Scritture

Comics sotto l'ombrellone

Ultime battute d'estate. Niente di meglio dunque per godersi questo ultimo scampolo (o inizio tardivo) di vacanza, che tuffarsi nella lettura di un fumetto. Qui per voi alcuni fra i libri più belli e significativi usciti in questi ultimi mesi.       L'arabo del futuro, di Riad Sattouf Rizzoli Lizard 2015   Riad Sattouf è certamente un artista poliedrico: fumettista pluripremiato, regista cinematografico (vincitore ai Cesar con l'opera prima Les Beau Gosses), collaboratore di Charlie Hebdo fino al 2014 con la striscia La vita segreta dei giovani. Con il libro a fumetti L'arabo del futuro Sattouf decide di affrontare la propria storia personale. Nato nel '78 a Parigi da madre francese e papà siriano, Riad passerà la propria infanzia fra la Libia di Gheddafi, l'Algeria...

L’equivoco del graphic novel

Graphic novel, ossia romanzo grafico: da qualche anno questa nuova, ancorché vecchia definizione si è imposta con tale forza che non c’è libreria di varia senza uno scaffale dedicato alle nuvole disegnate. Ma se già ben prima che questa espressione si imponesse le librerie più fornite non esitavano a ospitare di tanto in tanto qualche bel fumetto, va aggiunto che la storia del graphic novel comincia nel non più vicinissimo 1978, in corrispondenza della pubblicazione di quel che è unanimemente considerato il primo romanzo grafico, quel A contract with God di Will Eisner che in realtà fu una raccolta di quattro racconti brevi del celebre fumettista statunitense. Will Eisner, A Contract with God È opinione comune che la differenza fondamentale tra i fumetti e i graphic novel...

Primo Levi come prisma

Anche per la mia insegnante di scienze naturali la chimica era un testo di chimica, e basta. Era le pagine di un libro. Non aveva mai toccato in vita sua un cristallo o una soluzione. Era un sapere trasmesso da insegnante a insegnante, senza mai un collaudo pratico. C’erano le esperienze in aula, ma erano sempre le stesse. Mancava assolutamente tutto quello che è inventivo in queste cose […]. [Mio padre] il cannocchiale non me l’aveva comprato, ma un microscopio da 250 ingrandimenti sì, con il quale organizzavo spettacoli «classici», una soluzione di allume per vedere i cristalli... Avevo una macchinetta da proiezione del Pathé Baby, a passo ridottissimo: invitavo i miei amici, e mettevo il vetrino al posto della pellicola, si vedevano...

José Revueltas. Le scimmie

Nel 1791, Jeremy Bentham immagina e progetta il panopticon, versatile struttura disciplinare di correzione a visibilità totale in cui alloggiare i reprobi, i corrigendi o gli agitati lungo il perimetro di un cerchio fatto di celle soggette al vigile sguardo di un gabbiotto posto invece al centro del cerchio stesso, là dove un’occulta e forse illusoria sentinella, per mandato del potere anonimo e onnipresente che la dirige, agisce una continua opera di controllo tramite uno sguardo evanescente che vede ma non è visto. Come noto, il panopticon venne poi discusso nelle sue ragioni, in tempi più recenti, da Michel Foucault. Questi, in Sorvegliare e punire (trad. it. di Alcesti Tarchetti, Einaudi 1993), ne parla come un luogo ideale in cui si condensano i...

Dialetto e lingua scritta nella letteratura

Babel 2015 (Bellinzona, 17-20 settembre) Le letterature della Svizzera   Nel 2015 il festival Babel è svizzero: dieci anni di viaggio attraverso le lingue e le letterature mondiali ci portano sulla soglia di casa e, come dopo ogni viaggio, quella soglia è diversa. Entriamo. C’è una forte tensione tra le lingue, tra lingua e dialetti, tra oralità e scrittura, che sta dando risultati letterari senza precedenti. Perché la lingua della Svizzera è la traduzione, e per essere viva deve ascoltare e farsi interprete delle voci della sua confederazione di culture: il tedesco e i suoi dialetti svizzeri, l’italiano e il francese, il romancio e le lingue dell’immigrazione, le varie ibridazioni del parlato – tutte chiavi per...

