AUTORI
Lorenzo Rossi
28.01.2015

Big Eyes. Se Tim Burton si ripete

Verrebbe da dire, e lo si è detto e ripetuto da più parti, che da qualche tempo a questa parte Tim Burton abbia cambiato stile, che abbia cambiato i soggetti dei suoi film, anche le atmosfere. Si dice che abbia mutato e rimasticato la propria idea di cinema e che forse abbia definitivamente perso la vena. Effettivamente Big Eyes sembra andare in una direzione leggermente diversa da quella che nel corso del tempo aveva fatto sì che per tutti quei film realizzati alla maniera del regista californiano venisse coniato l’aggettivo «burtoniano». Ma al di là del disappunto dei fan più accaniti (di cui francamente interessa ben poco), ciò che più di tutto il resto incuriosisce in questo film è il mutato rapporto che Burton...

28.06.2013

Ernst Lubitsch. To Be or Not to Be

E poi succede che Vogliamo vivere!, tornato in sala settantuno anni dopo (grazie a Teodora!), realizzi nel primo fine settimana di programmazione la seconda media per copia (cioè l’incasso diviso per le sale in cui è stato distribuito), alle spalle solo di Una notte da leoni 3 (sic!). Fermandosi a riflettere ci sarebbe da esultare, far festa, lasciarsi andare. Perché il capolavoro di Lubitsch è un classico, perché è un film intramontabile, perché l’effetto nostalgia richiama ancora folle di cinefili (meglio se d’antan) in sala e perché in fondo il bel cinema invecchia come il buon vino? No! Sbagliato! Scordatevi i luoghi comuni, le tirate da salotto borghese e gli slogan da pagina culturale dei quotidiani...

12.04.2013

Pedro Almodóvar. Gli amanti passeggeri

Che Gli amanti passeggeri sia un film girato con la mano sinistra, che sia un divertissement del tutto personale – perfino autoreferenziale – del suo autore e un momento di sollazzo e divagazione è fuori di ogni dubbio. Che sia, per questi motivi, un’opera trascurabile, anodina e superficiale come è stato scritto da più parti, è tutta un’altra questione. In fondo Almodóvar è uno di quei registi, estremamente prolifici, capaci – come Woody Allen o i fratelli Coen tanto per dire – di alternare opere di indiscutibile rilevanza e straordinarietà, ad altre che potremmo definire “di alleggerimento” senza tuttavia perdere nulla in efficacia, arguzia e qualità. E nel caso de Gli amanti...

15.02.2013

Quentin Tarantino. Django Unchained

Come di tutti gli altri film di Quentin Tarantino, di Django Unchained risulta quasi impossibile dare definizioni, comporre etichette o tentativi di incasellamento in categorie filmiche, ordini estetici o specie cinematografiche. Anzi, per capire meglio di cosa si parla, per comprendere il significato e sviscerare il più possibile i contenuti dell’opera è senza dubbio consigliabile, piuttosto, capire quello che Django non è. E a voler essere precisi, ma anche un po’ pignoli per la verità, Django in prima analisi non è nemmeno un western. Non lo è nell’ambientazione (il sud e non l’ovest), non lo è nelle dinamiche della storia (manca l’emblema del western per antonomasia: il duello) e non lo è nemmeno,...

04.01.2013

Ken Loach. La parte degli angeli

Per fortuna che c’è (ancora) Ken Loach. Per fortuna esiste un regista, e un uomo prima di tutto, che crede ostinatamente nelle persone e ancora più ostinatamente nel potere che il cinema ha di raccontarle, le persone. E per fortuna c’è chi, come lui, tutto questo lo fa fregandosene dei moralisti, dei benpensanti e del politically correct, riuscendo nonostante tutto a essere profondamente onesto, rigoroso e morale. Del resto la sua onestà sta nell’incapacità atavica e assoluta di mentire, di parlare in modo oscuro o di astrarre eccessivamente dalla reale i suoi racconti (anche se il suo film più significativo degli ultimi anni, Il mio amico Eric, sapeva far leva sulle corde del fantastico in modo esemplare), ma anche nella forza...

26.06.2012

Mia Hansen-Løve. Un amore di gioventù

Mia Hansen-Løve è una predestinata. Classe ottantuno, già a Cannes nel 2009 e nel 2011, attrice (e poi compagna) di Olivier Assayas, critico per i Cahiers du Cinéma, coccolata ed ecumenicamente considerata l’enfant prodige del cinema nazionale dalla critica francese tutta, la regista parigina ha conquistato nel giro di pochi anni una folta schiera di estimatori sia in patria che fuori. E Un amore di gioventù, suo attesissimo terzo film, ha confermato molte delle aspettative (e delle certezze) intorno al suo lavoro, ma anche rivelato quelli che sono i limiti e le pastoie da cui una regista come lei, con la sua storia, il suo curriculum, non sembra essere in grado di liberarsi. Ma andiamo con ordine.     Un amore di giovent...