Categorie

Elenco articoli con tag:

Fumetti

(68 risultati)

Love and Rockets

Lo scorrere del tempo è stato sempre un problema per il fumetto popolare americano. Nella patria dei comic book di super eroi, il legame fra il passare degli anni e i personaggi in calzamaglia è stato inevitabilmente il grande convitato di pietra nel rapporto fra scrittori, disegnatori e lettori. Esiste sì un principio di logica interna al racconto – o meglio ai racconti – che si sono accumulati negli anni intorno ad un gruppo di personaggi, la così detta continuity. Questo strano concetto, custodito gelosamente da editor che tutto sanno e tutto governano, permette di ricostruire una catena quantomeno plausibile fra i tanti eventi accumulatisi in anni di storie. Ma anche questo sacro vincolo di credibilità è stato più volte tradito e dopo oltre 50 anni dalla sua prima apparizione Peter Parker, alias l’Uomo Ragno, ha all’incirca sempre una ventina d’anni, nonostante il mondo intorno a lui sia in costante evoluzione e aggiornamento. Questo ovviamente per restare sempre credibile e appetibile al pubblico e alla sua contemporaneità. Cambiano le automobili e i vestiti, arrivano i computer e spariscono...

Il tempo ritrovato di Masha e Orso

C’erano una volta – e ci sono tuttora – Masha e Orso. Il nuovo tormentone di Rai YoYo che allieta le giornate di grandi e piccini, si ispira a una favola, e non a una qualunque. Si tratta, infatti, di materiale tratto dal folklore russo, di una di quelle favole archiviate dal grande Afanas’ev dalla cui miniera il celebre Vladimir Propp pescò per rivoluzionare, con la sua Morfologia della fiaba, la cultura umanistica e le scienze sociali. Pedigree di un certo rilievo, dunque. Anche se, una volta evocato cotanto riferimento (che nei paesi slavi tutti ovviamente riconoscono), il format della nuova serie se ne allontana. Vedremo in che termini.   La storia della fiaba è nota. Ci sono dei nonni che lasciano allontanare la loro nipotina, non prima di averle esplicitamente raccomandato di non addentrarsi nel più classico dei boschi da fiaba. La bambina, altrettanto classicamente, non dà ascolto alle raccomandazioni e vi si perde. Questo spazio ostile e pericoloso rivela, però, un’oasi di salvezza che si concretizza in una rassicurante casetta presso cui cercare riparo. Si scopre, nondimeno, che la casa è abitata da un temibile orso che ne approfitta per schiavizzare la piccola Masha...

Zerocalcare. Il mio nome è fumetto

Questa storia, in un certo senso, parte dalla fine. Da quando, a qualche mese dall’uscita, Dimentica il mio nome vince il premio come Miglior libro dell’anno a Fahrenheit, la trasmissione di RadioTre. O meglio subito dopo, dal momento in cui, timido ma non troppo, si è alzato un coro di “ah, ma quello non è un libro”. Ovvero: è un fumetto – e un fumetto non è un libro. Polemiche simili avevano accompagnato l’ingresso di Gipi tra i candidati allo Strega – polemiche sulla distinzione tra letteratura e fumetto, dunque tra generi, e tra libri-libri e libri meno libri di altri. Su Dimentica il mio nome, insieme al silenzio di buona parte del mondo del fumetto italiano, è piombato un altro giudizio, che pretenderebbe di essere più sottile, più raffinato: Zerocalcare non è Gipi. Zerocalcare è solo fumetto.   Non è di questo che vorrei parlare qui, o meglio non così, non per partito preso: in questo senso si è già detto e scritto fin troppo, e la mia posizione in merito è diametralmente opposta a quella di chi si ostina a mettere etichette....