Giani Stuparich. Memoria bellica

“3 giugno. Stazione del Campo di Marte. Albeggia. Le colline in vasto cerchio verde e azzurro stanno dentro un cielo purissimo. Dai vagoni tanfosi saltan giù soldati sbattuti e sudici”. Giani Stuparich (1891-1961), triestino, suddito disertore dell’Impero Austro-Ungarico, volontario nell’esercito italiano, andando al fronte, passa da Firenze, città in cui ha studiato e fatto le prime prove di scrittore, insieme al fratello Carlo e all’amico Scipio Slataper. Dei tre sarà l’unico a tornare e quello a cui toccherà il compito complesso della memoria di un sodalizio di affetti, politica e letteratura. Alla permanenza al fronte nei momenti tremendi del conflitto, egli ha dedicato il notevole Guerra del ’15 (1940, ripubblicato...

I documenti di Alejandro Zambra

“A volte la vita”, afferma Julio Ramón Ribeyro (1929-1994), “si compiace di offrirci compendi allegorici della realtà o, meglio, citazioni magnificamente scelte dal grande testo della storia che viviamo” (Scritti apolidi, La Nuova Frontiera, trad. a cura di Gina Maneri, p. 25). Qualche riga prima, in un altro dei frammenti contenuti in questo zibaldone che, per la sua unitarietà, pare un diario, scrive: “Dato che siamo imperfetti, la nostra memoria è imperfetta e ci restituisce soltanto quello che non può distruggerci” (p. 24).   In altre parole, di nuovo le sue, ma stavolta parafrasate: del dolore e del piacere si può avere il ricordo, tuttavia, non siamo in grado di ricostruire la sensazione di quel...

Jack Frusciante è tornato nel gruppo, peró intanto Fuori piove

C’era una volta il vecchio Alex che leggeva Due di due dell’Andrea De Carlo, correva in sella alla bici con l’energia disperata d’un Girardengo e via giù a precipizio per la Saragozza avenue. Il vecchio Alex scriveva con l’uniposca la bella scritta Clash City Rockers in caratteri gotici sull’asse di un cesso, mentre Martino viveva nella tana pubblicitaria delle Timberland con poster, libri, dischi, vestiti e videocassette dappertutto. C’erano una volta le telefonate degli amici che iniziavano per “Casa D.?”, poi c’erano quel kranio elettriko del vecchio Hoge e i compagni dei pomeriggi nichilisti, del mal di testa cyberpunk e delle notti da cani giovani. C’erano le amichette della confraternita delle Semprevergini in...

Hip Hop Family Tree Vol. 1 di Ed Piskor

25 anni fa ci avrebbero scommesso in pochi. Il rap nel nostro paese all'inizo degli anni '90 era un fenomeno relativamente di nicchia, parzialmente politicizzato e militante, che vedeva in fenomeni quali Jovanotti o Articolo 31 blande declinazioni meainstream che per il grande pubblico poco o nulla avevano a che fare con le radici profonde di quel fenomeno musicale e non solo nato sul finire degli anni settanta negli Stati Uniti. Oggi il rap è uno dei generi più ascoltati e seguiti dagli adolescenti italiani – come del resto da quelli di tutto il mondo – con una scena che nelle modalità e nei generi rispecchia in tutto e per tutto,  non senza una buona dose di vuota emulazione, trend e mode che arrivano da oltreoceano.     La...

Luoghi comuni: Padani

“Quel pidocchio lì, che tra l'altro poi ho pensato non era neanche un pidocchio non era, che infatti mia sorella m'ha detto sarà mica una bacca che la Giovanna ha preso su in bicicletta a Cavezzo. Il fatto è che se lo sapevo che non era un pidocchio neanche stavo lì a ripensare a quel racconto russo pieno di pidocchi e pensavo magari alla Giovanna, un po' m'innamoravo anche. Perché te a volte pensi delle robe che non sono neanche quelle che dovevi pensare e perdi solo un gran tempo. Oh, non è che io c'ho un gran daffare, che intanto m'era venuta una depressione ma una depressione che non rispondevo neanche più ai miei amici giù a Novellara e stavo lì chiuso in casa a saltellare in cucina sulle...

Solaris

Svariati sono i punti in comune fra Stato di minorità di Daniele Giglioli e I destini generali di Guido Mazzoni, due tra i primi titoli della nuova collana di Laterza «Solaris»: denominazione – sia detto per inciso – assai impegnativa, che attraverso l’omaggio a Stanisław Lem (più che a Tarkovskij o a Soderbergh) si pone nella prospettiva di interrogarsi su un pianeta misterioso e indecifrabile, quale per molti aspetti è diventato ormai, nella coscienza comune, il nostro mondo.   Innanzi tutto va detto che in entrambi i casi si tratta di letture insieme affabili, eleganti e istruttive, che sollecitano riflessioni di ampio respiro partendo – secondo i canoni del genere saggistico – da impostazioni dichiaratamente...

