AUTORI
Gianluca Didino

Gianluca Didino (1985) ha scritto per Il Mucchio Selvaggio, Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Satisfiction e IL. Collabora con Studio, Prismo e minima & moralia. Dopo aver vissuto otto anni a Torino, dal 2012 si è trasferito a Londra.

09.05.2016

Londra l'elezione del primo cittadino / Sadiq Kahn sindaco musulmano

Lunedì 19 aprile scorso un ragazzo di vent’anni è stato accoltellato e ucciso a Tooting, a poche decine di metri dalla casa di Sadiq Kahn. Il ragazzo si chiamava Lewis Elwin, era di colore, e il 5 maggio Kahn sarebbe diventato il primo sindaco musulmano nella storia di Londra.   Quando ho letto la notizia sull’Evening Standard, andando a lavoro il martedì, mi è subito sembrato che questa coincidenza racchiudesse un significato di qualche tipo: ho pensato a Tooting, il quartiere del sudovest londinese che avevo frequentato brevemente qualche anno prima. Negozi halal, un grosso centro per l’impiego, un common simile a molti altri a Londra se si fa eccezione per una piscina all’aria aperta costruita nel 1906, una delle più antiche nel Regno Unito. Elwin stava studiando per...

07.02.2016

Walter Tevis, l'uomo che cadde sulla terra

Walter Tevis (1928-1984) ha scritto nel corso della sua breve vita sei romanzi e una raccolta di racconti; dei romanzi, tre sono di genere fantascientifico (L’uomo che cadde sulla terra del 1963, Solo il mimo canta al limitare del bosco del 1980, A pochi passi dal sole del 1983) e i rimanenti tre sono dedicati al mondo del gioco (Lo spaccone del 1959, La regina degli scacchi del 1983, Il colore dei soldi del 1984). Tra i primi due romanzi e gli ultimi quattro c’è un salto temporale di diciassette anni, durante i quali Tevis ha insegnato letteratura inglese alla Ohio University diventando al contempo schiavo dell’alcol. La prolificità degli ultimi quattro anni si spiega con la diagnosi del cancro che l’avrebbe ucciso poco dopo aver preso la decisione...

10.11.2015

Hyperfiction

Una delle caratteristiche dell’arte postmoderna, forse la principale o fondante, è l’utilizzo programmatico dell’autoconsapevolezza come strumento di riflessione culturale: l’autore si distacca dalla propria opera, sdoppiandosi nell’entità che crea e in quella che osserva l’atto della creazione all’interno del suo contesto. Così che in pressoché qualsiasi opera d’arte postmoderna (letteraria, cinematografica, architettonica) ci troviamo di fronte a due livelli paralleli, il racconto e il discorso-intorno-al-racconto: in molti casi questo doppio binario viene realizzato per mezzo dell’ironia, che enfatizza l’atto ludico (cioè mai completamente serio) implicito nella creazione dell’opera d...

18.11.2014

Jennifer Egan. La fortezza

Di fronte alle prime pagine de La fortezza di Jennifer Egan, pubblicato originariamente nel 2006 con il titolo The Keep e ora tradotto in italiano da minimum fax, si ha l'impressione fortissima di fare un salto indietro nel tempo, quando il principale intento di uno scrittore postmoderno era quello di riflettere sul proprio ruolo di scrittore postmoderno: il primo nome che viene in mente è John Barth e la sua raccolta di racconti metanarrativi Lost in the Funhouse (1968). La situazione che apre il romanzo è infatti letteraria e antirealistica nella sua essenza: un trentacinquenne newyorkese si trova nel cuore della notte alle porte di un castello, da qualche parte nell'Europa centrale, e porta con sé soltanto uno zaino, un paio di «stivaletti da hipster...

14.05.2014

Salinger o delle cause umane e artistiche

Ci sono voluti nove anni di lavoro al critico letterario David Shields e allo sceneggiatore cinematografico Shane Salerno per portare contemporaneamente in libreria e al cinema la mastodontica biografia di Jerome David Salinger la cui versione italiana è stata pubblicata pochi giorni fa da ISBN (Salinger. La guerra privata di uno scrittore, Traduzione: Lorenzo Bertolucci, Paolo Caredda € 49,00, pp. 750): nove anni di interviste a personaggi famosi e non, scrittori, attori, giornalisti, ex compagne ed ex commilitoni dello scrittore newyorkese diventato famoso in tutto il mondo con Il giovane Holden nel 1951 e morto a novantun anni nel 2008. Salinger è stato, com'è noto, il primo e forse il più famoso dei grandi reclusi della letteratura americana del...

12.02.2014

John Barth. L'algebra e il fuoco

Basta una semplice ricerca sul sito web di una libreria online per rendersi conto di quanti pochi risultati pertinenti restituisca, in Italia, la keyword "letteratura postmoderna": con l'eccezione del buon lavoro di Remo Ceserani (Raccontare il postmoderno, Bollati Boringhieri, 1997), il nucleo forte delle pubblicazioni di area non accademico-specialistica poggia ancora sui classici di Umberto Eco, da Lector in fabula a Opera aperta. Basterebbe questo, e il confronto con la ricca produzione anglosassone, per assegnare un posto importante all'edizione italiana dei saggi di John Barth pubblicati da minimum fax sotto il titolo borgesiano di L'algebra e il fuoco (traduzione Damiano Abeni, cura di Martina Testa) .      Tra gli anni Sessanta e Ottanta Barth...