AUTORI
Piera Mattei
16.02.2012

Roma / Paesi e città

Non so parlare della mia città dal nome impronunciabile. Ricordo quando giovanissima in Inghilterra feci amicizia con un ragazzo pakistano e lui incredulo mi incalzava: veramente vieni da quella città, la stessa dei libri di storia? Sei nata lì? E che lingua parlate lì adesso?     Mi chiedo talvolta, soprattutto da quando mia figlia s’è trasferita per lavoro a Boston, cosa mi trattenga nella mia città, perché non me ne vado. Altrove, dove sia facile camminare per la strada, dove ci siano marciapiedi adatti al mio temperamento di pedone, dove ci sia più rispetto del codice della strada, più rispetto degli altri. Cosa mi trattiene qui se tutto sembra essere svariato verso un’uniformità...

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