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Fumetti

(68 risultati)

Piacere e godimento del testo / Cosa leggeva Umberto Eco?

Che cosa leggeva Umberto Eco? Quali erano, più in generale, i suoi consumi culturali? La biblioteca della sua casa di Milano si snoda su diversi ambienti in modo labirintico e quella immateriale che si desume dalla bibliografia delle sue opere è praticamente sconfinata. Tutto quello che ha scritto, romanzi compresi, dichiara un’erudizione fuori dal comune e solo molti eruditi di diverse discipline, collaborando fra loro, potrebbero tentare di ricostruire una mappa esaustiva delle sue letture. Scelgo quindi solo uno dei fili rossi che si possono intravedere, e cioè quello che sembra ad alcuni in dissonanza con la sua fama di studioso: la passione, assolutamente confessata, che Eco aveva per la letteratura popolare, compresi film, telefilm e fumetti. Chiunque l’abbia conosciuto abbastanza bene sa che poteva passare con nonchalance dallo Pseudo-Dionigi Areopagita all’Intrepido, dalle nebbiose atmosfere di Gérard di Nerval a Don Matteo, non equiparandoli, ovviamente, ma godendone in diverso modo, come diremo.   Nelle sue riflessioni sulla letteratura popolare (si vedano i saggi contenuti in Apocalittici e integrati, 1964; e ne Il Superuomo di massa, 1970), Eco riprende l’idea del...

Fumetto e autobiografia / Intervista con Lorenzo Mattotti

Giunto alla sua quarta edizione, l'evento di tardo inverno del Festival del film di Locarno, curato dal Direttore Carlo Chatrian insieme a Daniela Persico e incentrato sul rapporto fra cinema e scrittura, è stato dedicato per questa edizione 2016 all'universo del graphic novel. Chiamati a raccogliere l'invito del festival sono stati Blutch e Lorenzo Mattotti, protagonisti assoluti del fumetto europeo, con una tre giorni ricca e multidisciplinare in cui i due artisti hanno potuto non solo parlare del proprio lavoro in intensissime masterlcass mattutine, ma hanno avuto la possibilità di scegliere alcuni film importanti per il loro percorso personale e professionale.    Blutch.    BLUTCH sconta purtroppo nel nostro paese un numero piuttosto esiguo di traduzioni. L'autore di “Per farla finita con il cinema” e “Il piccolo Christian” nella 3 giorni locarnese ha dato sfoggio di tutta la sua sterminata ed enciclopedica conoscenza del cinema, fatta di un culto quasi feticistico per gli attori, unito ad un approccio estremamente personale nel raccontare e rielaborare le peculiarità del linguaggio cinematografico. Dalla fissità monumentale dei volti di “The Wind “...

Al via Bologna Children's Book Fair: cosa leggeranno i bambini? / La vita sconosciuta dei bambini e dei loro libri

Il 4 aprile apre i battenti la Bologna Children's Book Fair, ovvero la più importante fiera del mondo dedicata all'editoria per ragazzi (se non sapete cos'è e vi interessa, potete scoprirlo in sintesi in un articolo che ho scritto per l'Indice dei libri del mese, numero di aprile). Varcando i suoi affollatissimi cancelli, potrete avere accesso in una giornata a tutto quello che esiste sul pianeta in termini di letteratura e libri per bambini e ragazzi: narrativa, divulgazione, albi illustrati, app, libri digitali, libri gioco, pop up, fumetti, animazioni e quant'altro.      A ben vedere, la fiera di Bologna è l'unico evento del mondo editoriale italiano realmente internazionale. Se infatti anche al Salone del Libro di Torino e a Più libri più liberi, a Roma, si contano presenze straniere, il loro ruolo e peso sono marginali in un contesto che rimane prevalentemente italiano.In 53 anni, la Bologna Children's Book Fair è riuscita a ottenere un rilievo e un grado di internazionalizzazione pari a quelli di Francoforte, che pure ha 500 anni di vita. Come ha fatto? Si tratta di un lavoro lungo e complesso, che ha dato vita a una di quelle eccellenze...

