raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
01.07.2020

(ma non solo) / Luca Maria Patella. Canzoniaere: la poesia

Patella è uno degli artisti più caparbi che abbia mai conosciuto. L’età non l’ha piegato, casomai un po’ raddolcito, è diventato più autoironico, ma non transige su ciò che vuole. E ciò che vuole è “semplicemente” – ci vogliono sempre le virgolette, vero? – che si colga la sua arte così come lui la intende. L’arte per lui è faccenda complessa, un modo di pensare e di essere che se lo si è scelto è perché è diverso dagli altri modi, da quello scientifico o filosofico, o psicanalitico o antropologico o semiologico, e soprattutto perché non è una disciplina tra queste ma il modo di riprenderle tutte, da qui la complessità, rigiocandole a un altro livello, il livello esistenziale: arte e vita. So bene che la formula “arte e vita” fa arricciare il naso a molti, ma c’è poco da esitare: ci deve...

29.06.2020

Genova 1960/1970 / Lisetta Carmi: travestiti e camalli

“O mi metti in copertina o non accetto”.  È il 1972 e la Gitana ride soddisfatta. Ci è riuscita, ha convinto la fotografa Lisetta Carmi a farsi mettere sulla copertina di un libro: a torso nudo, senza reggiseno, con il volto leggermente rovesciato e i capelli cotonati. Lo sfondo della foto? Nulla è davvero a fuoco. La luce è tutta sul suo corpo. Il libro si intitola “I travestiti”. La Carmi inizia a fotografarli nel 1965 durante una festa di Capodanno e per cinque anni non smette di frequentarli. Ne diviene amica e condivide con loro i problemi della vita quotidiana. Impara a conoscerli: Morena, quella che ha ispirato a Fabrizio De André la canzone Via del Campo, “un po’ mamma di tutte, lettrice di “Bolero Film”, e poi Novia, “una ragazzina giovane e bellissima che lavorava in coppia...

28.06.2020

L'ultimo album / Bob Dylan: Rough and Rowdy Ways

“Ah, ma allora ero molto più vecchio, sono molto più giovane adesso” cantava Dylan nel 1964, all’età di 23 anni (“Ah, but I was so much older then, I’m younger than that now”). Il dio Crono in persona deve averlo sentito, e ha pensato: “Vuoi sconfiggere me, il signore del tempo, con le tue canzoncine? Bene, allora per te serberò una sorte speciale. Invecchierai come tutti, ma a ritroso. Diventerai così vecchio che ricorderai tutto quello che è accaduto ben prima che tu venissi al mondo. Assisterai alle guerre dei tempi passati, sarai con Giulio Cesare quando ha attraversato il Rubicone e con le donne troiane quando sono state vendute in schiavitù. E dovrai mettere tutto questo nelle tue canzoncine, altri strumenti non ne avrai”. “Buio non è ancora, ma presto lo sarà” cantava Dylan nel...

28.06.2020

La Castalda e le altre / Fiori: ombrellini e ombrelloni

Bianchi parasoli estivi, talora gialli; con il bel tempo le erbe della famiglia delle Apiaceae (dal lat. apium, sedano) aprono i loro ombrelli di trine. Annuali, biennali o perenni, ve n’è di tutte le dimensioni, esili o giganti, leggere o vigorose. Le maggiori paiono dame ottocentesche a passeggio in merlettate toilettes, alla ricerca di refrigerio lungo strade di campagna o per viottoli ombrosi; le piccole si radunano a frotte come ragazzine ciarliere sui cigli di fossi e prati.    Angelica Il clan è numerosissimo. Ne fanno parte erbe aromatiche e altre che, selezionate, coltiviamo come ortaggi: anice, aneto, cumino, cerfoglio, prezzemolo, sedano, carota, finocchio hanno i loro archetipi in essenze spontanee. Alcune sono note per le loro proprietà officinali, quali l’...

27.06.2020

Terra Alta / Javier Cercas in noir

La letteratura genera letteratura. Questo è particolarmente vero per un autore come Javier Cercas, che sin dall’inizio della sua attività di scrittore s’aggira negli spazi che s’aprono dentro le pagine dei romanzi da lui letti e chiosati, dove ogni storia contiene in potenza altre storie, per cui l’autore finisce sovente per citarle e impiegarle nella propria narrazione. Forse non a caso il romanzo generativo della letteratura spagnola, e mondiale, è il Don Chisciotte, in cui il personaggio principale sembra partorito da uno sbadiglio dei libroni cavallereschi con cui il Cavaliere della Mancia s’è riempito il cervello, come ha scritto Michel Foucault. Il romanzo del romanzo non nasce con la postmodernità, ma è il risultato stesso dell’attività del narrare come dimostrano due capolavori...

