l’ultimo lavoro di Vinicio Capossela, con un viaggio all’inizio della nostra storia, quando “antropos sollevò la testa e dipinse uro”, animale primordiale, lontano antenato dei bovini attuali. Ma quello che Capossela ci vuole raccontare è quel gesto, quella mano che si muove per ritrarre sulla roccia ciò che aveva visto o ciò che sperava di vedere. Tramutare in segno la realtà, il mondo. Forse il primo gesto creativo della nostra specie. L’inizio dell’arte: “E cominciò a giocare il gioco di diventare uomo”.    È quindi una “bestia” a ispirare l’uomo, questo sembra volerci dire l’autore, che a questo primo pezzo dal sound corposo e pieno, fa seguire...

Il sabato del villaggio / Addio confort

Con le scuole ormai chiuse, gli esami di maturità in dirittura d’arrivo, l’estate, tra alte e basse temperature, sembra essersi ormai avviata e si avvertono i primi timidi tentativi di fuga dalla città. Ritrovare la natura, lo spazio selvaggio, ma senza perdere i confort: una natura a misura d’uomo sembra essere il bisogno da soddisfare. Addio alla natura quindi, ma soprattutto un addio alla sua idea culturale e falsificante, questo l’auspicio contenuto già nel titolo dell’ultimo libro di Gianfranco Marrone recensito questa settimana da Marco Belpoliti e Franco Farinelli e su La Repubblica da Maurizio Ferraris in un ampio articolo. Uomo e natura, due conviventi che mal si sopportano, ma anche una corsa ciclistica, la Milano-Sanremo, tra le più affascinanti ed estreme del mondo. Un percorso vario ed imprevisto, un paesaggio naturale, sorprendentemente nel cuore di uno dei territori più urbanizzati d’Europa: ce lo racconta Igor Pelgreffi. Di tutt’altra natura la sparizione che si materializza sotto gli occhi di Giuseppe Montesano, ossia quella della spazzatura napoletana in parte spostata dalle...

Ridi, disperato

  Alle prove, in un mercoledì pomeriggio in cui gli altri lavorano, siamo in trenta, quaranta, al Teatro Gobetti del Teatro Stabile, Torino. Sul palco i cinque giovani attori della compagnia guardano scanzonati il Maestro, seduto esausto a un gracile tavolino: ha i lunghi capelli bianchi incollati al cranio, quando s’alza è curvo, si appoggia a un bastone ortopedico. Dice che questo è il suo ‘Finale di teatro’, perché “le restrizioni implacabili della vecchiaia” gli stanno togliendo un diletto durato 41 anni. “È dal ’91 che ho mollato il mio Teatro dei Sensibili, ma tutti continuano a dirmi che io faccio le marionette. Ma io sono un suonatore ambulante di organetto di Barberia! è bello cantare ballate in una strada, mentre la gente passa e poi si ferma e ti ascolta. Una volta, all’Eur, a Roma, passando con il cappello in mano, raccogliemmo 700.000 lire”.   Non ha avuto molto tempo per provare Finale di teatro, il pensatore, scrittore, saggio, filosofo, saggista, drammaturgo Guido Ceronetti: “Effettivamente sì, chiamatelo pure collage, quello che vedrete:...