Qualcosa di personale sulla lingua

Babel 2015 (Bellinzona, 17-20 settembre) Le letterature della Svizzera Nel 2015 il festival Babel è svizzero: dieci anni di viaggio attraverso le lingue e le letterature mondiali ci portano sulla soglia di casa e, come dopo ogni viaggio, quella soglia è diversa. Entriamo. C’è una forte tensione tra le lingue, tra lingua e dialetti, tra oralità e scrittura, che sta dando risultati letterari senza precedenti. Perché la lingua della Svizzera è la traduzione, e per essere viva deve ascoltare e farsi interprete delle voci della sua confederazione di culture: il tedesco e i suoi dialetti svizzeri, l’italiano e il francese, il romancio e le lingue dell’immigrazione, le varie ibridazioni del parlato – tutte chiavi per accedere,...

Immagini nutrienti

Il testo è tratto dalla dal primo volume della collana IMM, Not Straight. Documento, piega, inganno, a cura di Elio Grazioli e Riccardo Panattoni, Moretti&Vitali editore.     Si dice da ogni parte che viviamo nell’epoca e nella società delle immagini, il che vuol dire non solo che ne siamo immersi ma anche che viviamo della società delle immagini, che ce ne nutriamo, che le immagini sono il nostro cibo quotidiano. Ma che cosa significa nutrirsi di immagini? Che cosa ci danno in pasto? Che cosa mangiamo di esse?     Quello della fotografia è un bacio di Giuda, dice Joan Fontcuberta, proprio quando cerca di farti credere di essere oggettiva e documentaria, ti sta tradendo e consegnando agli imbrogli della manipolazione....

Una filosofia della fotografia

Nel breve saggio Für eine Philosophie der Fotografie (1983) ci sono, in nuce, già tutte le intuizioni che si pongono a fondamento della teoria delle immagini tecniche in seguito sviluppata in Ins Universum der technischen Bilder (1985).   La macchina fotografica è il primo apparato – ripete spesso Flusser – anche se quest’affermazione va presa con il beneficio di un certo grado di approssimazione, l’approccio dell’archeologia dei media potrebbe infatti rivelare numerosi predecessori della macchina fotografica, tutti legittimamente aspiranti allo status di “primo apparato”. Al di là di possibili genealogie, ciò che si può affermare senza paura di essere smentiti è che la macchina fotografica...

Edgardo Franzosini. Sul Monte Verità

Degli amici chiedono ad Apollodoro dei sette discorsi intorno all’amore e alla verità pronunciati a casa del poeta tragico Agatone. Sulla stessa storia Apollodoro è già stato interrogato da Glaucone, stimolato da un tale che l’aveva sentita da Fenice, figlio di Filippo. Sia ad Apollodoro che a Fenice la storia era stata raccontata da un certo Aristodemo, testimone, lui sì, diretto, del convivio tenutosi a casa di Agatone.   Arrivati a questo punto, ci si potrebbe domandare: cosa c’entra una sintesi tanto ingarbugliata della cornice narrativa del Simposio platonico con il romanzo Sul Monte Verità? La risposta sta in due luoghi, uno materiale e l’altro ideale, posti tuttavia sotto lo stesso dominio, quello appunto del nuovo...

Obliquity. «Quel malessere oscuro del cuore»

Ci dev’essere una latitudine che scorre nelle vene delle narratrici delle aree settentrionali di Europa e America: quelle comunità in qualche modo ibernate nelle loro orgogliose tradizioni, le tante province che pullulano tristemente lontano da Londra o New York, le sere fredde, le notti gelide, gli stivali che scrollano la neve ghiacciata all’ingresso di accoglienti tane domestiche. Come in Fargo, il film dei Coen e la serie tv da loro prodotta. Non sono donne diverse da noi, uomini o adolescenti diversi da noi, ma è come se in quella latitudine non lontana dal freddo polare tutti fossero un po’ più feroci e insieme affettuosi di noi. Se sei solo sei solissimo, se sei triste ti suicidi, se ami tua madre e tua sorella le ami e sei amato tantissimo...

1961. Pasolini in India ovvero questa enorme folla vestita praticamente di asciugamani

1. (mappa)       La Malabar Hill con le sue palazzine residenziali degne dei Parioli (p. 8) un paesaggio da cartolina esotica dell’ottocento, da arazzo da Porta Portese (p. 10) Sundar viene da Haiderabad, dove ha la famiglia; cerca fortuna a Bombay, come un ragazzo calabrese può venire a Roma (p. 12) a Bombay, con chilometri di strada nelle gambe, camminavo per il lungomare… imparando a conoscere passo per passo quel nuovo mondo, così come avevo conosciuto passo passo, camminando solo, muto, la periferia romana (p. 19) gli uomini obbedivano alla donna anziana, pazienti e subordinati… questa situazione non mi era nuova: anche tra i contadini friulani succede qualcosa di simile, in certe usanze rustiche, sopravvissute al paganesimo (p. 22) eppure gli indiani si alzano...