27.06.2020

Carteggi amorosi / Kafka e Milena

Lettere, corrispondenze, legami. Abbiamo pensato di attraversare questa estate facendoci raccontare dai nostri autori i carteggi amorosi: letterati, artisti, poeti e pensatori.    La legge fondamentale degli amori di Kafka è questa: molte lettere, pochi incontri. Anzi: moltissime lettere, pochissimi incontri. Con la fidanzata storica Felice Bauer andò proprio così. Un epistolario di oltre ottocento pagine (tutte di Franz a Felice) in cinque anni esatti di tormentata relazione: fidanzamento, sfidanzamento, rifidanzamento, sfidanzamento definitivo (1912-1917) e qualche sporadico incontro a Berlino, Praga, Monaco più due brevi soggiorni insieme a Karlsbad e Marienbad. Non diversamente andò con Milena Jesenská. Un epistolario a stampa di oltre trecento pagine che copre tre anni (...

25.06.2020

Fuggono e se la svignano / Distruggere le statue: una storia antica

Ci sono state fasi del passato in cui si è infierito deliberatamente su affreschi e dipinti: l'Iconoclastia nell’impero bizantino (tra VIII e IX sec.) ed episodi più circoscritti (ad esempio nella Firenze di fine '400, al tempo della predicazione di Girolamo Savonarola). Ma la distruzione delle statue punteggia ancora più fittamente tutta la storia, nel nostro Occidente, e non solo. Vengono in mente filmati recentissimi: le bombe dei Talebani che sbriciolano i Buddha della valle di Bamiyan nel 2001, i martellatori dell’ISIS che frantumano statue nel museo di Mosul in Iraq nel 2015. Rischiamo di vedere solo la superficie di queste scene di distruzione, quasi non ci fosse altro che lo scatenarsi di una violenza insensata. In una situazione rovesciata, nelle vicende seguite all’uccisione di...

24.06.2020

Ogni cosa, ogni sorte, ogni persona / Marija Stepanova, memoria della memoria

Dove inizia e dove finisce il ricordo? E il ricordo è una fotografia che fissa il passato o una fantasia che lo trasfigura? Sono queste alcune delle domande attorno alle quali si muove Memoria della memoria, di Marija Stepanova (Bompiani, 2019). L’opera della scrittrice russa non è definibile come libro che inizia e libro che finisce, ma come organismo mercuriale, che il lettore coglie nella sua letterale interminabilità. Scrive Bruno Schulz rivolgendosi al poeta Lesmian: «[…] Allora siamo come libri. I libri iniziano in un secolo e poi continuano in un altro, terminano chissà dove. Le frasi si rincorrono come lepri. Ma la nuova casa c'è... una casa piena di rami carichi di uccelli variopinti [...] Solo per caso il tuo libro è fatto di parole e ha forma di libro. In realtà è aria che si...

23.06.2020

Modelli alternativi / Le due università. Ipotesi sulla crisi italiana

Cosa mai mi avrà indotto martedì 9 giugno 2020, dopo una giornata trascorsa nella stanza virtuale di una collega per fare commissione di esami (sì, sono ricominciati) e a preparare la prova scritta a distanza del mio appello, che avrei somministrato l’indomani, a trascorrere un altro paio d’ore al pc, per cercare notizie e articoli prima, l’intero documento poi, del cosiddetto “Piano Colao”, il Rapporto del Comitato di esperti in materia economica e sociale licenziato per il Presidente del consiglio e i suoi ministri? E poi a scaricarlo sul mio cloud, a scorrere l’indice fino al paragrafo 4.5 “Istruzione, Ricerca e Competenze fattori chiave per lo sviluppo”, a cliccarvici sopra, ad aprirlo e a stamparlo? Non approfondisco le motivazioni di questo gesto insano perché il mio psicologo in...