Superman a Tor Bella Monaca / Lo chiamavano Jeeg Robot

Sul finire degli Anni Settanta, in concomitanza con l’avvento del colore nelle trasmissioni televisive in Italia, iniziò la cosiddetta “invasione” dei cartoni animati giapponesi, importati nei palinsesti dei canali pubblici e privati. Erano la novità esotica del momento e, come spesso avviene dalle nostre parti, si passò rapidamente dalla chiusura totale all’apertura totale. Prodotti interessanti e scadenti, senza alcuna distinzione di sorta, segnarono i pomeriggi di almeno un paio di generazioni. Negli Anni Novanta arrivarono i manga, i fumetti giapponesi, secondo un processo inverso a quello che avveniva in madre patria, dove i soggetti di maggior successo passavano dalla carta all’animazione. La generazione che era cresciuta con i cartoni del Sol Levante poteva approfondire la propria passione ritrovando i propri eroi su fumetto. Non erano i primi fumetti “stranieri” a essere tradotti e distribuiti lungo lo Stivale, da alcuni decenni accadeva già con i comics americani della Marvel e della DC, ma con differenti cifre di diffusione. I supereroi erano noti ma non avevano ancora l’attuale esposizione mediatica, mentre serie come Dragonball raggiunsero numeri di tiratura e ristampe...

Desiderio e sesso nel mondo virtuale / La tecnica del perineo

JH e Sarah sono due trentenni come tanti. Si sono conosciuti grazie a una applicazione di dating online ma non si sono mai veramente incontrati. Nella solitudine dei loro appartamenti consumano rapporti fatti di parole e immagini, di attese e improvvise notifiche. JH vorrebbe rompere la dimensione virtuale, portare quel non-rapporto nella vita reale. Sarah non vuole sapere nulla del suo amante 2.0, o almeno così sembra... Ruppert & Mulot, La tecnica del perineo In La tecnica del perineo, il duo francese Ruppert & Mulot si confronta con l'erotismo (uno dei generi per antonomasia del fumetto) e lo fa con l'intelligenza e la raffinatezza che da sempre caratterizza la sua produzione. L'erotismo è per R&M un pretesto. Non che i due artisti vogliano evitare canoni e codici, ma come sempre partono da luoghi comuni consolidati e li trasformano in strumenti con i quali esplorare la contemporaneità e l'universo delle relazioni (da questo punto di vista assolutamente da recuperare il loro magnifico Irene e i clochard, uno dei pochi loro titoli presenti in traduzione italiana edito in Italia da Canicola). Ruppert & Mulot, La tecnica del perineoIl genere è il...

Un fumetto a colori

La settimana scorsa, chiacchierando di scuola e di colori con un amico, ho saputo che il n. 100 di Martin Mistère è dedicato al colore: il titolo è Di tutti i colori. L'amico è Andrea Sani che insegna storia e filosofia al Liceo "Galilei" di Firenze e si occupa di logica – sì, proprio di logica, quella più astratta possibile – e al contempo di cinema e di fumetti. La connessione non è poi così strana come sembra, ma certo mi ha sorpreso trovare un intero fumetto dedicato al colore, anzi alla teoria dei colori. La ricerca non è stata difficile, non occorre cercare nelle bancarelle, esistono gli e-book anche di fumetti. Il prato blu; Forse i cani vedono così. L'autore di Martin Mystère è Alfredo Castelli; il fumetto è disegnato da Giancarlo Alessandrini ed è colorato (tutti i numeri multipli di 100 sono a colori) da Laura Battaglia per l'editore Sergio Bonelli. L'edizione cartacea risale al 1990, quella digitale al 2012.La storia inizia a Eden, un paesino sperduto del Vermont: l'amico Jerry ha trascinato Martin in un circo dove un mago, apparentemente di secondo ordine, gioca con facili trucchi di fazzoletti colorati; Martin è perplesso del livello dello spettacolo, ma il...

