Cronache bianche
Luigi Grazioli

Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di racconti: Cosa dicono i morti, Campanotto, 1991; Racconti immobili, Greco&Greco, 1997; Il primo Congresso del Sindacato dei Profeti Viventi, Effigie, 2008; e i romanzi Lampi orizzontali, Greco&Greco, 2004, e Tempesta, Effigie, 2011. Dirige dal 1999 la rivista “Nuova prosa”; è caporedattore di www.doppiozero.com.
BLOG: A spasso nella caverna

27.06.2013

Giuseppe Pontiggia: dieci anni senza

Dieci anni fa moriva Giuseppe Pontiggia, nel momento in cui, dopo il successo di Vite di uomini non illustri (1994) e soprattutto di Nati due volte (2000), la sua opera e la sua autorevolezza culturale e morale avevano ottenuto un vasto e meritato riconoscimento anche in campo internazionale. Oggi parlando con giovani scrittori e critici capita di scoprire che la maggior parte non ha letto una sua pagina, e che alcuni nemmeno l’hanno sentito nominare. E anche chi lo ha letto e conosciuto e stimato ne parla sempre meno, a parte le celebrazioni ufficiali, e talvolta ridimensionandone eccessivamente l’importanza senza che si capisca bene perché. Io gli ero amico e lo ammiravo. Non è solo per un atto di doverosa memoria che penso sia opportuno tornare a parlarne.    Pontiggia, nato...

17.06.2013

Tavoli | Antonio Moresco

Il tavolo è spoglio, nudo. E’ un tavolo su cui tutto può essere accaduto, o accadere. Un tavolo su cui qualcuno ha scritto o scriverà. O non farà nulla. Stenderà le braccia ad angolo acuto, e vi appoggerà il capo, come in certi disegni di Kafka. L’idea che vuol dare è nessuna idea. Niente. Un tavolo è un tavolo. Il piano di un tavolo fotografato dall’alto è un piano. Un rettangolo. Di legno. Un po’ usurato, ma lustro, ben tenuto. Un piano vuoto è un piano mai usato, o liberato apposta di ogni cosa. La sua dimensione è il ricordo, ciò che è stato senza quasi lasciare traccia, e l’attesa. Un’attesa senza determinazione. Assoluta. Che si può benissimo...

14.06.2013

Biblioteche

Sognerò la biblioteca universale con il bibliotecario cieco e lo cercherò nei suoi meandri perché mi reciti a memoria, appoggiato al bastone, rivolto al cielo assente, tutti i libri, uno per uno, a partire da quelli scomparsi o dimenticati. Prima di svegliarmi, lui mi suggerirà dei titoli che io correrò a appuntarmi su qualche foglio perché non ho l’abitudine, detestando i sogni, a maggior ragione quando trascritti, di tenere l’occorrente per scrivere sul comodino. Poi, da sveglio cercherò questi libri nel catalogo universale online e scoprirò che esistono e che è possibile averne una copia, cartacea o digitale, o se impossibile troverò l’indirizzo dove recarmi, con le mappe e gli orari esatti, se la...

19.03.2013

Thomas Bernhard. Goethe muore

In fin dei conti perché piace Bernhard? Perché non annoia mai a dispetto delle somiglianze dei temi e una continuità che sfiora l’uniformità nel modo di narrare? Perché è implacabile. Feroce e insieme divertente. Una volta individuata la preda, la pedina, la insegue, la accerchia, la scruta da ogni angolo e nelle più diverse occorrenze, ne esamina ogni possibile effetto e soprattutto ogni causa fino a quando ha individuato la scaturigine, che a sua volta subisce lo stesso trattamento; e poi la agguanta, se ne trastulla tra le grinfie come un gatto, e infine la morde, la mastica lentamente, rigira in bocca il bolo per succhiarne ogni sostanza, e poi lo sputa, disgustato. La preda appartiene a poche specie, imparentate tra di loro...

17.02.2013

Richieste di amicizia

Ogni tanto, quando apro la posta elettronica o direttamente su Facebook, mi arrivano richieste di amicizia o di inserirmi in qualche rete da parte di persone mai viste né sentite prima. Di solito clicco automaticamente sul tasto “conferma” (o “accetta”, o altro ancora? il fatto che non ricordi conferma l’automatismo del gesto), senza nemmeno darmi la pena di vedere chi sono, anche perché ho imparato che con la maggior parte di loro questa sarà l’unica forma di contatto che avrò mai; in qualche caso invece, per curiosità o perché non ho niente di meglio da fare, guardo. È allora che a volte, se le informazioni sono accessibili, mi nascono dei problemi (piccoli, per carità; infimi, non fosse per la...

