AUTORI
Giacomo Raccis
23.12.2014

Storia d'amore per oggetti

Storia d’amore per oggetti. Questo potrebbe essere il sottotitolo di Lacci, l’ultimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi, 17,50€). Perché è questo che si dispiega lungo le 134 pagine e le tre parti del libro: la genealogia di un amore raccontata attraverso gli oggetti materiali che lo hanno costruito e che restano a testimoniarlo quando il meglio (o il peggio) sembra ormai alle spalle. Perché gli oggetti, diversamente da chi li fabbrica o da chi li usa, rivelano una sincerità inattesa e spietata: i ricordi che suscitano, le verità che contengono non possono essere equivocati. E quello che sembrava un amore sofferto ma in fondo pacificato, si rivela d’un tratto in tutta la sua desolante inconsistenza.   Questa storia si...

10.10.2014

Tra innocenza e tragedia. Un dibattito tra generazioni

Igino Domanin Nel segno del Post e non di un Inizio   Raccontare è prendere posizione sul terreno minato della Storia, spingendosi fin là dove la Storia prentende di aver ammutolito il proprio senso, di essersi votata, cioè, alla propria cancellazione ed estinzione, al proprio volontario suicidio. Questo motivo mi ha spinto a comporre uno degli episodi narrativi di Festa del Perdono, ed è anche il leitmotiv che riconosco nelle altre tessere di questo libro.   Festa del Perdono è una scena milanese, che, come ricorda Raccis, esiste e fa da sfondo a una vicenda che attraversa intere generazioni. La nostra, come la sua, come quella di supposti padri. In questa vicenda di confronti generazionali, in cui tutto sembra muoversi, tutto alla fine...

03.10.2014

Festa del Perdono: uno spazio sfinito

«Ci vediamo in chiostro». Centro nevralgico, luogo di ritrovo e di passaggio; luogo di stanza: nella pausa caffè, nella pausa pranzo, e nei giorni di sole tiepido anche luogo di studio, secondo un’idea quasi bucolica dell’impegno universitario. Questo è stato – ed è ancora – il chiostro di via Festa del Perdono per chi abbia fatto la Statale di Milano. Oggi, l’università finita, le fragili carriere lavorative avviate, passare in chiostro vuol dire rischiare di vedere facce che credevi – ti auguravi – lontane dall'università da almeno 4-5 anni. Facce che credevi avessero maturato il lutto e, preso il pezzo di carta, si fossero involate verso le impervie strade del lavoro precario, che spinge...

09.09.2014

Per voce sola: I passanti di Laurent Mauvignier

Al lettore italiano il nome di Laurent Mauvignier suona ancora spesso – troppo spesso – sconosciuto. A fissarne il nome nel pantheon dei contemporanei non è bastata l’ottima stampa di cui ha goduto anche in Italia Degli uomini, romanzo pubblicato da Feltrinelli nel 2010 e da più parti considerato come un pugno allo stomaco per la società francese, troppo disinvolta nel rimuovere i momenti neri della storia dalla propria coscienza collettiva.   Un intreccio sapientemente costruito intorno alla memoria cava e sanguinante di chi prese parte all’eccidio di soldati e civili algerini negli anni che in Europa chiamiamo del dopoguerra e che forse dall’altra parte del Mediterraneo hanno un altro nome. Una storia d’invenzione, senz...

06.05.2014

J.M. Cain. La falena

«La prima cosa di cui ho ricordo è una grossa falena caudata. […] Non avevo occhi che per quella splendida cosa verde, tutta palpitante di luce, che si allontanava svolazzando tra gli alberi, libera e viva. Era una sensazione che immagino gli altri provino pensando a Dio.»   Comincia con questa preghiera laica la storia di Jack Dillon, storia di un bambino prodigio, capace di stregare tutti con la sua voce angelica; storia di un atleta promettente, che può migliorare le prestazioni chi gli sta al fianco grazie alla sua intelligenza tattica; storia di un meccanico dalle mani d’oro, nemesi di un padre avvocato finito a riparare auto perché è l’epoca che lo richiede; storia dell’imprenditore di se stesso, che sa...

18.03.2014

Mohsin Hamid tra Oriente e Occidente

Nato e cresciuto in Pakistan, emigrato negli Stati Uniti e poi Inghilterra, Mohsin Hamid da cinque anni è tornato a vivere nella sua Lahore.   La sua vita finora si è letteralmente divisa tra tre continenti, in un continuo avanti e indietro: prima per gli impegni professionali del padre, professore universitario ingaggiato dalla Stanford University, poi per una formazione accademica all’altezza della migliore borghesia orientale, condotta tra New York (Princeton: laurea in lettere) e Londra (Harvard: seconda laurea in legge), dove ha ottenuto anche il passaporto inglese. Su questo asse a doppio scorrimento che collega Oriente e Occidente, però, oltre alla propria carriera professionale (in società di consulting management) Hamid ha fondato anche il...