Muñoz e Sampayo. La vita non è un fumetto, baby

Alack Sinner, creato dalla feconda collaborazione tra gli argentini José Muñoz e Carlos Sampayo, è un ex-poliziotto con la faccia rovinata dalle botte e dall'alcol e un cognome che porta con compiaciuto rammarico. I fumetti che raccontano le sue avventure sono stati sceneggiati da Sampayo e illustrati da Muñoz dal 1975 in avanti e, dopo essere stati pubblicati in Italia in modo piuttosto discontinuo – pur riscuotendo sempre notevole successo tra gli appassionati –, finalmente trovano una giusta collocazione in una serie dedicata di otto volumi (al momento sono usciti i primi cinque) curati da Guido Scarabottolo e pubblicati da Nuages.     Nonostante i suoi autori siano nati sotto il canale di Panama, Alack Sinner vive a New York e incarna gli aspetti complessi e contrastanti degli Stati Uniti degli anni '70: quelli che hanno visto il Watergate e le atrocità della Guerra del Vietnam, che sono stati sconvolti dalle lotte del Black Panther Party e dalla musica psichedelica, quelli in cui il fremito di cambiamento si scontra violentemente con l'ideologia conservatrice di Nixon e di Ford.    La...

Astrid Lindgren. Una dea per l'infanzia

La copertina mostra una bambina a testa in giù; le gambe piccole e forti saldamente ancorate a un ramo; la gonnella che le piove sulla testa; i mutandoni sbilenchi azzurri; la testa tonda e gli occhi irridenti che spuntano dall'orlo della sottana. In questa immagine la gravità diventa un irresistibile gioco e tutto punta dritto a terra: lo segnala il maialetto che penzola sull'abisso, tenuto per un'orecchia dalla piccola maliarda.   L'autrice di questa immagine è Beatrice Alemagna, scelta da Mondadori per illustrare questo delizioso, esilarante libro di Astrid Lindgren, Lotta combinaguai, tradotto da Laura Cangemi, che uscì in Svezia nel 1958, anno in cui la Lindgren vinse il premio internazionale Hans Christian Andersen, ovvero il Nobel per gli autori e gli illustratori di libri per l'infanzia.     Da sinistra: copertina di Beatrice Alemagna per Lotta combinaguai; Illustrazione di Beatrice Alemagna per Lotta combinaguai   Beatrice Alemagna, autrice e illustratrice italiana naturalizzata parigina, ha sempre dichiarato la sua passione per la Lindgren e i suoi personaggi. Il suo ultimo libro, Il meraviglioso...

Intervista a Asaf Hanuka / Nove vignette

Artista fra i più significativi della scena israeliana, Asaf Hanuka è approdato nel nostro paese con Ko a tel Aviv, raccolta dei suoi lavori pubblicati settimanalmente sulla rivista Calcalist con il titolo orginale di The Realist. I primi due volumi (uno e due) sono usciti nel 2015 per i tipi di BAO Publishing e un terzo vedrà la luce quest'anno. Sempre BAO ha lanciato durante l'ultima edizione di Lucca Comics & Games Il Divino, volume realizzato a 4 mani da Asaf con il fratello Tomer, illustratore di fama internazionale. Abbiamo intervistato Hanuka, per parlare di autobiografia, politica, codici della comunicazione e tanto altro.       Vorrei iniziare chiedendoti di raccontarci il contesto in cui hai iniziato il lavoro su The realist. Ho iniziato The Realist sei anni fa. Era un lavoro commissionato dall'editor di una rivista economica israeliana chiamata "Calcalist". Mi era stato chiesto di realizzare una pagina a fumetti a cadenza settimanale che affrontasse i problemi dell'economia da un punto di vista individuale. A quell'epoca io e mia moglie stavamo cercando un appartamento così stabilimmo che nel fumetto io avrei raccontato, con un taglio...

I migliori libri a fumetti del 2015

Una selezione fra i migliori libri a fumetti usciti in Italia nel 2015. Non una classifica ma piuttosto un invito al viaggio. Con l'arbitrarietà di una partenza. In ordine alfabetico (ma con un vincitore assoluto). Buone letture !   ANUBI testi di Marco Taddei e disegni di Simone Angelini (GRRRz) La vera sorpresa del 2015. Un'opera prima ambiziosa e fuori dagli schemi per raccontare le peripezie di Anubi, divinità egizia che da troppi secoli non torna fra le piramidi e preferisce oziare e forse soffrire in un piccolo paesino della provincia italiana. Ci sono il bar, la droga, la solitudine, l'assurdo. C'è un umorismo brutale e delle improvvise sterzate di lirismo che lasciano senza fiato. E poi c'è uno dei finali più belli fra quelli letti quest'anno. Lunga vita ad Anubi. Adesso però passatemi un altro Campari.   Anubi, disegni di Simone Angelini     L'arabo del futuro di Riad Sattouf (Rizzoli Lizard) Primo volume dell'opera autobiografica di Sattouf, già inserito doverosamente in questa rubrica. Nell'anno dell'esplosione in Europa del conflitto asimmetrico con l...