Patrick Leigh Fermor e la letteratura di viaggio

La rilettura del dittico di Patrick Leigh Fermor, Tempo di regali e Fra i boschi e l'acqua (Adelphi 2009 e 2013 rispettivamente) mi ha fatto venire in mente una domanda stuzzicante: è ancora possibile — e in cosa consiste di preciso — una letteratura di viaggio?   In un certo senso non c'è opera migliore di questi due libri per porre e inquadrare la questione. Nell'autunno 1933 il diciottenne Fermor si mette in viaggio verso l'Europa dopo un'adolescenza complicata e ribelle: sbarcato dalla patria Inghilterra in Olanda, il suo piano è di attraversare il continente a piedi fino a raggiungere Istanbul. Cominciano così oltre seicento pagine, fra i due volumi, dove sfilano di fronte ai nostri occhi le pianure gelide dei Paesi...

Donne inadeguate

Dietro la storia de Le piene di grazia (Rizzoli 2015) sembra di cogliere gli echi delle molte donne vittime di violenza. È un grido forte, ma composto. Il silenzio delle pinete e il frinire delle cicale nascondono un terribile segreto, ma il suono dei lamenti risulta ovattato dalla bellezza del paesaggio, da una piccola comunità apparentemente integra e inoffensiva. Ritornano in mente i lucenti campi di grano tra i quali era imprigionato il bambino-ostaggio del celebre Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. L’ambientazione del romanzo infatti rassicura e spaventa contemporaneamente; è lo specchio di un' Italia del sud chiassosa e stereotipata che preferisce celare i suoi soprusi nel silenzio dell’omertà.   La realtà tratteggiata dall'autrice da una parte si rivela una piacevole...

Animali domestici e squali equilibristi

Animali domestici (Adelphi 2015) di Letizia Muratori e L’equilibrio degli squali (Einaudi 2008) di Caterina Bonvicini sono due romanzi le cui autrici appartengono a una precisa generazione, quella delle nate negli anni Settanta e, almeno dal punto di vista anagrafico, inevitabilmente figlie di un periodo storico cruciale cui entrambe le trame di questi libri fanno riferimento in modo indiretto.   Che siano figlie di padri inutili come la dolce Chiara ritratta da Muratori, o figlie di madri peggio che problematiche come quella di Sofia, protagonista del romanzo di Bonvicini, è comunque l’ottica dell’eterna figlia quella con cui le protagoniste di questi due racconti tentano di restituire a chi legge, attraverso linguaggi molto diversi tra loro, una sorta di...

I racconti di Felisberto Hernández

Fino a pochi anni fa, in Italia, dell’uruguaiano Felisberto Hernández (1902-1964) avevamo letto soltanto la raccolta di racconti Nessuno accendeva le lampade, tradotta per Einaudi nel 1974 da Umberto Bonetti e rapidamente scomparsa dagli scaffali delle librerie. Dopo un lungo periodo in cui l’autore è stato relegato all’angustia delle attenzioni specialistiche degli amanti inveterati delle lettere rioplatensi, Hernández conquista nuovo spazio e (si spera) nuovo pubblico grazie all’editore romano La Nuova Frontiera che, negli ultimi tre anni, ha proposto una nuova edizione di Nessuno accendeva le lampade (2012, stesso titolo ma diversa composizione del volume Einaudi del 1974, in cui apparivano anche racconti che non fanno parte originariamente...

Giulio Milani. La terra bianca

Ha tutto inizio a milletrecento metri di quota, nel corso di una inattesa tormenta di neve, quando si tiene un incontro organizzato dall'Archivio Germinal sul tema del Terzo valico e del Tav. Sono gli anarchici a organizzarsi sull'emergenza cave. Con le prime piogge, nelle città gemelle di Massa e Carrara si era manifestato il fenomeno dei fiumi bianchi, conseguenza dello sversamento della "marmettola", residuo industriale del marmo estratto lì, nelle Alpi Apuane, alta Toscana, terra di confine, una delle aree più inquinate d'Italia, anche a causa delle polveri sottili prodotte dal traffico incessante dei camion che trasportano blocchi di marmo grandi come container, e dell'ininterrotto saccheggio della montagna che fa da contorno alla...