Accarezzare l'invisibile

Un giorno, camminavo in montagna con un'amica e sulla neve trovammo il guanto di un bambino, tutto colorato. Allora l'amica mi raccontò che da mesi le capitava continuamente di trovare guanti spaiati. Guanti di piccola taglia, soprattutto. Guanti persi da bambini. Così, mi spiegò, aveva cominciato a raccoglierli, mettendone insieme una piccola collezione.   Questo episodio mi è tornato in mente leggendo una delle storie contenute nel bellissimo Fiabe d'inverno. 13 storie di neve e Natale, recentemente pubblicato da Taschen. Da alcuni anni, Taschen all'approssimarsi delle feste, pubblica magnifiche raccolte illustrate di storie dedicate ai più piccoli: gli scorsi anni sono usciti due volumi che raccolgono una selezione delle fiabe dei Grimm (2011) e di Andersen (2013).     Caratteristica di queste raccolte è proporre ogni storia in una edizione del passato caratterizzata da illustrazioni particolarmente interessanti. L'emerita curatrice di questi volumi è Noel Daniel, a cui si devono l'impeccabile gusto e il sicuro intuito con cui è operata la scelta di testi e immagini. L'ultimo volume è un omaggio allo splendore della stagione invernale e propone 13 storie scritte...

Sarò Charlie

Ovvero: come ho fallito nel disegnare la mia vignetta per Charlie Hebdo

Tavoli | Emiliano Ponzi

Ci sono due tavoli. Il primo si vede subito: è fatto di angoli retti e composti. È un avere le idee chiare e pulite, un fare linee pulite. Un allineamento di pensieri e modi per generare uno spazio dentro al quale gli oggetti si muovono e danzano. Un'interazione fatta di proseguimenti e intersezioni. Una costruzione, precisa e dinamica. Una bella sensazione di rigore ma di fantasia, di movimento e di stabilità.   Dicevano gli antichi, lo dice Michelangelo, lo ripete Munari, che si arriva alla sintesi con un incessante lavoro di analisi, uno sciogliere di nodi, un metodo. C'è una quotidiana classicità nel vizio del fumo, nel metodo preciso per farsi una sigaretta e scegliere con che accendino iniziare la giornata.  Ci sono uno schermo, un portatile aperto, un iPad in un angolo e un telefono. Cerca, disegna, ascolta della musica, senti una voce. Il secondo tavolo invece non si vede subito.   È quello fatto di questi stessi oggetti, leggermente disallineati. Lo schermo che riflette la luce della finestra, una scatola ha il coperchio girato dal lato opposto alla sua gemella, un libro non ha il dorso allineato con...

Il ritorno di Valentina

È nella terza puntata de La curva di Lesmo di Guido Crepax, pubblicata su Linus nel 1965, che entra in scena la fotografa milanese Valentina Rosselli. Capelli tagliati a caschetto, sinuosa, elegante, disinibita, con lunghissime gambe, Valentina prende immediatamente il posto del protagonista della storia a fumetti, il critico d’arte e investigatore dilettante Philip Rembrandt, alias Neutron, suo fidanzato, fornito di una particolarità: possiede uno sguardo che paralizza, rallenta o blocca lo scorrere del tempo. Sono trascorsi quasi cinquant’anni e Valentina ritorna. O forse non se n’è mai andata, dal momento che è lei il personaggio femminile dei fumetti più famoso d’Italia, e non solo. L’editore Mondadori distribuisce in edicola in questi giorni l’intera opera di Crepax con il titolo Guido Crepax – Erotica. Il primo volume s’intitola Venere in pelliccia. Eros e Psiche (€ 9,99): cartonato, di 21 x 26 cm. Nelle stesse settimane s’è aperta a La Spezia, presso lo Spazio 32, centro culturale per i ragazzi con biblioteca specializzata in fumetti, una mostra di venti tavole originali e...