22.06.2020

Bergamo e Val Seriana / Medici: danza macabra in Lombardia

Il primo segnale di allarme sulla chat dei vecchi compagni di liceo è del 24 febbraio: è la foto di una mascherina 3M, accompagnata dall’augurio “in attesa di ATS”. La manda Olmo, medico di base dell’hinterland bergamasco. Nei giorni successivi i messaggi s’infittiscono e vi partecipano altri medici, anche ospedalieri; col tempo, su mia sollecitazione, mi verranno inviati via mail resoconti più dettagliati. Il materiale con cui è costruito questo articolo proviene quindi dalle testimonianze di amici dei primi anni ’70, diplomati insieme a me al Liceo Classico di Bergamo.  A qualcuno magari verranno in mente le confraternite studentesche americane ma sarebbe fuori strada: nessun rituale di ingresso, nessun simbolo di appartenenza, nessuna pratica di lobbying fra vecchi sodali. A...

21.06.2020

Mappe semantiche / Leggere nel pensiero

Una notizia è giunta tempo fa negli ambienti profani cui appartiene chi scrive: con i suoi sofisticati strumenti d'indagine e grazie a mappature semantiche (proprio così) del cervello sempre più dettagliate, la ricerca neurolinguistica più avanzata avrebbe ormai a portata di mano il modo di “leggere” le parole che agli esseri umani passano letteralmente per il capo, pur restando prive di manifestazione. Una variante che si dice linguistica e si prospetta come tecnologica dell’eterno sogno di leggere nel pensiero, a patto che questo abbia preso nel cervello la forma di parole. Qui non si sa dire se e quanto l’anticipazione sia affidabile: non si è profani per nulla. Della vita, si ha tuttavia un po’ d’esperienza e in altre occasioni si sono visti circoli che appunto si pretendono (e...

20.06.2020

Il miscredente e il professore / David Hume e Adam Smith: storia di un’amicizia

Per confermare l’alta opinione che aveva Aristotele dell’amicizia, Hume scriveva: “Consentiamo che tutte le forze e gli elementi della natura concorrano nel servire un solo uomo e obbedirgli, consentiamo che il sole sorga e tramonti al suo ordine: il mare e i fiumi scorrano a suo piacimento, e la terra produca spontaneamente tutto quello che gli possa risultare utile o gradevole. Costui sarebbe comunque infelicissimo fino a quando non gli si desse almeno una persona con cui poter condividere la propria felicità e di cui godere la stima e l’amicizia”. Adam Smith, in Teoria dei sentimenti, restringe il fuoco sulla forma più estrema dell’amicizia, quella motivata dalla virtù e dall’eccellenza: soltanto questa, per lui, può “meritare il sacro e venerabile appellativo di amicizia”. Meno...

19.06.2020

Mostra a Milano / Georges de La Tour, L’educazione della Vergine

Suonatori ciechi di ghironda, mangiatori di piselli, ubriachi che litigano; zerbinotti gabbati da bari e donne di mondo che si scambiano maliziosi sguardi d’intesa; soldataglie che giocano ai dadi in una taverna; santi che sembrano contadini, dalle mani grosse, le dita nodose e sporche, che impugnano come armi, o falci o randelli gli emblemi che dovrebbero farli riconoscere; donne con infanti sul grembo o in compagnia di bambine o che deridono il vecchio marito, e altre, che al lume di candela, scarmigliate, con specchi, teschi e grossi libri accanto, sembrano meditare su “trascorsi che non sarà bello tacere”, per dirla con Gozzano. Questi i principali soggetti delle opere di Georges de La Tour, ora di nuovo visibili nella mostra di Milano a Palazzo reale, finalmente riaperta e prorogata...

17.06.2020

Libertà, indipendenza, emancipazione / Giulio Giorello, la parola che infrange i tabù

È un controsenso “ricordare” Giulio Giorello. Perché per tutti quelli che, direttamente o indirettamente, lo hanno conosciuto attraverso i suoi scritti e le sue parole – e le parole erano sempre e soltanto “sue” – Giulio rimane una presenza viva.   In uno dei suoi ultimi libri (L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione, a cura di Pino Donghi, Laterza 2017) Giulio cita un breve passo dall’epopea mesopotamica di Gilgameš, un testo che amava e conosceva quasi a memoria “nella bella versione italiana di Giovanni Pettinato”: “Il prigioniero e il morto come si assomigliano l’un l’altro!”   Non è mai stato prigioniero, Giulio, né di convenzioni, pregiudizi o tradizioni di pensiero, né del suo ruolo di docente universitario e di intellettuale pubblico, e nemmeno di quella...

