AUTORI
Ivan Baio

Ivan Baio scrive per doppiozero

04.05.2015

Sincopi o perdite di coscienza transitorie

Frilens a bestia     Fin'ora m'è piaciuto molto essere frilens. Mi piace perché “fri” vuol dire “libero” e “gratis”, due delle mie parole preferite, insieme a “girella” e “palavino” che però è una parola russa.   Ci sono quelli che dicono che schifo i frilens sono come i disoccupati, sono barboni. Ma non è vero perché i barboni hanno la barba brutta e dormono fuori in continuazione anche d'inverno. Noi frilens invece non esiste. Se mia madre scopre che dormo fuori di notte mi butta fuori di casa che poi non può se io sono già fuori ma si vede che certe volte, quando grida non ci pensa a quello che dice esattamente.   Ho un sacco di...

01.05.2012

Il Primo Maggio in Dolce attesa

Oggi si celebra la Festa del Lavoro, una festa importante per un paese come il nostro che ha scritto nella propria Costituzione di fondarsi sul lavoro. Ebbene, noi sappiamo, ce lo ricordano ogni giorno i mass media, che milioni di giovani disoccupati si aggirano per l’Italia: un popolo di circa-trentenni senza impiego. C’è chi l’ha perso, chi non ne ha mai trovato uno e chi è stato fagocitato dal precariato più fosco e disperante. Tanti hanno smesso di cercare qualcosa. Sono milioni. L’unica ricchezza che gli resta è il tempo. Quando la disillusione colma la misura, il tempo libero diventa la sola dimensione esistenziale. Per questo abbiamo deciso di pubblicare una serie di interventi, raccolti nello Speciale Dolce attesa,...

20.01.2012

O tempora, o mores

Alcuni stralci dal primo convegno: “La tassazione del tempo perso, un incentivo al lavoro sottopagato”.   Introduce i lavori il sottosegretario per la responsabilità, l’economia e la religione. “Se dal principio primo della realtà promana il bene, e sappiamo quale sia, il principio primo della realtà... il bene non può che promanare dal denaro. Ecco perché per quanto crudele possa apparire – Dio solo sa quanto mi sia costato accettare questo tipo di verità – chi non ha denaro, ahilui... non esiste. Ma le cattive notizie non finiscono qui, perché da ciò deriva che non avere alcun contatto col denaro conduce al male. Io stesso avevo proposto ad alcuni amici facoltosi uniamo il nostro...

08.11.2011

Stufato d’uomo per società in disgrazia

  Dividete il tempo in due: quello trascorso davanti alla playstation e l’altro. Così da non avere dubbi. Sarete ricchi, armati fino ai denti, coraggiosi e immortali, e vi saranno assegnate delle missioni. Nella parte residuale del tempo libero (che vi apparirà virtuale) incontrate qualcuno. Gli amici, i conoscenti, rigorosamente disoccupati o semioccupati, sono diventati entusiasti cercatori di (lav)oro, avatar che portano sulla fronte il marchio lampeggiante dell’euro. Ora pensate quanto sia maturo trascorrere il proprio tempo a cercare lavoro, ma anche quanto spaventoso sia esserne felici, così da non lasciare al senso di colpa il tempo di attecchire. Se fallite nel tentativo correte davanti allo specchio. Mollate il vostro viso segnato dalle...

06.10.2011

2011. Siracusa ultima frontiera. Destinazione Mordor

Da un discorso di Anacleto Mitraglia, conestabile di Siracusa, al Gran Congresso Annuale delle Sorti Umane e delle Ruspe Progressive, cagionato dallo sfortunato ingerimento di otto vongole  comuniste. “C’era una volta una landa desolata dove nessun hobbit avrebbe mai sognato di prendere la tintarella, fumare una cicca e buttarla sugli scogli. Erano anfratti misteriosi, grotte oscure, popolata da orde di zanzare e scogliere viscide il cui respiro, la notte, faceva ammalare la Luna. Eppure, i laboriosi hobbit siracusani non si sono mai dati per vinti. Era l’età dell’oro, a cui guardiamo con nostalgia, in cui il cemento colava sulle rocche a est di Miloccador e lungo i declivi del Plemmiriohan, senza che nessun orchetto ambientalista osasse confondere...

05.09.2011

Gente senza frizione

Prima della rete, prima che la tecnologia per agirla giungesse ai più, vivevamo in un sistema media-centrico, in cui la tv costruiva l’immaginario comune e chi lo controllava ne vendeva gli sfavillanti surrogati agli “utenti”. I due principali “prodotti mediatici”, “intrattenimento” e “informazione” si sono poi appiattiti sul primo andando ben oltre l’idea dell’ibridazione (“infotainment”).   Con la diffusione della banda larga e la rivoluzione dei costumi socioeconomici, la struttura gestore - medium - utente che fin lì aveva retto, con la TV a fare da fulcro, tenta una sovrapposizione se non proprio un assalto “normalizzatore” alla rete collezionando una serie di clamorose...