Quando una gallina ha mal di denti

Quando una gallina ha mal di denti   Nell'ultimo fumetto di Zero Calcare, Dimentica il mio nome, (Baopublishing 2014), Lady Cocca, madre-chioccia del protagonista/autore ritratta da sempre con impareggiabile umorismo, trova il suo grande riscatto. Se è inabile alle moderne tecnologie, di certo sa come cavarsela, al contrario di suo figlio, al cospetto delle tragedie della vita e della Storia.   Zero Calcare, Dimentica il mio nome, Lady Cocca, 2014   Walt Disney, Robin Hood, Lady Cocca, 1973       Che questa grossa e pragmatica gallina bianca, rubata alla versione Disney di Robin Hood (1973), mostri un coraggio da leone conferma la memorabile battuta: “Non c'è niente di più risoluto di una gallina con un piano”, tratta dal bellissimo Galline in fuga (Chicken Run, regia di Nick Park, Peter Lord, 2000), lungometraggio animato in cui le abitanti di un pollaio lager gestito dalla temibile Miss Tweedy, capeggiate dalla loro leader Gaia, si rivelano capaci di una vittoriosa ribellione. Questo per dire che, come tutti gli stereotipi, frutto di scarsa fantasia e deficitaria osservazione della realt...

BilBolBul Memory

"Cerco di non lasciarmi scappare niente di quello che sento potrebbe servirmi" M. Fior     "Cinque euro?! Devo pagare cinque euro per vedere 10 mq di mostra??". "Sì, il biglietto è valido per la visita al museo della musica, la mostra di Canicola-Germania è ospitata nel Palazzo Sanguinetti". La piccola mostra collettiva è di sette giovani fumettisti e illustratori che spaziano tra l'astratto, il surreale e il fantastico, dal comico all'introspettivo, tra il bianco e nero e l'esplosione mai solare dei colori, con matite, tempere, acquerelli, serigrafia e risograph. Le loro storie sono riunite nel volume monografico Canicola Germania.     All'uscita tanto vale dare un occhio al museo della musica: un’illuminazione. Nella Sala delle Arti i libri per musica di fine Quattrocento sembrano giochi grafici e gli strumenti dei secoli XVI e XVII (liuti, flauti, violini, ghironde, serpentine, corni, cornetti, tiorbe) una danza delle forme. Il fumetto bussa alla porta dei luoghi dell'arte e della cultura, chiede ospitalità e relazione.     Sulle tracce della...

Edo Chieregato: La sfida di Canicola

Un dato è innegabile. Negli ultimi anni il panorama dell'editoria italiana dedicata al fumetto si è fatto sempre più ricco e frastagliato. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Edo Chieregato, fra i fondatori della bolognese Canicola, realtà fra le più significative sul piano non soltanto nazionale ma anche europeo e mondiale, che da dieci anni lavora con grande attenzione su artisti e proposte che sfidano convenzioni e generi.     Possiamo partire dal principio, dal quadro anagrafico e di contesto. Quando e come nasce Canicola ?   Dieci anni fa a me e Andrea Bruno è venuta la voglia di fare una rivista di soli fumetti che riunisse disegnatori laterali dalla forte personalità, distanti dalla parola d’ordine “graphic novel” e non ancora conosciuti (metà degli autori storici non avevano sostanzialmente ancora iniziato a fare fumetti). In quegli anni editori per lo più di area bolognese (Black Velvet, Coconino press, Kappa edizioni) stavano portando avanti un buon lavoro di traduzione di romanzi a fumetti, ma noi eravamo interessati alla dimensione del racconto breve e...