31.12.2012

Manganellate tramviarie (con piccola cinese e due mostre)

Sale sul tram un signore sui settant’anni, se non più. Ha una faccia da topastro manganelliana, la corporatura robusta anche se non debordante come l’originale, le guance un po’ meno gonfie, lo sguardo appena appena meno vivace: per il resto ci siamo. Si avvicina al sedile dove sono accomodato un po’ di traverso, le gambe accavallate, e sto leggendo. Postura da gran signore. Ma c’è spazio. Lui si installa di fronte senza guardarmi. Con la destra si regge al corrimano del sedile davanti a me, mentre la sinistra impugna un bastone verso cui inclina impercettibilmente il corpaccione. Alzo lo sguardo per vedere se qualcuno ha intenzione di cedergli il posto, ma poiché nessuno si muove, mi offro io, che sono il più anziano tra tutte...

18.10.2012

Ringraziare gli ignoti e i noti

I stagione   Capita talvolta di incrociare la bellezza nel mondo. Avevo scritto del mondo, ma era sbagliato: la bellezza non del mondo in generale, ma di qualche suo dettaglio o aspetto: la bellezza di ciò che fa il mondo. La cogliamo e tanti saluti, senza sapere chi ringraziare. Invece rendere grazie è una buona cosa. A me piace farlo. Non solo è giusto, tanto più verso chi si eclissa prima di riceverle, ma fa star bene. A me succede così, almeno. E allora grazie a tutti i benefattori anonimi.   Oggi voglio rendere omaggio a un giardiniere di cui ignoro il nome. Chi passeggia sulla strada sterrata che costeggia il naviglio da Groppello a Vaprio d’Adda, se a un certo punto, sulla riva spoglia, incontra un bellissimo cespuglio di...

22.08.2012

I santi e i luoghi

La santità è extraterritoriale, non sta lì a guardare spazi e confini; anzi, invece di esserne frenata, se ne nutre, li sfrutta come occasioni, come propedeutica al martirio. E' molto ingegnosa in merito. La geografia politica è l'ultima delle sue preoccupazioni: punta dritto a quella iperuranica, lei. Che è piuttosto vaga, come noto.   Questo non toglie che ci siano molti santi locali, che se ne stanno quieti quieti entro perimetri ristretti, ma lì sfoggiano virtù altamente specializzate quanto efficaci, taumaturgie infallibili. Un passo fuori e non li conosce più nessuno; altri ne fanno le veci, con differenti specializzazioni, e loro, nell'anonimato, vedono il loro potere disperdersi e appassire e non c...

12.06.2012

Musei italici

Sono un vizioso impunito dei musei. Ho preso la malattia da piccolo e non ho mai cercato di guarirne. Ci vado volentieri, ogni volta che posso. Ovunque. Persino in Italia. Dove ci sono sì alcuni dei musei più belli del mondo, ma dove spesso i visitatori sono trattati peggio. Bestie paganti senza diritti, se non quello della muta, devota transumanza. Non solo i biglietti sono carissimi e a volte includono pure supplementi obbligatori per esposizioni che non vuoi vedere; ma si paga tutto, e il prezzo è in ragione inversa della qualità, per esempio alle caffetterie e nelle librerie. Chiamarle Bookshop mi ripugna (per la parola); tanto più che sembrano negozietti di souvenir. È già tanto che il pudore impedisca, per il momento, di allestire...

28.05.2012

Georges Perec. Le Condottière

“Si scrive una sola opera”, dice Georges Perec in una delle interviste raccolte in En dialogue avec l’époque (ed. Joseph K., 2011), esprimendo un’idea non proprio originale, come capita spesso a quelle vere, e proprio per questo si è fatto un punto d’onore che ogni suo nuovo libro differisse dal precedente. Ha quindi moltiplicato gli accorgimenti per non ripetersi, ancor prima di entrare nell’Oulipo, attraverso decostruzioni, variazioni e contaminazioni di generi e registri, ricorsi a giochi e restrizioni di ogni tipo (le famose contraintes: regole, vincoli, passaggi obbligati), differenti declinazioni di personaggi e temi che prima o poi finiscono per tornare e che allora tanto vale giostrare consapevolmente, incursioni nel teatro e nel...

07.03.2012

Gonçalo M. Tavares. Imparare a pregare nell’era della tecnica

Gonçalo M. Tavares ha quarant’anni, insegna teoria della scienza all’università di Lisbona e è autore di un cospicuo numero di opere narrative che gli hanno valso numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali. Tutti meritati, come dimostra anche questo Imparare a pregare nell’era della tecnica (Feltrinelli, 283 pp., € 17), premiato nel 2010, in Francia, come miglior libro straniero.   Il romanzo narra, in tono distaccato e tagliente come il bisturi del cui uso il protagonista è un maestro, la storia della formazione, ascesa professionale e politica e declino per malattia di Lenz Buchmann, figlio di un militare di cui ha assunto in toto visione del mondo e valori, anche se non la carriera.   Il romanzo è...