Lucca Comics & Games 2015

C'è un'immagine che più di ogni altra sintetizza l'ultima edizione di Lucca Comics & Games, la più importante manifestazione italiana dedicata al fumetto. Siamo nell'enorme tensostruttura dell'area Games, spazio di proporzioni considerevoli situato fuori dalle mura della città che ospita decine di stand legati al mondo dei video game, del giochi di ruolo, del modellismo. Un universo parzialmente separato da quello del fumetto che molti operatori considerano in realtà il vero motore della crescita esponenziale di visitatori della fiera lucchese. Fra Little Pony e sessioni live con Youtuber si trova un curioso stand. Il prodotto venduto non è molto dissimile dai tanti presenti nell'area. Si tratta di un gioco di carte che simula duelli e combattimenti grazie a una serie di regole nemmeno troppo complesse. A fianco delle scatole c'è una mostra delle tavole originali con le illustrazioni utilizzate per ogni singola carta del gioco e sotto uno di quei dipinti inquadrati, seduto a terra, c'è Gipi, uno dei più grandi autori del fumetto europeo contemporaneo. L'autore di Unastoria, colui...

Il linguaggio di Snoopy e la ragazzina dai capelli rossi

L’appassionante questione del linguaggio degli animali ha attraversato, si sa, l’intera a storia del pensiero occidentale. Le bestie parlano? quali strumenti usano per farlo? che cosa dicono, esprimono soltanto emozioni o anche concetti astratti? a chi si rivolgono? discutono fra loro o con altre specie, uomo compreso? Oppure, se non sanno farlo, l’uomo è l’unica specie vivente in grado di comunicare? Come un lenzuolo troppo corto, la competenza linguistica è stata tirata ora dal lato dalla specie umana (dunque della cultura) ora da quella di tutti gli esseri viventi e senzienti (ossia della natura), finendo per scontentare tutti quanti. Fa strano, oggi, pensare che gli umani siano i soli esseri al mondo a possedere la lingua. Perché proprio loro e non altri? Più agevole forse sostenere, come faceva Montaigne, che gli animali sanno perfettamente parlare: sono piuttosto gli uomini, stupidi, che non li capiscono.   Aveva a suo modo risolto il problema Charles M. Schulz (sì, lui, quello dei Peanuts), facendo saggiamente in modo che le capacità comunicative cambino, volta per volta, a seconda dei personaggi,...

Viaggio a Tokyo

Dopo l'intervista con Edo Chieregato, torniamo a parlare della casa editrice bolognese Canicola. A loro si deve infatti l'uscita di Viaggio a Tokyo, folgorante esordio sulla lunga distanza di Vincenzo Filosa. Un’opera prima dalla lunga gestazione che impone l'autore calabrese come una delle voci più interessanti del panorama fumettistico italiano. Abbiamo colto l'occasione dunque per parlare con lui del suo particolarissimo universo narrativo, esplorando la storia del fumetto giapponese, l'ossessione per il racconto sequenziale e il travaglio che accompagna ogni processo creativo degno di essere considerato tale.     Visto che il tuo libro gioca con elementi autobiografici, rimescolati e traditi come nella migliore tradizione dei mangaka ai quali fai diretto riferimento, mi piacerebbe che ci raccontassi la tua formazione e il tuo esordio nel mondo del fumetto.   Sono cresciuto leggendo tutto quello che trovavo nelle edicole calabresi, da Topolino e Braccio di ferro a Le bizzarre avventure di Jojo e Ranma ½. Seguivo tutto con attenzione maniacale, ma il mio primo vero amore è stato It's a Good Life, If...