Heidi vs Peppa Pig

Heidi è ritornata in tv per spodestare Peppa: e ci sta progressivamente riuscendo. Le puntate della serie sono, infatti, trasmesse, due volte al giorno, negli orari di punta della programmazione di Cartoonito, conquistando i piccoli telespettatori ormai troppo cresciuti per la programmazione di Rai YoYo. C’è, infatti, una sottile linea d’ombra che divide il mondo dei piccoli spettatori del noto canale Rai da quello degli spettatori di Cartoonito, una treanniemmezzità che chiede al mondo (e alla fiction!) scenari e trame più complesse e articolate di quelle fin qui digerite. Ed è a questa volontà che Heidi, ritornata in tv, con le sue caprette e il suo nonno zoticone viene chiamata a rispondere.     La storia di Heidi è un classico della letteratura per l’infanzia da oltre centotrent’anni. Il romanzo della scrittrice svizzera Johanna Spyri che ne propone per la prima volta le avventure viene, infatti, pubblicato nel 1880 e diventa velocemente un riferimento essenziale per la gioventù tedesca del tempo, in un contesto continentale in piena e galoppante industrializzazione. Natura incontaminata, montagna, pascoli e caprette vengono, allora, arruolati contro la città e la...

Ferriera, storie dappertutto

Ferriera è il ritratto di un uomo attraverso lo sguardo di una figlia. La prima immagine è la carta di identità di Mario Valentinis, classe 1928, operaio in fabbrica a Udine fin da adolescente, a quattordici anni orfano di padre per un incidente sul lavoro, emigrante in Australia come bracciante agricolo dal 1960 al 1963 e attrezzista laminatoio in fonderia fino agli anni settanta.     Ferriera è anche l’immaginario di una donna che dà forma alla consapevolezza di se stessa attraverso le storie di famiglia. Girando pagina c’è Pia Valentinis, di spalle e sola alla scrivania, che guarda una tavola del fumetto che sta illustrando.     

Una relazione complessa quella tra Mario e Pia, fatta di poche parole, di vergogna e fascino.     

Mario era “un operaio, una persona semplice e fin troppo diretta”, “di umore imprevedibile” che “peggiorava quando beveva”, che sapeva “di sudore, fatica, vino, nazionali senza filtro, ferro infuocato e fumo oleoso”. Un uomo duro e a tratti rabbioso. Non sopportava la disonestà e l’...

Gipi. unastoria

Una storia: quella di Silvano Landi, scrittore in crisi coniugale, d’identità e d’ispirazione che soffre senza un motivo preciso ma si appassiona alla “storia bellissima” del bisnonno Mauro, ricostruita attraverso le lettere spedite alla famiglia dal fronte della prima guerra mondiale.       L’altra storia: quella di Mauro, giovane soldato, sprofondato nel buio e nell’attesa delle trincee nel 1918, che è tenuto in vita dall’amore per la moglie e il figlio e dal ricordo intenso dell’albero del bosco vicino a casa, dove, abbracciati al sole, potevano guardare liberamente il cielo.   Una storia nascosta, quasi marginale e dimenticata, di una figlia che assiste disarmata alle difficoltà di un padre cinquantenne, finito in una clinica perché capace di entrare in relazione più con un passato lontano e incomprensibile che con lei. Una figlia che si allontana con rabbia dalla sofferenza di un abbandono e che rivendica il diritto di stare nel presente e di guardare a ciò che esiste.       Tre uomini che non comunicano tra loro. Tre generazioni...

Primo Levi, uno e bino

Una stella tranquilla è un racconto di Primo Levi che apre la sezione “Futuro anteriore” del suo libro narrativo, Lilít, pubblicato nel 1981. Si tratta di un racconto strano. Inizia con la descrizione di un universo molto lontano e di una stella. Poi la voce narrante s’interrompe e comincia a discettare su tre aggettivi attribuiti al corpo celeste appena evocato: “grande”, “calda”, “enorme”.     Come si fa a descrivere qualcosa che sfugge alle dimensioni umane?, si chiede il narratore. E spiega come la definizione di grande o piccolo appartenga alla storia delle idee e delle percezioni dell’uomo. Poi di colpo cambia ancora marcia, e torna a raccontare, non senza aver riflettuto sul raccontare stesso, di una stella. Per qualche riga ancora la storia si mantiene su un tema astrofisico, sul fatto che la stella si sia trasformata in una “nana bianca” per via del suo consumarsi interno: brucia. Prima di entrare in una dimensione fiabesca – Levi evoca un antico astronomo arabo che l’ha osservata per molta parte della sua vita – parla della stella come se fosse una...

