Società

Acqua Angelica

Ho 55 anni. Ho trascorso i primi quindici con l'incubo dell'acqua dei cassoni. Faccio fatica a spiegare alle mie figlie adolescenti questa mia esperienza perché ormai i cassoni non esistono più e neanche i locali che li contenevano e che oggi sono diventati superattici o roofloft o semplicemente monolocali abusivi. Invero non è questo il solo ricordo che non riesco a condividere con loro; mi sentii morire quando vidi gli occhi allibiti di mia figlia quando le dissi di tirare la catena. Ci vollero una ventina di minuti per spiegarle cosa intendevo.   Ero bambino e ricordo il dramma della mancanza dell'acqua; normalmente il solerte portiere, si chiamava Spartaco, esponeva un cartello all'inizio della tromba delle scale in cui si annunciava che...

Er nasone de Piazza Madonna dei Monti

Piazza Madonna dei Monti, giù in fondo, a guardia della Suburra. Giulio “er coco” diceva che con l’acqua che sgorga dar nasone viene mejo a pajata. Acqua marcia, sì, acqua marcia c’è scritto sotto al cappello della fontanella che c’ha ‘no zampillo che è più arzillo der sorcio. Sprizza orgoglioso e prepotente che quanno lo catturi in bocca per vendetta te gela er canino, poi svicola e si imbuca nella strozza mentre il gozzo sussulta come un pischello arrapato. Mi sedevo sulla scalinata verso le sedici, quando la calura estiva principiava a smette’ de appiccicà. Stavo lì, a guardare er nasone mentre sputava il getto dritto dritto nel buco. Preciso, sicuro, sempre lo stesso, orgoglioso, eterno, come...

Acqua Pubblica / Dies_

Acqua Pubblica /  Dies_ Secret sound of water. La fontanella del Parco Trotter, a Milano. Viaggio sonoro a ritroso da una fontanella urbana verso le canalizzazioni metalliche sotterranee, per ritrovare la fonte originale.   Secret sound of water 2 by doppiozero

Trieste - Dakar

Un semplice marciapiede, una passeggiata tra il mare e la montagna, divise fra loro da una strada trafficata in mezzo alla città. Barcola, quartiere di Trieste, è, per i locali, un sogno mitteleuropeo dove tra ragazzini in skate e vecchie signore bruciate dai raggi del sole si incontra tutta la popolazione che cerca di accaparrarsi la luce e distrarsi dal lungo inverno. Da aprile a ottobre i triestini, armati di asciugamani, creme solari, materassini colorati si accoccolano, stretti come sardine, uno accanto all’altro in quel tratto di marciapiede che ai loro occhi pare Saint Tropez. Nella pineta antistante, famiglie intere si accampano, organizzatissime, con tanto di tavoli per mangiare, amache per riposare, carte per giocare partite di tresette o scopone...

Acqua primo amore

Credo che il periodo del terremoto del ‘76 in Friuli sia stato uno dei momenti più felici della mia vita. La mia terra era in ginocchio, il dolore e la morte più reali e brutali che mai, ma non mi sfioravano minimamente. Vivevo in una mia bolla euforica lontana galassie da quel che stava succedendo. Ero innamorato, e il mio amore corrisposto. Del resto non mi importava nulla. Avevo la fortuna di non essere toccato personalmente dalla tragedia, e così nessuno dei miei amici. Non provavo la minima paura. Dopo i primi scossoni, che avevano mandato all'aria vite e case come briciole ai passeri, continuavano a manifestarsi frequenti lievi scosse di assestamento che facevano impazzire di paura la gente. Non me. Poteva succedere in piena notte, ed ecco che la...

La farfalla / C'era una volta una fontana

La farfalla   Quando tira il ghibli a Tripoli non c’è scampo, è vero, ma l’errore era stato uscire alle due di un pomeriggio d’agosto. Laila camminava come un’ubriaca, a zig zag, per restare sempre all’ombra, da un balcone ad una palma, da una musharabia ad un portone, fermandosi a riprendere fiato sempre più spesso. A tratti doveva tirare il barracano bianco che le si incollava addosso, le aderiva sulle testa, sulle guance, fra le gambe. Sotto gli occhi era macchiata di kajal e dietro, sulla nuca, di hennè. I bracciali ai polsi e alle caviglie non tintinnavano più, bollenti, scivolavano sulla pelle bagnata, su e giù ad ogni passo, lasciandovi segni neri. I piedi roventi affondavano nell’asfalto...

Raccontiamo insieme le fontanelle d’Italia

In occasione dei referendum del 12 e 13 giugno, doppiozero partecipa con entusiasmo alla campagna in favore dell'acqua pubblica invitando i lettori a inviare un testo che racconti di una fontanella pubblica che sta loro a cuore in territorio italiano. Fontanelle scelte come simbolo di vita, d'accoglienza, di pulizia e freschezza, fontanelle come piccoli scrigni di storia, di ricordi. Se l'acqua fosse privatizzata, cosa ne sarebbe di loro?  Ci interessano anche le fontanelle lasciate asciutte così come quelle che non ci sono più, sorgenti sepolte sotto colate di cemento.   Come partecipare Spedite racconti, disegni, foto, audio e video all'indirizzo fontanelle@doppiozero.com Sono benvenuti foto, disegni o brevi filmati delle fontanelle di...

Idee resistibili / Fine dell’istruzione?

Di fronte allo smantellamento dell'istruzione pubblica del nostro paese e alla prospettiva di un futuro per i giovani basato addirittura, parola di ministri della Repubblica, su “lavoro manuale e umiltà”, la risposta più frequente, anche e soprattutto a sinistra, è che l'istruzione vada sostenuta e incrementata perché elemento chiave dello sviluppo economico: più laureati uguale più lavoro, più reddito, più ricchezza per tutti. Il circuito virtuoso tra livello d'istruzione e crescita economica è stato in effetti una delle molle fondamentali dello sviluppo delle società occidentali nella seconda parte del Novecento, la premessa per l'affermazione di quella classe media responsabile della modernizzazione in senso democratico e socialmente responsabile delle nostre società. Ma per quanto...

Desolazione

I paesi lasciati dai loro abitanti non restano vuoti, vengono invasi dalla desolazione. La senti appena arrivi, la senti se fai la scelta di andare in un giorno qualsiasi, non quando c’è la festa del patrono, non ad agosto, quando il paese si abbiglia come un villaggio turistico. La desolazione è una cosa nuova per i paesi. Prima c’era la miseria. Arrivavi e vedevi case fatiscenti, strade di polvere o di fango a seconda della stagione, vedevi i bambini che giocavano tra la merda degli asini e dei maiali, i vecchi con le coppole e le mantelle, le donne con gli scialli, un mondo assai simile a quello mirabilmente descritto da Carlo Levi. E questa visione è durata per millenni, praticamente fino alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso.   Poi la modernizzazione, la rottamazione...

Why Africa?

lettera27 is a non profit foundation born in 2006.  As the name suggests it supports literacy and the right to education.  Its priviledged territory is the African continent. The twenty seventh letter is the missing one, the one that doesn't exist and is stil to be written. We are happy to participate in this project that brings together the analogic and digital culture. It's in the Dna of doppiozero.  With this piece we begin the strict collaboration between our Association and lettera27. Marco Belpoliti, Stefano Chiodi doppiozero Editors-in-chief   Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with...