15.11.2011

Yan Lianke. Il sogno del Villaggio dei Ding

Negli anni ‘90 in Cina c’è stata una grande campagna per raccogliere sangue per gli ospedali che ha provocato danni infinitamente maggiori dei benefici auspicati. La raccolta, infatti, era spesso demandata all’iniziativa privata di persone senza scrupoli che, oltre a sottopagare i donatori, contadini poverissimi attratti dal guadagno apparentemente facile e inesauribile, non usavano la minima precauzione igienica, con il risultato che nella sola regione di Henan più di un milione di persone sono state contagiate dall’Aids. Yan Lianke, scrittore cinquantenne già tradotto da noi con il romanzo satirico Servire il popolo (Einaudi, 2006) fortemente osteggiato e poi proibito in patria, è originario di questa regione e ha voluto rendere...

24.10.2011

Ritratto di Franco Arminio

È difficile fare un ritratto di Franco Arminio. Servirebbe che stesse fermo almeno un attimo, che si limitasse a fare una cosa, o due, non di più. Ma per fermarlo bisognerebbe legarlo. Anche a scattargli un’istantanea verrebbe solo una scia: di un atto o di un gesto, più che un’incerta silhouette della figura; la traccia di una sfaccettatura più che di una faccia. Ma proprio questo potrebbe essere un tratto che lo caratterizza. Invece della descrizione di come è, a definirlo meglio è allora l’insieme di ciò che fa, con i suoi effetti: cosa che negli ultimi decenni agli scrittori capita sempre meno, e con sempre minore incisività. Normale, con i mutamenti della società e delle forme di comunicazione,...

04.10.2011

Marcel Beyer. Forme originarie della paura

Inauguriamo con questa recensione Oltreconfine, una nuova sezione sulla narrativa straniera. Ogni settimana critici e scrittori parleranno dei più significativi libri di narrativa straniera usciti di recente.     Forme originarie della paura (trad. di Silvia Bortoli, Einaudi, 2011) è il secondo romanzo tradotto in italiano di Marcel Beyer, quarantacinquenne scrittore tedesco molto noto in patria e all’estero, ma non da noi, dove il precedente Pipistrelli (Einaudi, 1997;ed or. Flughunde, 1995) era passato quasi inosservato. Dovesse succedere anche per questo, sarebbe un peccato, perché se quello era già notevole, questo è splendido. Il libro ripercorre settant’anni di storia tedesca, centrata prevalentemente sulla Rdt...

29.09.2011

Cammino male

Cammino male, con la minaccia sempre imminente del cedimento, della zoppia. Il piede sembra saldo, il muscolo tonico, ma è come se avvertissi che da un momento all’altro, non per un dislivello del terreno o per disattenzione, ma per un’improvvisa carenza strutturale o una sospensione chimica, per lo sciopero di qualche cellula o il fulmineo tradimento di una fibra, il muscolo non reggerà più, il tendine, persa la propria guaina, si sfilaccerà, si allenterà, e la caviglia cederà, gli arti si disarticoleranno, giù verso terra: un luogo non dove muoversi e passare, ma dove, volente o nolente, consistere: stare. Poi, guardando le scarpe, mi accorgo che è solo una questione meccanica. Me lo dice il consumo delle suole:...

17.03.2011

Patria (Ecco: non credo)

Come molti, forse come l’italiano medio, ho sviluppato fin da piccolo una grave allergia verso la parola patria e non ho ancora trovato il modo di guarirne. Non l’ho nemmeno cercato, a esser sincero. L’allergia si estende a tutte le parole che hanno la maiuscola, o la contengono implicita. Mi irritano, sbocciano immediate eruzioni cutanee che preferirei evitare. Non le capisco, e ancora meno capisco i loro significati.   Quando mi capita di incocciare in qualcuno che le usa, non so mai di cosa stia parlando davvero. E se mi sembra di capire qualcosa, è tutta roba che non mi piace. Sento sempre puzza di bruciato. No, grazie. Con tutto che ho studiato filosofia e sono legatissimo (ma anche distantissimo) al luogo e alle persone che mi stanno attorno. (La...

08.02.2011

Fara Gera d'Adda / Paesi e città

Pur essendo di origine antica (longobarda per la precisione, come suggerisce il nome), fino a poco tempo fa Fara sembra avere vissuto fuori dalla storia. Ora ci è entrata, ma dalla porta sbagliata. In compenso ne sta di nuovo uscendo il fiume, grazie  all'intervento del Parco Adda Nord, che ne protegge le sponde e i suoi boschi restituiti allo stato selvaggio e agli animali. E' l'unica cosa bella che c'è, ma quella è bella davvero. Per il resto del passato, a parte i resti dell'abside della basilica voluta da re Autari nel VI secolo, non è rimasto nulla. I signori che l'hanno dominata non hanno lasciato tracce, se non di sconcertante modestia. Il vecchio nucleo del paese, fatto di piccole cascine e di case a ringhiera dai cortili ampi e luminosi, è stato in buona parte sventrato...