AUTORI
Angelo Rendo
28.08.2014

Io e Alberto

Nel 1939 avevo -37 anni; a Sampieri, alla spiaggia del Pisciotto mi portò uno pteranodonte. Mi portò? Mi lasciò cadere, devo dire, su un materasso, vah, che la puliziera della casa presa in affitto da Alberto in contrada Bruffalori gentilmente gli aveva procurato; io mi ero tenuto stretto alla sua ala, nudo, il vestito di festa mio nella sua bocca asciutta, le scarpe infilzate nella sua cresta cranica, la cravatta al suo collo, come anche la camicia, i calzini alle zampe. Avevo rinunciato per il volo alla giacca e ai pantaloni, che stavano, appunto, in bocca, come l'oro, come il mattino in cui caddi sulla matrazza, a Sampieri, al Pisciotto. Sullo scoglio, poi, fummo condotti da due muli, che dentro le bisacce avevano i pantaloncini, la camicia e le infradito...

23.12.2011

Il buon senso

Noi, esseri umani, da piegati a sapienti ed eretti, certamente; abbiamo vita migliore, certamente, e, come noi, o esseri umani, anche ogni oggetto, qualsiasi cosa toccata o immaginata ha vita migliore, vi è chiaro, lo so. E’ incredibile ci si sia spinti ad innalzare palazzi di sei sette otto piani o grattacieli. La verticalità ha fatto pressione su di noi, il senso del divino ci ha tramutati in formiche, abbiamo lasciato l’orizzonte a sparuti gruppuscoli di fortunati, i quali ringraziano, e, per loro fortuna - come diceria vuole - rimangono uniti, fra esistenza e leggenda. Con l’andatura di chi sta andando a fare la spesa, così rifletto confuso, camminando per Modica in un tardo pomeriggio d’afa. Con me sono d’accordo, di sicuro, un...

25.05.2011

Il monaco della Stradanuova

La fontanella di Corso Umberto I, la fontanella della Stradanuova, la fontanella ai piedi del Carmine, la fontanella - porta d’ingresso allo stomaco di Scicli. Non tante, ma una.   Una gonfia vena preme dal basso, non si vede tutta l’acqua che contiene, tutto quel che scorre solcando la terra; certo è lì che lo zampillo spreme tutta la sua forza, da quell’unico foro, quello primario, prende forma e ordine, rassicurazione e calma, tutta la ferocia e la violenza di ogni moto.   Non c’è tappo che tenga, l’acqua riempie ogni nostra mancanza e guai a chi si gonfia d’acqua le tasche, scordandosi dell’immane e raffinata fiera che si mette dentro.   Io ho bevuto a questa fontana. Soprattutto a metà...

02.05.2011

Scicli / Paesi e città

Trovare e descrivere l’anima di una città è ripugnante. La creazione di un’identità sommaria alla quale sia quasi possibile credere – alla quale anzi si finisce per credere – è della moda, del capriccio, della ciarla. Lancia uno o più tratti e blocca lo sviluppo del corpo individuale. Dentro questa motriglia collettiva, dove il critico di paese, il politico, il dirigente e il ciarliero riposano in pace, giace Scicli.   Qui si fa ironia, si parla e si scrive diplomaticamente; non ci si firma, non ci si espone; se due parlano, altri due cadono dalle nuvole e riesci a coglierli con la coda dell’occhio posarsi obliqui, maledetti cucchi, e trattenere il respiro. Ventiseimila abitanti meno qualcuno, insomma,...