Super graphic

A prima vista Super graphic – a visual guide to the comic book universe (Chronicle, 2013) di Tim Leong potrebbe sembrare un libro esclusivamente per i nerd del fumetto appassionati di supereroi, come rivela la libreria dell’autore in cui predominano il blu dei DC comics, il rosso della Marvel e il giallo pallido di Vertigo, in mezzo a un arcobaleno di editori commerciali e indipendenti.       In realtà Super graphic si muove tra tutti questi colori per “divertire e informare” su argomenti complessi e assurdi del mondo del fumetto, esplorando la forma di grafici, tabelle, mappe, diagrammi e timeline, dalla prima all’ultima pagina. È proprio l’unione di infografica e fumetto, entrambi rappresentazioni visuali, a rendere il libro una guida trasversale, attraente e utile sia per chi ama le serie Marvel e DC, sia per chi è vicino al panorama più indipendente delle graphic novel, dall’America all’Europa passando dai manga.   Un manuale per nulla freddo e didascalico, ma esplosivo nei colori e originale nel mischiare analisi di storia del costume, della grafica e dell’...

Ciao! Sono la Stefi

C’ero anche io tra le migliaia di bambine che alle elementari aspettavano ogni settimana le strisce della Stefi sul Corriere dei Piccoli, pubblicate regolarmente dal 1976 e oggi ospitate di tanto in tanto dal Corriere della Sera.   Ciao! Sono la Stefi, Grazia Nidasio, Rizzoli 1978 Lucy e Mafalda erano bambine troppo adulte per i miei gusti.   Linus, anno X, numero 1, Milano Libri 1974   I cento volti a fumetti di Pierino la Peste, Marcelo Ravoni e Valerio Riva (a cura di), A. Mondadori Editore 1972 pag. 70 La Stefi, invece, era una bambina vera: Stefi Morandini, otto anni, una famiglia tradizionale ma aperta e affettuosa, due fratelli adolescenti (il Cesare e Valentina), Ubu, il cane, la nonna, molti amici e compagni di scuola, Eziomaria il preferito.
Una bambina a cui viene la febbre alta, che ha il terrore del dentista, che non riesce a imparare le poesie a memoria e non capisce nulla dei test di intelligenza, che scappa di casa dopo una sgridata finché la nostalgia la riporta in un lampo tra le braccia della mamma.   La Stefi odia le smancerie, vorrebbe saper fischiare e fare il muratore, giocare a calcio con i maschi, senza per...

Tavoli | Olimpia Zagnoli

Il tavolo di Olimpia Zagnoli è affollato di cose invisibili.   Tutte quelle che ci si aspetterebbe di trovare sul tavolo di un illustratore e che invece qui risaltano per la loro assenza. Ovviamente sono presenti alcuni strumenti di lavoro, ordinatamente riposti in un mug, e sono praticamente quegli stessi che si trovano raffigurati sull'astuccio in alto a sinistra. Poi, sul vassoio di metallo accanto al calorifero, ci sono alcuni oggetti fra cui una calcolatrice a cuore, una candela, una grande confezione di fazzoletti di carta, forse del collirio, un tubetto di crema per le mani, un rotolo di scotch, e una sfera fatta di elastici.   Fra le cose invisibili ci sono anche quelle virtuali che stanno nel computer e nella tavoletta grafica. A queste non si ha accesso, se non a quella sola che, nel momento in cui la foto è stata presa, si manifestava sullo schermo: l'immagine di un uomo minuscolo di fronte ai grandi tasti di un pianoforte. In basso a sinistra, ci sono poi due quaderni, immagino sketchbook, e al centro un foglio A4 con uno studio per una illustrazione. Accanto, a sinistra, un foglio di carta quadrettata con due parole scritte a mano....