Manuele Fior. Mondi dietro mondi

Un sogno dentro un sogno dentro un sogno. Sfogliare Le variazioni d’Orsay, l’ultimo lavoro di Manuele Fior, equivale a cadere, morbidamente, da una linea – a volte chiara, a volte claire – sulle tinte pastose di Rousseau e sulle linee vaporose di Degas. Disegnate per il Musée d’Orsay (pubblicate in Francia con Futuropolis e in Italia con Coconino Press), le tavole delle Variazioni nascono per celebrare quello che è uno dei musei più importanti di Parigi e di Francia, ma non in modo didascalico. Come l’atmosfera della Parigi dei primi del Novecento aderisce ancora, suo malgrado, alle sale della vecchia stazione eretta per l’Exposition Universelle, così la storia dei Fauves e degli Impressionisti è per Fior nell’impasto dei colori e nella consistenza delle pennellate, e ancora, risalendo lungo pigmenti e pennelli, nell’impeto di chi li ha lasciati sulla tela.   Manuele Fior, Le variazioni d’Orsay, Coconino Press 2015   È all’inseguimento di questo movimento dalle creazioni ai creatori che la linea di Fior si getta, senza paura di assumere le sembianze di chi...

Sottsass a fumetti

Quando hai annunciato di lavorare a un fumetto su Ettore Sottsass, ho pensato che questa relazione tra fumetto e design era una storia tutta italiana, nel senso che in questi modi si è manifestata solo qui. Il tuo caso è esemplare perché sei fumettista e anche designer. Ad ogni modo mi è venuto in mente un precedente. Ricordavo che Alessandro Mendini ti aveva chiesto di disegnare un fumetto quando aveva saputo che tu e Maurizio Cattelan eravate stati compagni di scuola e che avevate condiviso buona parte dei vostri pomeriggi padovani di giovani adolescenti. Tu però avevi spostato la scena a Milano per raccontare di Cattelan e le sue incursioni nel design degli anni Ottanta. Il racconto si avvia mentre si dirige verso l'Atelier Mendini con i suoi progetti sotto braccio per sottoporli al giudizio del maestro (una lampada che cammina e un armadio a forma di bara). Quanto c’è di vero in questa storia?   Dal punto di vista strettamente storico non sono neanche sicuro che al tempo raccontato dalla storia ci fosse già un Atelier Mendini perché nella metà degli anni Ottanta c’era lo Studio Alchimia. Se...

Manu Larcenet. Blast

Le grandi opere a fumetti scontano spesso un curioso destino. In molti casi, quando ci si trova di fronte a un lavoro fuori dal comune in grado di stagliarsi sopra la sterminata produzione annuale di tavole e baloon, si finisce per ricorrere a parallelismi con altre forme espressive di matrice letteraria, quasi che riconoscere la grandezza di un fumetto non possa che coincidere con una sorta di “promozione” all'alveo del romanzo. Questo curioso processo di nobilitazione rischia chiaramente di far venire meno il carattere unico di quei libri che sanno cristallizzare lo specifico della nona arte e del suo essere amalgama assolutamente peculiare in cui la narrazione è alchimia perfetta fra disegno e parola. BLAST (Dargaud 2009) di Manu Larcenet è da annoverare senza appello fra quei pochissimi libri che segnano in modo indelebile una vetta assoluta del fumetto contemporaneo, fuori da quella retorica figlia del marketing che vuol fare di ogni novità editoriale l'ennesimo e automatico capolavoro.     Dopo Lo scontro quotidiano, storia di stampo realista e autobiografico dedicata alle vicende di un fotografo in crisi d'identit...

Comics sotto l'ombrellone

Ultime battute d'estate. Niente di meglio dunque per godersi questo ultimo scampolo (o inizio tardivo) di vacanza, che tuffarsi nella lettura di un fumetto. Qui per voi alcuni fra i libri più belli e significativi usciti in questi ultimi mesi.       L'arabo del futuro, di Riad Sattouf Rizzoli Lizard 2015   Riad Sattouf è certamente un artista poliedrico: fumettista pluripremiato, regista cinematografico (vincitore ai Cesar con l'opera prima Les Beau Gosses), collaboratore di Charlie Hebdo fino al 2014 con la striscia La vita segreta dei giovani. Con il libro a fumetti L'arabo del futuro Sattouf decide di affrontare la propria storia personale. Nato nel '78 a Parigi da madre francese e papà siriano, Riad passerà la propria infanzia fra la Libia di Gheddafi, l'Algeria e la Siria. Il risultato di questo racconto in prima persona è un libro assolutamente straordinario, prima parte di un racconto destinato a proseguire, con una narrazione che mescola la naïveté del piccolo Sattouf, spaesato e sballottato al seguito del padre, che decide di diventare insegnante universitario in Libia prima e in Siria poi, con una voce narrante secca e disincanta che fa di ogni...

