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Yoko Ono

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Storie di dischi irripetibili / Yoko Ono, Plastic Ono Band

A una prima occhiata le copertine dei dischi erano identiche. Una fotografia scattata da lontano mostrava due figure quasi indistinguibili sdraiate vicino alla sponda di un fiume sotto un albero dalle dimensioni apparentemente immense, i cui rami carichi di foglie erano avvolti da un’aureola di sole estivo.  Le due persone ritratte nell’immagine erano John Lennon e Yoko Ono: la differenza tra le due diverse copertine (impossibile da notare subito) era microscopica. Nell’album di Lennon era John che si appoggiava a Yoko, nell’album gemello i ruoli venivano rovesciati. Entrambi portavano scritto lo stesso titolo, in caratteri sottili e anonimi: PLASTIC ONO BAND.   Era il Natale del 1970. Il negozio di dischi si trovava in via Lomellina a Milano, proprio dietro l’angolo della casa dove abitavo allora, nel pieno del quartiere Città Studi.  Era un locale piuttosto piccolo, diviso in due metà equivalenti da un banco di legno scuro. A sinistra dietro il banco stava il negoziante, di fronte a lui c’erano degli scaffali bianchi dove si potevano sfogliare le copertine, amorevolmente infilate in buste di plastica per evitare insozzature e ditate.  Il gestore del negozio...

Sdraiati sulla linea

“Quel che non è possibile fare a letto non è degno di essere fatto”. La frase è di Groucho Marx. Ma cosa si può fare a letto? Tutto, si potrebbe rispondere: mangiare, dormire, fare l’amore, nascere, morire, riposarsi, leggere, studiare, conversare… la lista non finisce più. In effetti, la grande distinzione è tra verticale e orizzontale. E, mentre la lode dell’uomo verticale, che ha abbandonato l’animalità del quadrupede e si è elevato sulle zampe posteriori per esser eretto, lascia ora il posto all’uomo-donna orizzontale, o almeno “inclinato”, come scrive Adriana Cavarero nel volume Inclinazioni. Critica della rettitudine (Cortina editore), il problema dello stare sdraiati ritorna con forza. Lo sollecita la lettura di un piccolo libro di Bernd Brunner, studioso eclettico d’origine tedesca: L’arte di stare sdraiati. Manuale di vita orizzontale (Cortina editore). Del resto, la parola “sdraiati” figura anche nella copertina di un romanzo di successo di Michele Serra (Feltrinelli), che ha ripreso una formula in circolazione da qualche anno in Francia...

One on one

Il KW Institute for Contemporary Art, spazio espositivo di forte impronta sperimentale nel Mitte berlinese, è un sismografo sensibile alle vibrazioni discorsive dell’arte e sull’arte contemporanea fin dagli inizi degli anni novanta. Il direttore Klaus Biesenbach fonda nel 1996 la Biennale di Berlino, arrivata lo scorso anno alla sua settima edizione. Curata da Artur Żmijewski, Joanna Warsza e dal gruppo Voina, dal 27 aprile al 1 luglio 2012 aveva proposto modelli d’azione per integrare pratiche artistiche in forme di attivismo politico, liberare la vocazione dell’arte da futilità estetiche e frivolezze di mercato e ricondurla a servizio di un programma rivoluzionario. Ora i ricordi degli slogan primavera/estate – “Forget Fear”, “P/Act up for Art” –, degli statement incalzanti – “Confrontation is the Order of the Day” –, del vocio dei megafoni e degli strimpellamenti di chitarre nella tendopoli dell’Occupy Movement sbiadiscono. Non solo per il ritorno critico deluso, a tratti accanito, e pressoché uniformemente negativo della Biennale – ma anche per l’impatto...