Nostalgia di Barbapapà

I Barbapapà, proprio come lo zucchero filato che dà loro il nome, sono vintage. Lo sono fino al midollo (ammesso che ne abbiano uno!). Sono così vintage che Roberto Vecchioni ne continua a cantare la sigla. E proprio per questo li amiamo, e amiamo il fatto che, insieme a Peppa e ai suoi amici, il palinsesto di Rai YoYo, tra gli altri, li riproponga senza sosta ai nostri bimbi. I Barbapapà sono, infatti, stati già propinati in tv a noi genitori adesso alle prese con l’educazione televisiva dei nuovi venuti. La qual cosa, a ben guardare, potrebbe essere considerata persino un vantaggio, permettendoci di capitalizzare su un inaspettato collante generazionale: “questo cartone lo guardavo anche io quand’ero piccolo!”.   Ma andiamo con ordine. I Barbapapà sono francesi (vintage!), nascono dalla matita di Annette Tison e Talus Taylor proprio all’inizio dei Settanta (vintage!). A partire dal successo del fumetto, ne viene realizzato un lungometraggio “Le avventure di Barbapapà”, frutto di una cooperazione fra Olanda e Giappone. Successivamente, arriva la serie animata stavolta esclusivamente giapponese, che li farà conoscere in Italia oltre che in tutto il mondo, determinandone il...

Glyn Dillon. Il Nao di Brown

Pubblicato da SelfMadeHero nel 2012 dopo quattro anni di lavoro, è uscito per Bao Publishing Il Nao di Brown di Glyn Dillon, poliedrico autore inglese di storie e immagini per tv, cinema, fumetti e giocattoli.
 La copertina è l’anima del libro: la biografia emotiva, gialla-rossa-nera-bianca, di una giovane donna con la testa imprigionata in una lavatrice, in attesa di vivere liberamente il suo presente (in inglese Nao si pronuncia now, come si legge sul display). 
     Nao è bella e attraente come Valentina di Manara. Capelli neri e lucidi, sempre di corsa in bicicletta e vestita di rosso, tranne nella fotografia in prima pagina che la ritrae a tredici anni con maglietta gialla e occhiali da sole.     Tutto nella sua vita appare bi-colore e incompatibilmente diviso a metà.
 È una hafu: inglese di madre e giapponese di padre, figlia di genitori divorziati. 
Dietro l’ironia e l’espansività protegge un segreto: affetta da sindrome di OCD (Obsessive-Compulsive Disorder), la sua testa esplode in improvvisi pensieri omicidi che progressivamente inondano di rosso le pagine.  ...

Il beneficio dell'inventario

Da tempo Balloon aspettava il libro giusto da cui prendere il volo. Finalmente un’illuminazione: Il beneficio dell’inventario di Giuda, “Geographical Institute of Unconventional Drawings Arts”, casa editrice di Ravenna nata del 2011 per “indagare il tradimento delle immagini” attraverso fumetto, illustrazione, poesia e critica d’arte.    Il beneficio dell’inventario, Liliana Salone (illustrazioni) e Marco Lobietti (testi), Giuda edizioni 2013.   Il beneficio dell’inventario non si limita a essere un’irregolare graphic novel ma è un gioco visivo, destabilizzante e poetico, che invita a scoprire la narrazione per immagini. Una chiave di lettura, o un punto di svolta, anche per il progetto Giuda.     È il catalogo, verosimile e immaginario, dei beni del pittore romantico Caspar David Friedrich, custoditi nella casa sull’isola di Greifswalder Oie nel Mar Baltico, per mano di Vasily Zhukovsky, incaricato nel 1907 dal tribunale di Lubecca di classificarli e stimarne il valore per gli eredi.
     La narrazione si muove tra le lettere scambiate...