L’equivoco del graphic novel

Graphic novel, ossia romanzo grafico: da qualche anno questa nuova, ancorché vecchia definizione si è imposta con tale forza che non c’è libreria di varia senza uno scaffale dedicato alle nuvole disegnate. Ma se già ben prima che questa espressione si imponesse le librerie più fornite non esitavano a ospitare di tanto in tanto qualche bel fumetto, va aggiunto che la storia del graphic novel comincia nel non più vicinissimo 1978, in corrispondenza della pubblicazione di quel che è unanimemente considerato il primo romanzo grafico, quel A contract with God di Will Eisner che in realtà fu una raccolta di quattro racconti brevi del celebre fumettista statunitense. Will Eisner, A Contract with God È opinione comune che la differenza fondamentale tra i fumetti e i graphic novel consisterebbe in una maggiore elaborazione di scrittura, illustrazione e soprattutto contenuti nei secondi rispetto ai primi. Maggiore densità che farebbe dei graphic novel non un genere del fumetto, ma un linguaggio a sé stante rispetto al fumetto stesso, qualcosa di altro e soprattutto di “alto”, degno di suscitare nel lettore il senso del sublime, di sviluppare tematiche universali o quanto meno di...

Hip Hop Family Tree Vol. 1 di Ed Piskor

25 anni fa ci avrebbero scommesso in pochi. Il rap nel nostro paese all'inizo degli anni '90 era un fenomeno relativamente di nicchia, parzialmente politicizzato e militante, che vedeva in fenomeni quali Jovanotti o Articolo 31 blande declinazioni meainstream che per il grande pubblico poco o nulla avevano a che fare con le radici profonde di quel fenomeno musicale e non solo nato sul finire degli anni settanta negli Stati Uniti. Oggi il rap è uno dei generi più ascoltati e seguiti dagli adolescenti italiani – come del resto da quelli di tutto il mondo – con una scena che nelle modalità e nei generi rispecchia in tutto e per tutto,  non senza una buona dose di vuota emulazione, trend e mode che arrivano da oltreoceano.     La diffusione capillare di beats, rime e pose è però fortemente orientata al presente e poco o nulla ha a che fare con quel senso più generale di Cultura che da sempre caratterizza l'Hip Hop (inteso come tradizione vuole quale insieme di Djing, Rap, Breakdance e Graffiti). Niente di meglio dunque, per ravvivare la memoria e rivivere una delle saghe musicali più eccitanti...

Atelier dell'Errore

Tre grandi carte installate al Buchheim Museum (Museo della Fantasia) di Bernried nei pressi di Monaco di Baviera, stese su pannelli di enormi dimensioni accolgono i visitatori della mostra. Ritraggono alcuni animali dello zoo fantastico di Giulia Zini: Orso Bruno, Golilla Madredipella, Catoblepa Occhi Luminosi, Pirottico Ferrocito, Piotruco che guarda le femmine, Piraostre Elegante, Cerva Di Santo Eustachio Gesù Infinito. Sono pastelli e disegni su carta che Giulia abbozza e campisce stando molto vicina al foglio, quasi aderente, sdraiata. Con dedizione assoluta questa ragazza di diciassette anni ha tracciato linee e segni sull’enorme spazio bianco appoggiato al pavimento dell’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia. Con queste opere Giulia ha vinto nel 2014 il premio euward 6, art in disability, prestigioso concorso europeo di Outsider Art, organizzato dall’Augustinum Stiftung di Monaco uno dei più noti al mondo, con un catalogo dove campeggia in copertina un suo contributo. In giuria Arnulf Rainer e Roger Cardinal, due grandi esperti di questa arte.   Scoiatto Motosega, Giulia, Atelier dell'Errore   Tra qualche giorno, il...