Yoko Ono. Walking On Thin Ice

È una New York spettrale di fine anni ‘70 quella del video di “Walking on thin ice” di Yoko Ono. Vediamo Yoko all’inizio del video aggirarsi per le strade lucide di pioggia a passo svelto, un paio di occhialoni scuri sul volto. Ogni tanto incrocia una macchina, una persona, forse è mattina presto. John Lennon, suo marito, è appena morto, assassinato da Mark David Chapman, suo grande fan. Si dice che in tasca avesse proprio il nastro del missaggio finale del pezzo. Le chitarre sono le sue. È il suo ultimo atto creativo. Altre immagini, domestiche. Loro due al lago, si abbracciano e guardano l’orizzonte. Il video sfarfalla. Lei in strada, da sola. Il video sfarfalla ancora. Lei che si bacia a letto con il suo John.   Il pezzo esce ad inizio ‘81 e in America è il più grande successo di Yoko. Ora lei è seduta su una panchina e guarda il lago.   Poi con Julian, all’epoca bambino. John non c’è. Il pezzo è un mix micidiale di funk punk avantgarde, ispirato al suono di gruppi come Pop group, Public image limited e Slits. Lei scende da una macchina forse...

Gina Pane, mode d’emploi

Da una decina d’anni la figura e l’opera di Gina Pane (1939-90) sono al centro di un significativo lavoro critico ed espositivo, grazie anche agli sforzi dell’instancabile Anne Marchand, compagna di vita dell’artista. Nel 2003 escono i suoi scritti, Lettre à un(e) inconnu(e), per le edizioni dell’ENSBA; nel 2005 il Centre Pompidou organizza la personale Terre-Artiste-Ciel; nel 2008 è la volta di Situation idéale al Musée des Beaux-arts di Nantes. Mancava un segnale dall’Italia. Eccolo: la straordinaria retrospettiva al MART di Rovereto, È per amore vostro: l’altro (fino all’8 luglio), credo la più completa mai allestita, con oltre 160 opere, accompagnata da un catalogo-monografia di Sophie Duplaix. Tante le suggestioni suscitate dalla visione e dalla lettura, da cui ricavo qualche lemma, per quanto possibile in ordine cronologico.   SCULTURA. Per chi, in prima battuta, associa il lavoro di Gina Pane al corpo sanguinante, la prima sala è uno choc: sculture di elezione minimalista, disegni geometrici proiettati nello spazio. Eppure non è la geometria ad imporsi ma i...

Reds

L’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Ronald Reagan, rappresentante della destra repubblicana, segnerà la diffusione in tutto il mondo occidentale dell’ideologia ultra liberista i cui guasti sono alla base della crisi economica attuale. Quelli di Reagan, è il caso di dirlo, furono gli otto anni che sconvolsero il mondo.   Reagan era stato preceduto dall’inconsistente Carter, e prima ancora da Ford e dal poco raccomandabile Nixon, tuttavia il risveglio quella mattina per l’America liberal e dissidente fu traumatico. Quelli erano ancora gli anni di John Lennon e Yoko Ono, della New Hollywood e di film come Manhattan in cui Woody Allen metteva in scena esplicitamente un rapporto di coppia tra un maturo intellettuale ed una ragazza minorenne (impensabile anche oggi), e infiniti potrebbero essere gli esempi di vivacità culturale, di lotta sociale, di attenzione alle minoranze che in quegli anni scorrevano nelle vene della, seppur conservatrice, società americana.   Con Reagan il colpo sarebbe stato letale perché non solo i reazionari restavano saldamente al potere, ma perché la sua politica da ex...

Se puoi cucinare una torta, puoi fare una bomba

“If you can bake a cake, you can make a bomb”. Così recitava uno slogan messo in circolazione durante la Seconda Guerra Mondiale dal governo statunitense, bisognoso di reclutare manodopera femminile da destinare alle fabbriche di munizioni. Adottata poi da diversi movimenti femministi, questa ironica e iconica frase (spesso circola sotto forma di immagine: una donna pensosa sullo sfondo di formule matematiche) è anche un’involontaria celebrazione della potenza delle istruzioni. Le ricette di cucina infatti non sono poi così diverse dagli algoritmi; tanto che per spiegare come funziona concettualmente un software spesso si mostra agli studenti un diagramma di flusso che schematizza la preparazione di una... torta al cioccolato.   Una serie ordinata (e finita) di passi semplici e non ambigui volta alla soluzione di un problema. Questa la definizione canonica dell’algoritmo, vera e propria forma simbolica del nostro tempo, scandito e regolato da migliaia di “processi”: nient’altro che set di istruzioni impartite alle macchine sotto forma di software. L’onnipresenza di quest’ultimo – che...