17.06.2020

Matsutake / Anna Tsing e il fungo della fine del mondo

Un fungo ingovernabile   Quando si pensa a Hiroshima viene subito in mente l’immagine del funghetto che si erge verso il cielo, emblema del cosiddetto sublime atomico. Tuttavia pochi sanno che a Hiroshima, dopo la catastrofe, la prima forma di vita a spuntare tra le macerie è stato un fungo matsutake. Ad agosto comincia del resto la sua stagione di maturazione. Lo stesso è accaduto a Fukushima nel 2011. Questo fungo infatti non è conosciuto solo per il suo odore pungente (per alcuni un puzzo insopportabile), per essere una prelibatezza della cucina giapponese o per assorbire il cesio e i radionuclidi, ma anche per crescere – esclusivamente e spontaneamente – sui suoli degradati dall’azione umana. Poco importa che si tratti di catastrofi nucleari o della lava delle eruzioni vulcaniche...

16.06.2020

1961-2020 / La legge di Luigi Spagnol

"Ma i genitori di questa Lara Spagnol che lavoro fanno?" "Non lo so, però ho notato che lei regala sempre libri Salani" "Ah, ecco". Avrei forse dovuto preoccuparmi?  Lo scambio di battute con mia figlia Caterina avveniva lungo il marciapiede che girava attorno all'isolato e portava da casa nostra a casa di Lara Spagnol senza neanche dover attraversare una strada. La piccola portatrice di dati anagrafici tanto impegnativi aveva invitato i nuovi compagni di classe della scuola elementare alla sua festa di compleanno, penso fosse il sesto. A non lasciarmi del tutto tranquillo sull'eventualità che si trattasse della nipotina di Mario Spagnol c'era la circostanza per cui quel suo cospicuo nonno, da me mai conosciuto, aveva fama di uomo temibile. Era stato collega e poi amico, editore,...

16.06.2020

Capitalismo e micro-reti / Changemakers: i pirati della modernità

Nonostante sia un libro agile e scritto per essere accessibile al famoso pubblico al di fuori dell’accademia, Changemakers (Polity Press, 2019; trad it, Luca Sossella editore) di Adam Arvidsson è un libro che condensa anni di viaggi di ricerca, interviste, osservazione partecipante da Bangkok a Hong Kong, da New Delhi a Napoli, da Parigi a Londra e Milano. È innanzitutto un libro sulla storia del capitalismo, sulle sue dimensioni attuali (sia quella americana che quella cinese), sul suo futuro e sostiene che l’attuale capitalismo digitale, figlio del capitalismo industriale, è alle corde. Ma a differenza di tanti critici superficiali del capitalismo, non ci illude né con la prospettiva di un nuovo commonalismo all’orizzonte, né ci consola dicendoci che il capitalismo finirà con una...

15.06.2020

La conquista dello spazio / La scuola di giugno. E di settembre?

L'accelerazione e la complicazione inedita di procedure e di notizie che riguardano la vita della scuola stanno incalzando docenti, lavoratori della scuola, studenti, famiglie e producono una proliferazione di discorsi e riflessioni, a volte un po’ caotiche ma necessarie. A pochi giorni dall'esame di Stato dell'a.s. 2019-20 sui giornali e sul web si scrive e si discute di esami in presenza, di rischi della salute e di prove generali di riapertura, di finanziamenti e di riorganizzazione generale del lavoro ma anche di presidenti di commissione che non si troverebbero e scuole arredate con box in plexiglass. Quanto segue è un atlante delle nuvole utile per un orientamento generale.   Il decreto scuola, approvato in condizioni di ostruzionismo, sedute notturne e grandi polemiche (alla...

12.06.2020

“Se non sei arrabbiato, ti sei distratto” / Altre statue cadranno (perdonate il disordine)

Le statue tornano a cadere – e altre statue cadranno. Credo sia giusto così, a patto che il loro destino non finisca qui. Riveniamo anzitutto sui fatti.   Far cadere statue   La protesta contro i monumenti della Guerra civile negli Stati Uniti risale all’agosto 2017, a partire dai generali degli Stati Confederati Robert E. Lee e Stonewall Jackson. Alcune statue cadono, altre vengono imbrattate, altre ancora sono al centro di lunghi dibattiti pubblici sulla loro rimozione. Tre anni dopo, il 7 giugno, sulla scia delle manifestazioni per l’uccisione di George Floyd, a cadere è la statua in bronzo di Edward Colston a Bristol, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Annegata nelle acque del porto, era stata eretta nel 1895.  Raffigura un benefattore della città, che ha istituito borse...