La bellezza della fiaba

Mentre stavo scrivendo questo articolo, ho visto al cinema Il racconto dei racconti, adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, realizzato da Matteo Garrone. La mia impressione è che sia un film clamorosamente non riuscito, sotto tutti i punti di vista: recitazione, sceneggiatura, caratterizzazione dei personaggi, montaggio eccetera. Confesso di essere uscita dal cinema al primo tempo. Ma come è possibile, mi sono chiesta, che persone competenti e preparate come Garrone e la sua troupe facciano un autogol di queste proporzioni, e con una materiale così generoso e ricco quale è la fiaba? Possibilissimo. Anzi, con la fiaba il rischio di sbagliare è colossale. Perché ci sono pochi terreni scivolosi e impervi quanto le fiabe. Facilissimo, infatti, è travisare la loro natura, il loro spirito, capire dove risieda davvero la loro bellezza e importanza che non stanno mai, ma proprio mai in quello che sembra al primo sguardo.   Salma Hayek nel film Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone 2015   Alcuni giorni fa, a un workshop di scrittura che ho tenuto all'...

Sam Zabel e la penna magica di Dylan Horrocks

Di tutte le forme e i generi narrativi il fumetto è probabilmente quello che più di ogni altro è legato alla dimensione dell'evasione, utilizzato com'è da milioni di lettori come strumento a buon mercato con il quale, senza fare nemmeno troppo sforzo, ci si può proiettare in universi più o meno lontani dal nostro, infiniti mondi finzionali dove regnano codici e regole facilmente riconoscibili e governabili. La sedimentazione della pratica del romanzo grafico, per come questa è stata sintetizzata da Will Eisner in poi, ha certamente mescolato le carte, ampliando in modo esponenziale le potenzialità del fumetto e facendo della narrazione sequenziale uno strumento attraverso il quale affrontare temi complessi e ambiziosi con l'immediatezza dell'incontro fra parola scritta e disegno.   Non è un caso dunque che sulla copertina italiana di Hicksville campeggi la dicitura "Un romanzo di Dylan Horrocks". Autore neozelandese considerato fra i giganti del graphic novel contemporaneo, Horrocks sale alla ribalta internazionale nel 1998 con questo suo primo lavoro annoverato fra le pietre miliari...

L'immaginazione pigra di un attivo disegnatore / Omaggio alla pigrizia di Barthes

Il mio segreto è che non so disegnare e sono pigro. Si tratta di una miscela di qualità che va trattata con una certa cautela ma che può garantire risultati accettabili. Provate a pensarci.  Un Pigro cercherà tutti i modi per realizzare qualcosa senza passare per la formazione canonica: un sistema semplice per avere la probabilità di scoprire qualche nuova tecnica.  La stessa persona è troppo pigra per cercare a lungo qualcosa da copiare: si affrancherà prima dalla “tirannide” dei modelli.  Non avendo talento naturale per il disegno, il Nostro si guarderà bene dall’applicarsi con costanza a un apprendimento faticoso evitando così i rischi di uno stucchevole virtuosismo.  Al contrario cercherà di produrre illustrazioni con il minimo numero di segni, costringendosi in tal modo alla riposante disciplina della sintesi.  Inoltre il dispendio energetico richiesto dissuaderà ben presto il Pigro dal futile proposito di seguire le mode.  Naturalmente, non potendo contare sul talento e su strabilianti mezzi tecnici, sarà costretto ad inventarsi qualcosa perché i suoi disegni possano piacere a qualcuno.  Per fortuna,...

Disegnare

Disegnare, disegnare. Mi prendo cura di me quando disegno davvero. Non quando ho una copertina o un articolo da illustrare. In quel caso applico, metto in pratica, competenze che mi sono procurato. Progetto ed eseguo.     Disegnare davvero, invece, è divagare. Come una passeggiata, ha poco a che vedere col pensiero razionale.     I risultati non sono attesi o predisposti. Neanche ricercati. Ci si muove su un terreno più o meno coltivato, più o meno esplorato, e si aspetta che accada qualcosa.     Il filo che collega la mano e la mente non è la parola. Quando si è stanchi o si ha fame si torna. Anche solo con un filo d'erba tra i denti, un fiore che forse ci meraviglierà una volta seccato, una piccola vertigine… Ma se si è stati fortunati, allora si è provato per un attimo il dolce naufragio di Leopardi.