11.06.2020

Michael C. Corballis / Le mani e l’origine del linguaggio (per quel che ne so)

A volte il confronto fra i titoli – o fra i sottotitoli – è curioso. L’ultimo libro di Michael C. Corballis, da poco in libreria – La verità sul linguaggio (per quel che ne so), Carocci – è la traduzione, ad opera Ines Adornetti, di The Truth about Language: What It Is and Where It Came From, University of Chicago Press, 2017. Viene da chiedersi se il divario fra la cauta dicitura del sottotitolo italiano e la perentoria assertività di quello originale dipenda dalla volontà di uno dei due editori, o di entrambi: e a quale vada la preferenza dell’autore. Certo, quanto a copertina, la versione italiana vince di parecchie lunghezze. L’origine del linguaggio è uno dei temi più affascinanti, sfuggenti e controversi della ricerca contemporanea. Nel variegato panorama degli studi – che vede...

09.06.2020

Un gesto antico / Inginocchiarsi

Il ginocchio che premeva sul collo di George Floyd non era solo quello di Derek Chauvin e dei razzisti di tutto il mondo: era anche il ginocchio degli antenati. È così che da sempre gli uomini impongono la propria forza sugli animali, schiacciandone il corpo per impedirne i movimenti. In questo modo Mithra, un dio orientale venerato in tutto il mondo romano durante l’età imperiale, sgozza il toro puntandogli il ginocchio sul dorso.        Si è fatto così, per secoli, in uno dei più importanti riti contadini, l’uccisione del maiale. Il gesto è ben testimoniato nel Trecento da un Tacuinum sanitatis (una sorta di manuale di medicina); indifferente alla successione temporale, il miniatore descrive due uomini che macellano il suino, mentre il norcino con un grembiule...

07.06.2020

Francesco M. Cataluccio / In occasione dell’epidemia

Tutto comincia con un sogno. Un sogno dentro un sogno, che è però un incubo. Una cartoleria di Chinatown a Milano dove il narratore entra attratto dalle maschere e dai travestimenti esposti in vetrina; dentro ci sono pipistrelli appesi al soffitto e topi; l’uomo che la gestisce non è altro che uno spirito incagliato in quel negozio dell’aldilà. Poi tutto prende fuoco e fuggendo all’esterno il sognatore non trova più la bicicletta con cui è arrivato là; la città attorno è vuota: nemmeno una macchina, nessun passante. Seduto nella cucina della sua casa milanese Francesco M. Cataluccio tra un pasto e l’altro, che ha cucinato per la sua famiglia, s’è messo a scrivere un diario della pandemia che ha desertificato la città trasformandola per due mesi e passa in un lazzaretto di potenziali...

07.06.2020

Fiction e teatro tra radio e podcast / Il futuro sussurra all’orecchio

Bisognerebbe soffiar via un po’ di polvere, dismettere i cascami del vintage – al più vedendo di salvare un pizzico di nostalgia – e ritirar fuori quel ricchissimo patrimonio della radio legato al teatro, alla fiction, al radiodramma, agli sceneggiati… con due obiettivi in testa: programmare e produrre. Con la chiusura per tre mesi dei grandi teatri e delle piccole sale e la loro riapertura a servizio assai ridotto – chissà quanto tempo ci vorrà per riprendere l’attività a pieno regime (gli addetti ai lavori parlano almeno di un anno) – i media (radio, televisione, piattaforme web…) sono inevitabilmente investiti da nuove responsabilità. Eppure chi pensa sia solo questione di tempo, perciò di elaborare ‘surrogati’ mediali per far fronte alle limitazioni emergenziali imposte allo...

06.06.2020

Dissoluzione e arricchimenti / Nomi della rosa: gli schizzi di Eco

Il nome della rosa: che dirne ancora? A quarant’anni dalla sua prima pubblicazione, del romanzo storico-poliziesco-filosofico di Umberto Eco s’è scritto di tutto e il suo contrario. Interpretazioni e sovrainterpretazioni da parte di critici e intellettuali d’ogni sorta e paese, tutti tentativi, alla fin fine, di spiegarne le ragioni (letterarie? narrative? sociologiche? finanziarie?) del planetario successo. Un racconto di monaci medievali che si sgozzano per mettere le mani (letteralmente) sul secondo libro della Poetica di Aristotele, pieno di dottissimi dialoghi e citazioni in latino, riferimenti d’antan e strizzate d’occhio all’attualità, presto diventato un best seller. Nessuno lo poteva immaginare, meno che mai il suo autore, convinto d’aver redatto niente più che un divertissement...